schlein conte gualtieri

“FRANCESCHINI QUANDO DEVE AFFERMARE, NEGA, COME I SICILIANI: QUANDO DICE ‘NON ESISTE UN MISTER X’ PER IL CAMPO LARGO, I PARLAMENTARI DEL PD PENSANO IL CONTRARIO..." – “IL FOGLIO”: “A ‘REPUBBLICA DELLE IDEE’, L’ULTIMA, SI CONFRONTANO I SINDACI: SILVIA SALIS, MANFREDI E GUALTIERI. LA SORPRESA È CHE GUALTIERI VIENE RIEMPITO DI APPLAUSI. LE SIMPATIE DI FRANCESCHINI E RENZI SEGNANO GUALTIERI E QUI SI TORNA A ROMA, A BETTINI E D’ALEMA. DICIAMOLA FRANCA: C’È UNA BELLA CARROZZA DI VECCHIE VOLPI CHE USANO LA PAROLA ‘GENEROSITÀ’. IN NOME DELLA GENEROSITÀ SCHLEIN SI DOVREBBE FAR DA PARTE…”

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Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”

 

roberto gualtieri matteo renzi (4)

Dunque, serve il terzo nome? “Il terzo non esiste”. […] Dice Enzo Amendola, che di Conte è stato ministro: “In politica a brigante, brigante e mezzo”, solo che il popolo di sinistra, attenti, “arriva il momento in cui si stanca. Meloni si alleerà con Vannacci, perché vuole andare al Quirinale e a Chigi vuole metterci Fitto. La vera battaglia è impedire Meloni al Colle e Fitto a Chigi”.

 

Ci sono tutti gli ingredienti dello chef Franceschini, chiamato anche “Dario litote”: quando deve affermare, nega, come i siciliani. Se dichiara, come ha dichiarato a Repubblica, “non esiste un mister X”, cosa pensano tutti i parlamentari del Pd? Il contrario. Esiste il mister X. E qui l’aneddoto.

 

A Repubblica delle Idee, l’ultima, si confrontano i sindaci: Silvia Salis, Manfredi e Gualtieri. La sorpresa è che Gualtieri viene riempito di applausi e sui social è anche il sindaco a cui Sharon Stone sistema la cravatta. Le simpatie di Franceschini e Renzi ultimamente segnano Gualtieri e qui si torna a Roma, a Bettini e D’Alema. Diciamola franca: c’è una bella carrozza di vecchie volpi che usano la parola “generosità”.

 

schlein conte gualtieri

In nome della generosità Schlein si dovrebbe far da parte (il pensiero: “E’ così giovane, e se fa questo gesto, ha il futuro spianato”), Conte può tranquillamente viaggiare per l’Italia e urlare che con lui Putin si spezza come un grissino, frase che piace sempre all’elettore del M5s. Le primarie si dovrebbero tenere a gennaio, un altro modo per delegittimarle ancora.

 

Il resto lo fa Conte, che tira in mezzo Draghi e l’Ucraina. Si dice tertium non datur, e invece siamo l’Italia del tre. Conte cerca il suo terzo governo da premier, il tre per cento è l’infrazione dei conti, ci serve il paese terzo per i migranti, Meloni quando è infuriata dice “io mi ricordo quando avevamo il tre per cento”. C’è solo da sperare di non finire come cantava Modugno: “Siamo rimasti solo in tre, tre briganti e tre somari, sulla strada longa longa di Girgenti”.

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