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“TRUMP? E’ UN BULLO DA QUANDO AVEVA 12 ANNI” - ALI ABBASI, IL REGISTA IRANIANO DI "THE APPRENTICE" (CHE ESPLORA L’ASCESA DEL TYCOON NEL SETTORE IMMOBILIARE), SPIEGA L'ORIGINE DEI DISAGI DEL PRESIDENTE STATUNITENSE: "SUO PADRE LO BECCO’ CON UNA SERIE DI COLTELLI E LO MANDO’ IN UNA SCUOLA MILITARE. LI' HA IMPARATO COME FUNZIONA IL BULLISMO" - LA FRASE SULL’”ORDINE RESTRITTIVO” A MELONI? “TRUMP COMUNICA NEL MODO PIU’ BASSO E IMPULSIVO PER CATTURARE L’ATTENZIONE. QUESTO E’ IL SUO SUPERPOTERE” - “NEL 1987, DURANTE LA PRESIDENZA REAGAN, TRUMP COMPRO’ UN’INTERA PAGINA DEL 'WASHINGTON POST' PER UNA PUBBLICITA’ IN CUI SI DICEVA CHE..."
Estratto dall’articolo di Viviana Mazza per www.corriere.it
«Mi dispiace molto per tutti i politici europei che devono avere a che fare con lui, perché è un bullo da quando aveva 11 o 12 anni, suo padre che era molto severo scoprì che si era procurato una serie di coltelli a serramanico e lo mandò in una scuola militare, dove penso che abbia imparato ancora di più come funziona il bullismo, subendolo lui stesso. Non appena capisce che c’è una apertura o che il lato opposto non ha la stessa forza che ha lui e che dipende da lui, va sempre più oltre. Ma anche se la gente dice che è impulsivo e pazzo, io penso che non sia così.
La sua comunicazione è impulsiva ma non il suo pensiero e forse si sta preparando ad appoggiare politicamente qualcun altro, diverso da lei», dice al Corriere Ali Abbasi, parlando dell’ultimo attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni.
Nato in Iran, residente in Danimarca, Abbasi è il regista di The Apprentice, film che esplora l’ascesa di Trump nel settore immobiliare di New York negli anni ‘70 e ‘80 e l’influenza su di lui del controverso avvocato di estrema destra Roy Cohn. Il regista è appena atterrato a Firenze: sarà protagonista oggi di una serata curata dalla Fondazione Stensen per parlare delle politiche di Trump e degli effetti in Europa.
Anche lei è stato attaccato da Trump, che definì il suo film «un attacco basso, diffamatorio e politicamente disgustoso» al movimento Maga.
«Questo è l’unico film di fiction su di lui. Minacciarono di fare causa, mandarono una lettera di diffida, in quel periodo si parlava del film su tutti i media. E così riuscì ad evitare che i grossi distributori americani mostrassero il film perché avevano paura di essere perseguiti, e ovviamente avevano ragione».
E in politica il bullismo funziona?
«Penso che Donald Trump sia un genio delle pubbliche relazioni. Ha imparato molto da Roy Cohn e ha perfezionato queste capacità. I social media sono come i tabloid sensazionalistici di New York all’ennesima potenza. Sa cosa sta facendo e permette a sé stesso queste libertà perché non ha paura delle conseguenze.
D’altra parte, il suo messaggio non è cambiato da quando nel 1987, durante la presidenza di Reagan, comprò un’intera pagina del Washington Post, per una pubblicità in cui diceva che gli Stati Uniti non erano abbastanza duri, che tutti gli alleati se ne approfittavano, che non erano abbastanza grati. E se percepisce che qualcuno è ingrato nei suoi confronti, si infuria».
La frase pubblicata su Meloni («Serve un ordine restrittivo») usa in effetti un linguaggio simile ai titoli tabloid.
«Sembra semplice ma non lo è, ma consiste nel comunicare con le persone nel modo più basso e impulsivo. Cattura l’attenzione. Una delle cose che ci capitava quando girammo The Apprentice era che ci dicevano che non dovevamo dargli tanta attenzione, ma da anni conquista giornalmente l’attenzione di tutto il mondo.
Ora ha pubblicato un post social e tutta l’Italia parla di lui. È il suo superpotere, perché gli altri politici fanno il loro lavoro, pensano all’interesse dei loro Paesi, ma il superpotere di Trump è che non si comporta come un politico professionista, e quindi i politici professionisti si trovano in difficoltà con lui». [...]
DONALD TRUMP SONNECCHIA - 4 luglio 2026 washington 2
DONALD TRUMP
Ali Abbasi
donald trump alla festa dei 250 dell'indipendenza americana foto lapresse 3
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