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GIURI' GIURELLO, CHE BEL BORDELLO! - SCONTRO SUL GIURÌ D’ONORE PER IL CASO CONTE-MELONI SULLA RATIFICA DEL MES. PD E ALLEANZA VERDI E SINISTRA LASCIANO L’ORGANISMO CHIAMATO A VALUTARE LA DISPUTA: “NON È IMPARZIALE”. E IL LEADER 5S CHIEDE DI SCIOGLIERLO - I DEPUTATI VACCARI E ZARATTI SPIEGANO LE DIMISSIONI: “PREVALGONO MOTIVAZIONI POLITICHE, MA LA RICOSTRUZIONE DOCUMENTALE NON PUÒ ESSERE DI PARTE...”
Da https://www.repubblica.it/ - Estratti
GIORGIA MELONI GIUSEPPE CONTE - ATREJU
I componenti di Pd e Avs del Giurì d'onore della Camera chiamato a valutare il caso dello scontro tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte sulla ratifica italiana del Mes si sono dimessi, denunciando la mancanza di imparzialità dell’organismo parlamentare. E lo stesso Conte scrive al presidente della Camera, Lorenzo Fontana chiedendo lo scioglimento della commissione: “Con grave sconcerto”, afferma di aver appreso “che sono venuti a mancare i presupposti di terzietà e la possibilità di pervenire a una ricostruzione imparziale scevra da strumentali interpretazioni di mero carattere politico”.
L’intervento del Giurì era stato richiesto proprio dal leader 5S dopo essere stato accusato dalla premier sulla ratifica del Mes: “L’ha fatta il governo Conte, l’ha fatta senza mandato parlamentare e un giorno dopo essersi dimesso, quando era in carica solo per gli affari correnti”, aveva detto la premier nelle comunicazioni ai due rami del Parlamento sul Consiglio europeo. Di queste tre affermazioni è emerso poi che solo la prima è vera.
Il deputato democratico, Stefano Vaccari, ha motivato le ragioni delle sue dimissioni in una lettera al presidente della Camera, Lorenzo Fontana: "Il Giurì - scrive Vaccari - come stabilito dall'articolo 58 dello statuto della Camera, deve mantenere un profilo di terzietà e limitarsi ad accertare il fondamento o meno delle accuse rivolte di un parlamentare in aula nei confronti di un altro collega, verificare i fatti per come si sono svolti alla luce della documentazione acquisita.
Invece nella relazione che ci è stata sottoposta dal Presidente, sono prevalse alcune motivazioni, ancorché significative, di ordine politico e interpretative che contrastano con la realtà dei fatti accertati e rendono evidente la volontà della maggioranza di avvalorare la versione accusatoria della Presidente Meloni".
Dello stesso tenore le osservazioni di Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, secondo il quale "la ricostruzione documentale, l'unica che conta, non può essere oggetto di interpretazioni di parte"
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