DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ DOMANI AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE…
’ST’ALLEANZA HA IL MAL DI PANZA – AL VERTICE NATO DI ANKARA, IN TURCHIA, È COME AL SOLITO TUTTO APPESO ALLE PATURNIE DI TRUMP: CHE DIRÀ IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA? COSA PRETENDERÀ QUESTA VOLTA DAGLI ALLEATI? I FUNZIONARI DELLA CASA BIANCA HANNO ANNUNCIATO CHE TORNERÀ ALLA CARICA SULLA GROENLANDIA (“LA COSA MIGLIORE PER NOI È L’ACQUISTO”). E POI C’È LA QUESTIONE DEGLI INVESTIMENTI: “I PAESI EUROPEI SI DEVONO DARE UNA MOSSA. ALCUNI SONO BRAVI, ALTRI NO”. TRA QUESTI C’È L’ITALIA: DOPO IL NUOVO UMILIANTE POST SU GIORGIA MELONI, COSA DIRÀ IL TYCOON ALLA DUCETTA?
Estratto dell’articolo di Claudio Tito per "la Repubblica"
Cosa dirà Donald Trump?». Europei e canadesi arrivano al vertice Nato di Ankara con il fiato sospeso. L'accordo sulla dichiarazione finale – piuttosto striminzita – è stato raggiunto. I soldi all'Ucraina sono stati confermati.
Ma nessuno sa davvero come, domani e dopodomani ospite del leader turco Erdogan, si comporterà il presidente americano.
[…] alti funzionari della Casa Bianca hanno già annunciato che ribadirà la richiesta di impadronirsi della Groenlandia: «La soluzione migliore per noi è l'acquisto».
vladimir putin e donald trump - anchorage alaska
Quanto ai 139 miliardi di dollari di nuovi investimenti, «i paesi europei si devono dare una mossa - è l'altro avviso recapitato da Washington -. Alcuni sono bravi, ma altri no. E su questi ci saranno delle conseguenze». Un messaggio anche all'Italia. Tanto che gli stessi alti funzionari di Washington hanno confermato il disimpegno di 5.000 soldati dall'Europa. Premesse non certo favorevoli.
Il punto è che questo summit era stato concepito per dare un segnale di compattezza. Ribadire insomma al mondo che l'Alleanza Atlantica c'è ed è ancora vigorosa.
Ma se l'inquilino della Casa Bianca userà il palcoscenico turco per il suo ennesimo show, quel proposito fallirà.
DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA
Ed è la preoccupazione che accompagna tutti i leader del Vecchio Continente e quello canadese. Dopo il colloquio con il capo del Cremlino, infatti, gli europei temono di essere esposti ulteriormente alle arroganze di Mosca.
Tra l'altro, dopo il summit dello scorso anno in Olanda che aveva definito la necessità di arrivare al 5 per cento del Pil nella spesa per la difesa entro il 2035 (il 3,5 per le armi vere e proprie), questa sarebbe dovuta essere l'occasione per concordare come spendere quei soldi.
Raccontano che nell'ultimo incontro tra Trump e il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, sempre molto accondiscendente nei confronti di «Paparino Donald», il presidente americano lo avrebbe rimproverato molto severamente: «Non avete ancora capito che dovete spendere di piu».
Rutte gli avrebbe risposto pacatamente, ricordando che «l'hanno scorso all'Aja abbiamo concordato di arrivare al 3,5% del Pil in dieci anni. È passato solo un anno e in un anno non potevano fare di più. Nessuno in un anno può fare di più».
E Trump con molta nettezza lo avrebbe smentito: «Non è vero, tutti quanti in un anno possono arrivare al 3,5 e io mi sono stancato».
[…] Ma nessuno sa se sia praticabile in presenza di un'ennesima lite con Washington.
Una difficoltà che ha già preso corpo durante i lavori preparatori del summit. Proprio su richiesta americana, infatti, il documento finale concordato è molto stringato. Ai limiti del paradosso.
Una sintesi che gli sherpa dei 32 alleati hanno interpretato in un solo modo: sembra puntare a derubricare l'importanza dell'incontro e della stessa Nato.
Una sola pagina con cinque punti. Al vertice di Washington, per fare un esempio, le pagine erano una ventina con quaranta capitoli. E tra quei pochi punti non viene ripetuto l'obiettivo di spesa entro il 2035 (per la Casa Bianca è come minino assodato), manca un riferimento esplicito e composito alla Cina (viene perfino abbandonata – almeno nell'ultima bozza – la definizione di Pechino come una sfida).
LA FOTO PUBBLICATA DA TRUMP SULLA GROENLANDIA
Si richiama all'Alleanza come garante della sicurezza a 360 gradi, comprendendo quindi il fianco sud cui l'Europa è particolarmente attenta, e si fa riferimento allo Stretto di Hormuz.
Gli Usa hanno soprattutto insistito sulla cooperazione industriale da cui sperano di trarre ulteriore profitto. E hanno sottolineato che i soldi in più stanziati non possono essere bloccati da ostacoli burocratici. Lo scorso anno, i membri dell'alleanza non statunitensi hanno aumentato le spese militari del 20% rispetto ai livelli del 2024, raggiungendo i 574 miliardi di dollari. Bisognerà capire se a Trump questi numeri basteranno.
DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA
ZELENSKY E TRUMP AL VERTICE NATO DELL'AJA
donald trump e la nato - vignetta by vukic
DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ DOMANI AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE…
DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO…
DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI…
DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO…
DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA…
FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E…