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LO “STABILICUM” È MORTO PRIMA ANCORA DI NASCERE – LA FAMIGLIA BERLUSCONI SI È CONVINTA CHE LA LEGGE ELETTORALE RISCHIEREBBE DI PRODURRE UN EFFETTO INVERSO RISPETTO A QUELLO SPERATO DA MELONI: OVVERO UNA MAGGIORANZA STABILE, MA DI CENTROSINISTRA. È LO SCENARIO CHE HANNO TRATTEGGIATO DIVERSI SONDAGGISTI INTERPELLATI DA ARCORE: TRA MARINA E PIER SILVIO SI FA STRADA L’IDEA CHE SIA MEGLIO IL PAREGGIO E UN GOVERNO DI LARGHE INTESE. UN’IPOTESI VENTILATA ANCHE DA CARLO CALENDA – SE OLTRE ALLA LEGA, GIÀ INCAZZATA PER IL TAGLIO AI COLLEGI UNINOMINALI, ANCHE FORZA ITALIA SI METTE DI TRAVERSO, SAREBBE IMPOSSIBILE PER MELONI E FDI PORTARE A CASA IL NUOVO TESTO VELOCEMENTE…
Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per “il Fatto quotidiano”
MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI
Meglio un pareggio che la sconfitta. Meglio tenersi l’attuale legge elettorale che varare quella nuova che ha iniziato il suo iter ieri alla Camera con le prime audizioni.
Sperando che non ci sia bisogno di provocare un incidente parlamentare che potrebbe far traballare il governo.
Nel nuovo corso di Forza Italia – con la sostituzione del capogruppo e una prima frenata sui congressi – la famiglia Berlusconi da Arcore sta anche riflettendo sugli scenari politici in vista delle elezioni del 2027.
E in particolare, la famiglia Berlusconi, secondo quanto risulta al Fatto da due fonti a conoscenza della questione, ha fatto commissionare sondaggi e compulsato sondaggisti sugli scenari di Forza Italia e del Parlamento in vista del voto.
L’idea che si sono fatti ad Arcore è che cambiare la legge elettorale rischierebbe di produrre un effetto inverso rispetto a quello sperato da Meloni: ovvero che la maggioranza stabile la darebbe sì, ma probabilmente al centrosinistra.
Insomma un boomerang: dopo la vittoria del No sulla separazione delle carriere, cambiare la legge elettorale a colpi di maggioranza mobiliterebbe ancora di più gli elettori dell’opposizione che griderebbero alla deriva autoritaria e farebbe vincere il centrosinistra, come spesso è accaduto nei confronti dei governi che hanno provato a cambiare le leggi elettorali. Una sorta di eterogenesi dei fini, insomma.
Questa è stata la risposta che hanno dato diversi sondaggisti alla famiglia Berlusconi e per questo Marina e Pier Silvio si sono convinti che in questo scenario sia meglio il pareggio e un governo di larghe intese come quello di Mario Draghi nel 2021.
Uno scenario che piace pure al leader di Azione Carlo Calenda, che nei giorni scorsi ha detto che se non cambia la legge elettorale “finisce in pareggio e a quel punto il centro è decisivo nel dettare l’agenda di governo”.
Dunque, meglio evitare accelerazioni sullo “Stabilicum”, la nuova legge voluta da Fratelli d’Italia per eliminare i collegi uninominali che rischiano di favorire il centrosinistra.
Come Forza Italia deciderà di fermare la legge elettorale non è ancora chiaro anche perché ufficialmente il vicepremier Antonio Tajani ha dato via libera al nuovo testo e lo appoggia.
marina berlusconi - sergio mattarella
Ma se oltre ai malumori della Lega (che non vuole vedersi eliminare i collegi uninominali per non rimetterci nella rappresentanza parlamentare), anche Forza Italia dovesse mettersi di traverso, sarebbe difficile per Meloni e Fratelli d’Italia portare a casa il nuovo testo in tempi rapidi. […]
SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI 25 APRILE
PAOLO GENTILONI E CARLO CALENDA A NAPOLI
MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI
PAOLO DEL DEBBIO CONTRO MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI SULLA VERITA
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