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A. Gar. per il “Corriere della Sera”
Viste discrezione e riservatezza messe di solito in campo, la frase appare quasi inattesa. Arriva nel mezzo della lectio magistralis : «Il mio auspicio è che il prossimo presidente della Repubblica agisca in massima continuità con il presidente Napolitano e con ciò che ha fatto in questi anni». Subito dopo Enrico Letta precisa: «Queste ore, questi giorni sono cruciali: le cose possono prendere in Europa e a livello internazionale la direzione giusta o sbagliata. L’Italia deve giocare perché l’Europa parli con una voce sola. E un ruolo importante lo giocherà il prossimo capo dello Stato».
Enrico Letta da quell’ultimo San Valentino, dimissioni da presidente del Consiglio, ha accentuato il basso profilo. Ci fu il suo volto gelido e tirato nel giorno dello «scambio della campanella» con Renzi e già quello gli apparve un eccesso.
ENRICO LETTA IMPEGNO FOTO LAPRESSE
Letta non è entrato nei listoni per il Quirinale perché compirà 50 anni a fine agosto 2016. Venti giorni fa lo candidò con affetto Eugenio Scalfari, trascurando l’anagrafe. Ogni tanto si registrano anche i movimenti dei «lettiani» (a favore di Amato), ma non è dato sapere quanto autorizzati.
Per il resto, Enrico Letta, nipote di Gianni, compie mirate visite alla Camera, per votazioni importanti, saluta con cortesia, non si piega alle curiosità dei giornalisti. Ieri è stata una di quelle giornate e alla Camera c’era anche Renzi. Letta viene notato in uno dei corridoi di Montecitorio che danno sull’aula del governo: «Se sto andando da lui? Da lui chi?». Da Renzi. «Ah, no. Non vado da lui...». Letta fa marcia indietro e incontra Rosy Bindi: «Vuole parlare con te...», le dice con un sorriso indicando l’aula del governo. Bindi guarda la porta e segue Letta in direzione opposta.
Al mattino Letta ha accettato l’invito della Società italiana per l’organizzazione internazionale e ha tenuto la lectio magistralis sul «Ruolo dell’Italia e la sua capacità attrattiva degli investimenti nello scenario mediterraneo e nei rapporti con la Russia». Accolto dal presidente Sioi, Franco Frattini, davanti a un mondo politico centrista (Mauro Fabris, Mario Baccini, fra gli altri) e agli aspiranti diplomatici, Letta ha affrontato l’attualità usando una parola chiave a lui cara: equilibrio.
MATTEO RENZI E LA BOMBA A ENRICO LETTA
Quindi, il nuovo premier greco Tsipras «è persona consapevole ed equilibrata», mentre «la gestione della troika non è stata equilibrata, forse più per responsabilità del Fondo monetario internazionale che dell’Unione Europea». Adesso «serve un mix fondamentale per evitare lo scontro, che può sfuggire di mano e avere un impatto pesante, anche su di noi».
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