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LA SVIZZERA A NUMERO CHIUSO RISCHIA DI ENTRARE IN CONFLITTO CON IL RESTO DELL’UNIONE EUROPEA! IL 14 GIUGNO LA CONFEDERAZIONE ELVETICA DECIDERÀ TRAMITE REFERENDUM SE FISSARE UN UN TETTO DI 10 MILIONI ALLA POPOLAZIONE RESIDENTE - LA CONSULTAZIONE DENOMINATA “INIZIATIVA PER LA SOSTENIBILITÀ” È SOSTENUTA DALLA DESTRA SOVRANISTA. LA SVIZZERA CON UNA VITTORIA DEI SÌ RISCHIEREBBE DI ANDARE INCONTRO A UNA SERIE DI CONFLITTI DIPLOMATICI, ANCHE CON L’UE CON CUI HA UN TRATTATO DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE E DELLE IMPRESE. SULLA CARTA LA CONSULTAZIONE NON HA GROSSE CHANCE DI SUCCESSO MA…
Claudio Del Frate per il “Corriere della Sera” - Estratti
Il 14 giugno gli svizzeri andranno alle urne per un referendum su una proposta di legge che chiede di fissare un tetto di 10 milioni alla popolazione residente nel Paese. L’iniziativa è partita dall’Udc, partito della destra sovranista che in Svizzera ha la maggioranza relativa. L’obiettivo è duplice: mettere un argine all’immigrazione e ribadire la neutralità e l’indipendenza in primis dalla Ue.
«No a una Svizzera da 10 milioni, iniziativa per la sosteni-bilità»: questa è la dicitura con cui la consultazione è stata ammessa dopo aver raccolto le 100.000 firme necessa-rie. Ora la Svizzera ha 9,2 milioni di abitanti (un quarto dei quali ha origini straniere). «Se la popolazione residente permanente della Svizzera — dice uno degli articoli che i promotori del referendum vorrebbero inserire in Costituzione — supera i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, il Consiglio federale e l’Assemblea federale (... ) prendono provvedimenti riguardanti in particolare il settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare».
Che cosa accadrebbe se dovessero prevalere i «sì»? La Svizzera rischierebbe di andare incontro a una serie di conflitti diplomatici, anche con l’Ue con cui ha un trattato di libera circolazione delle persone e delle imprese. Sulla carta la consultazione non ha grosse chance di successo: governo e Parlamento si sono espressi a maggioranza per il «no» e la posizione dell’Udc appare al momento isolata.
Inoltre anche Economiesuisse (in pratica l’equivalente elvetico della Confindustria ) ha bollato il referendum come «iniziativa del caos», per gli ostacoli che frapporrebbe alla libertà di impresa e alla circolazione della mano-dopera e per le ripercussioni sui mercati.
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