gianmarco mazzi

TI FACCIO UN MAZZI COSI’ – IL MINISTRO DEL TURISMO GIANMARCO MAZZI, GIA’ EX AUTISTA DI CELENTANO ED EX SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA, DAL MIC NON SE N’E’ MAI VERAMENTE ANDATO E NELLA BOZZA DEL CODICE DELLO SPETTACOLO HA PROPOSTO DI EQUIPARARE L’OPERA LIRICA AI SERVIZI ESSENZIALI. TRADOTTO? NIENTE SCIOPERI PER LA PRIMA (IN PRECEDENZA AVEVA LANCIATO L’IDEA DI ACCORCIARE LE OPERE PER RENDERLE “PIÙ APPETITOSE”) – IL FOGLIO: “LO SCIOPERO C’ENTRA POCO PERCHÉ IL CONCETTO, SEMMAI, È DI SCONGIURARE L’ANNULLAMENTO DELLO SPETTACOLO E CONSACRARE LA SUA PROIEZIONE IN TIVÙ. ALLA BASE C’È “UNA CONCEZIONE DELL’OPERA QUASI FOSSE MTV” E SOPRATTUTTO È L’AMBIZIONE DI TORNARE AL COLLEGIO ROMANO PRESTO. MAGARI TRA QUALCHE MESE O MAGARI UN ANNO. CHISSÀ” – IL MINISTRO MULTITASKING, NATURALMENTE, NON MOLLA LA PRESA SUL SANREMO DI DE MARTINO…

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Ginevra Eleganza per il Foglio - Estratti

 

gianmarco mazzi

Forse a Hegel preferisce Roberto Bolle e al pensiero solare la Canzone del sole. Fatto sta, però, che il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi dal Collegio romano non se n’è mai veramente andato. Al Mic, dov’era sottosegretario, n’è rimasta traccia. Lì lo chiamavano “il ministretto”: vuoi per il ruolo, vuoi per il pensiero solerte. Ma oggi Mazzi è addirittura un “ministrone”. Un ministro in tanti sensi. L’uomo, insomma, è ministro vero al Turismo e tuttavia anche un po’ ministro ombra alla Cultura. E tra i tanti segni che ha lasciato al Mic, si diceva, ce n’è oggi uno che ruba il sorriso. Uno al quale Mazzi tiene ancora tanto.

 

Nella bozza del codice dello Spettacolo fa capolino infatti una modifica che in sostanza equipara la prima rappresentazione di inaugurazione della stagione artistica dei Grandi Teatri dell’Opera ai cosiddetti servizi pubblici essenziali. L’inaugurazione della stagione, per intenderci, ai servizi sanitari, alla sicurezza o ai lassi trasporti di Matteo Salvini. Tradotto? Niente sciopero per la prima. Niente spillette in stile Fenice e niente maestranze – perlopiù sinistrate – che scendano in piazza a fare ammuina. Una bella iniziativa, a dire il vero, per chi come noi tenda a omologare il diritto di sciopero al diritto di molestare il cittadino (per giunta a spese del cittadino)... Ma un’iniziativa che pure lascia un piccolo indizio di come va a Palazzo.

 

GIANMARCO MAZZI

Proprio da quelle parti, infatti, credono c’entri poco la nozione di sciopero in sé e ancor meno il culto del melodramma (il ministro propose di accorciare le opere per renderle “più appetitose”: ammuffire in platea non è bello). Lo sciopero c’entra poco perché il concetto, semmai, è di scongiurare l’annullamento dello spettacolo e consacrare la sua proiezione in tivù.

La perfidia si spinge oltre e dice che alla base è “una concezione dell’opera quasi fosse Mtv” e soprattutto è l’ambizione di tornare al Collegio romano presto. Magari tra qualche mese o magari un anno. Chissà.

 

gianmarco mazzi giura da ministro del turismo

(…) Ora è chiaro che Mazzi sarà pure ministro del Turismo... ma certo non è un turista della Cultura. Anzi. Proprio lì continua a lasciare tracce, ambizioni, amici. E visto che l’ultima prima saltata per sciopero fu nel 2013 quella dell’Ernani diretto da Muti, chissà che il prossimo ritorno non abbia già la sua aria. Non più Ernani... bensì Mic, involami.

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