FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE…
IL VERO SPARTIACQUE DELLA LEGISLATURA? LE REGIONALI - SE LA MAGGIORANZA CONSERVASSE SOLO LAZIO, TOSCANA E CAMPANIA ALLORA IL GOVERNO SAREBBE A RISCHIO - MARCHE E PUGLIA SONO CONTENDIBILI E FORSE ANCHE LA LIGURIA ANCHE SE TOTI SEMBRA AVERE UN PASSO SUPERIORE RISPETTO AL SUO AVVERSARIO - PER MATTARELLA UN RISULTATO ELETTORALE CHE CONSEGNI UN’ITALIA IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA ALLA MAGGIORANZA PD-M5S, SAREBBE UNA BRUTTISSIMA GATTA DA PELARE…
Marco Antonellis per Italia Oggi
Matteo Salvini forse dovrà aspettare ancora un bel po' prima di tentare di conquistare la Regione Lazio perché, stando a quanto rivelano fonti di vertice del Nazareno, «Nicola Zingaretti non lascerà mai la Regione Lazio. Mai. Se non in una caso: che ci siano le elezioni anticipate.
Allora da segretario del Pd è logico che guidi le liste del Pd. Ma solo in quel caso lascerebbe la Regione per un altro incarico».
Insomma, se qualcuno tra i big leghisti sperava in un' accelerazione della «pratica» romana, magari scommettendo su un rimpasto governativo autunnale che avrebbe potuto coinvolgere anche l' attuale governatore del Lazio, si sbagliava di grosso. Anche perché, chiosano dal Nazareno, non è assolutamente detto che le prossime elezioni regionali vadano nel senso auspicato dal leader leghista.
Perché se il Capitano ai suoi spiega che si accontenterebbe di un 5 a 2 per il centrodestra ma sotto sotto spera che possa finire addirittura con un rotondissimo 7 a 0, dalla parti del Pd hanno capito benissimo cosa devono fare per salvaguardare il governo.
Perché, spiegano, «Marche e Puglia sono regioni tutt' ora contendibili. Così come lo è la Liguria, anche se Toti sembra avere un passo superiore rispetto al suo avversario. Ma se teniamo botta in queste regioni ed in Toscana, oltre a mantenere la Campania, il governo è salvo».
GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO ANGELA MERKEL BY OSHO
C' è però il rovescio della medaglia e al Nazareno ne sono perfettamente consapevoli: se i partiti al governo dovessero uscire con le ossa rotte nelle suddette regioni, conservando solo Lazio, Toscana e Campania, allora, a prescindere dai successi di Bruxelles, il governo comincerebbe a ballare paurosamente perché si farebbe sempre più forte la spinta di chi punta a mettere le mani sui soldi in arrivo da Bruxelles prescindendo da Giuseppe Conte, aprendo così la strada a nuove ipotesi di governo.
Anche per il Capo dello Stato un risultato elettorale del genere, con l' Italia delle regioni in direzione «ostinata e contraria» alla maggioranza giallorosa del governo, sarebbe una bruttissima gatta da pelare. Insomma, le regionali si apprestano a diventare il vero spartiacque dell' intera legislatura.
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