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m.sp. per http://www.caffe.ch/stories/Cronaca/38298_i_guai_di_umberto_bossi_e_costose_cure_in_ticino/
Forse tutto inizia da lì. Nel 2004 quando Umberto Bossi dopo l'ictus è ricoverato nella clinica Hildebrand di Brissago. Vi resta per oltre cento giorni. Poi era tornato per i controlli. Con la malattia erano cominciate anche le grandi manovre attorno al leader, con la nascita del "cerchio magico", quel cordone di sicurezza fatto da amici e fedelissimi, che ha preso in consegna Bossi, ormai malato e - come ha fatto capire lui stesso in questi giorni - gli ha creato non pochi guai. Sino a costringerlo alle dimissioni.
Ma quanti soldi ha speso il leader della Lega per le cure a Brissago? Fatti due conti, almeno 100 mila franchi. Più gli extra per il soggiorno in Ticino dei familiari durante il suo ricovero. E ci sono poi le spese per le fatture del Cardiocentro di Lugano, dove il capo della Lega italiana è stato ricoverato a più riprese.
Chi ha pagato? Bossi una volta ha ringraziato Berlusconi, "per l'interessamento". Ma il particolare potrebbe essere messo a fuoco magari nei prossimi giorni, visto che in Italia si stanno passando ai "raggi X", conti correnti, bonifici, ricevute, dei finanziamenti pubblici della Lega nord che in parte sono stati riversati nella cerchia familiare di Bossi.
Chissà che da questi controlli non spuntino anche le fatture ticinesi. Una cassaforte quella della Lega affidata senza controlli a Francesco Belsito, il tesoriere della Lega finito al centro dello scandalo scoppiato in Italia.
Uno scandalo che vede Belsito impegnato pure a trasferire denaro all'estero e perciò, come è affiorato da alcune intercettazioni telefoniche, si era rivolto anche una fiduciaria ticinese. à scritto nero sui bianco nel decreto di perquisizione disposto dalle Procure di Napoli, Milano e Reggio Calabria: "In particolare Belsito aveva richiesto il supporto di una società fiduciaria con sede a Lugano, la Doge Sa, per la predisposizione di strutture societarie attraverso le quali giustificare il trasferimento all'estero di denaro detenuto in Italia".
La Doge di Mendrisio è una azienda finita nei guai nell'ambito di una inchiesta sul crack della banca Italease e un gigantesco giro di evasione fiscale, con 308 indagati, e cinque mandati d'arresto per residenti in Svizzera. Tra loro (alcuni nel frattempo hanno chiarito la propria posizione), oltre un dirigente di Ubs, anche un imprenditore e noto appassionato d'arte.
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