DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER…
SCAZZI AL PESTO NEL CAMPO LARGO – IL PD PUNTAVA A UFFICIALIZZARE LA CANDIDATURA DI ANDREA ORLANDO PER LE REGIONALI LIGURI. MA IL M5S HA SCOMBINATO I PIANI, PRESENTANDO AL TAVOLO DELLA COALIZIONE IL SUO NOME, IL SENATORE LUCA PIRONDINI – DAL MOVIMENTO ASSICURANO: “LA NOSTRA PROPOSTA NON VUOLE ESSERE UN ELEMENTO DIVISIVO”. MA UNA DECISIONE DOVRÀ ESSERE PRESA ENTRO POCHI GIORNI – L’EX MINISTRO DEM NON INTENDE FARSI CUCINARE A FUOCO LENTO DALLE INCERTEZZE DI CONTE…
Estratto dell’articolo di Emanuele Rossi per www.lastampa.it
Nessuno si scompone pubblicamente, nel Pd ligure: le polemiche in questo momento vanno tenute sopite, soprattutto se verso gli alleati. «Andiamo avanti sul lavoro programmatico e sulla costruzione della coalizione», si limita a dire il segretario Davide Natale.
Ma la mossa del Movimento 5 Stelle di portare al tavolo di coalizione un loro candidato presidente per la Liguria, nello specifico il senatore Luca Pirondini, ha un po’ scombinato i piani dei dem che puntavano a ufficializzare la candidatura di Andrea Orlando entro questa settimana [...]
Ora il percorso si complica, anche se per lo stesso Pirondini la coalizione non è in discussione e la sua eventuale candidatura non è da leggere come contromossa a Orlando: «La proposta di una mia candidatura non vuole certo essere un elemento divisivo, credo che sia positivo che la coalizione possa scegliere tra più opzioni e che venga fatta una valutazione su quella che può rivelarsi più vincente. Una forza come il M5S non ha paura a proporre un proprio candidato agli alleati».
Resta il fatto che questa valutazione, il “dialogo competitivo” come lo aveva definito a inizio mese Andrea Orlando, all’indomani delle dimissioni di Toti, dovrà essere fatto in fretta, nel giro di una settimana-dieci giorni al massimo. E andrà fatto sul tavolo dei leader nazionali, gli stessi che il 16 agosto hanno dato il via libera alla candidatura di Stefania Proietti in Umbria.
ANDREA ORLANDO - CHIARA BRAGA - ELLY SCHLEIN
Proprio la decisione sull’Umbria, contrapposta al congelamento della situazione in Liguria, ha irritato Orlando che con i suoi si è sfogato sulla «mancanza di consapevolezza» dell’importanza della sfida ligure nel quadro nazionale: perché su Emilia e Umbria si va spediti e non è lo stesso in Liguria, dove da mesi si parla di elezioni anticipate anche se le dimissioni di Toti sono arrivate solo il 27 luglio?
L’ex ministro c’è, è pronto a correre ma non a farsi cucinare a fuoco lento dalle incertezze di Conte e dai tatticismi di Matteo Renzi e Carlo Calenda: sa bene che solo con l’investitura di un candidato ufficiale in campo si possono sciogliere i nodi sulla forma in cui i partiti centristi (anche i vari Più Europa e Psi) parteciperanno alla coalizione. [...]
Si aspettano notizie da Roma, quindi, ma l’attività sul territorio non è ferma: il Pd ha messo in moto i gruppi di lavoro sul programma e sino a fine agosto si tengono le assemblee territoriali dei circoli, da cui si attendono anche indicazioni sulle candidature per le liste. [...]
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