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TRUMP È UN EUROPEISTA A SUA INSAPUTA: HA COSTRETTO L’UE A PENSARE ALLA PROPRIA DIFESA, E AD ACCELERARE SULL’AUTONOMIA STRATEGICA – IN PRIMAVERA LA COMMISSIONE PRESENTERÀ LA NUOVA STRATEGIA PER LA SICUREZZA, IN CUI SARÀ SANCITO L’OBBLIGO DI MUTUA DIFESA TRA GLI STATI MEMBRI (SE GLI USA NON CI TUTELANO PIÙ, FACCIAMO DA SOLI) – IL DISCORSO SFERZANTE DELL’ALTO RAPPRESENTANTE KAJA KALLAS, EX PREMIER ESTONE, A MONACO: “ARRIVO DA UN PAESE CHE È AL SECONDO POSTO SECONDO L'INDICE SULLA LIBERTÀ DI STAMPA, PER ME È MOLTO DIFFICILE CREDERE AD ACCUSE CHE ARRIVANO DA UN PAESE CHE È AL CINQUANTOTTESIMO POSTO DI QUESTA LISTA” (CIOÈ GLI USA DI JD VANCE ETRUMP)
Estratto dell'articolo di Marco Bresolin per "la Stampa"
KAJA KALLAS - CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO
«L'Europa non ha bisogno di un'altra serie di discorsi, ma ha bisogno di un piano d'azione». Con queste parole, Wolfgang Ischinger, il presidente della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, ha chiuso la tre giorni di interventi in terra bavarese […].
«Sentiamo questo appello all'azione» ha detto l'Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, nel suo intervento di chiusura, durante il quale ha confermato che Bruxelles sta lavorando a una nuova Strategia per la sicurezza europea.
Secondo quanto risulta da fonti Ue, sarà presentata in primavera e arriverà a 13 anni di distanza da quella firmata da Javier Solana nel 2003, poi sostituita dalla Strategia Globale dell'Ue redatta nel 2016 subito dopo la Brexit. Andrà di fatto a integrare e, per certi versi, a sostituire la Bussola Strategica, arrivata nel 2022 all'indomani dell'attacco russo in Ucraina.
un soldato tedesco abbraccia ursula von der leyen
Si tratta di un piano attraverso il quale Ursula von der Leyen – tra le altre cose – vuole finalmente "dare vita" all'articolo 42.7 del Trattato, quello che prevede l'obbligo di mutua difesa tra gli Stati membri, per mettere in campo una sorta di alternativa all'articolo 5 della Nato.
[…] La clausola è stata introdotta nell'ordinamento giuridico europeo nel 2009 con il Trattato di Lisbona. Il paragrafo 7 dell'articolo 42 dice che «qualora uno Stato membro subisca un'aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite».
La questione sull'applicabilità di questa norma era emersa il mese scorso in seguito alle minacce americane all'indirizzo della Groenlandia, ma i vertici Ue si erano ben guardati dall'affrontare seriamente l'argomento. Ora, però, von der Leyen ha deciso di metterlo sul tavolo per sciogliere tutti i nodi.
URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY
[…] Da un lato gli europei non hanno più la certezza di poter contare sulla protezione americana in caso di bisogno, come è sin qui stato sulla base dell'articolo 5 della Nato.
Dall'altro si inizia a ragionare in un contesto che potrebbe vedere l'Ucraina entrare a far parte dell'Unione europea, ma non della Nato. A chi spetterebbe il compito di difenderla in quel caso?
A oggi sono quattro gli Stati membri dell'Ue che non fanno parte della Nato: Austria, Malta e Irlanda, perché hanno clausole di neutralità, e poi c'è Cipro, che vorrebbe entrarci, ma non può per via del veto della Turchia, che ancora occupa parte del territorio dell'isola. Non è un caso che von der Leyen abbia deciso di presentare la nuova strategia per la sicurezza europea proprio durante il semestre di presidenza cipriota.
donald trump e ursula von der leyen
[…] Kaja Kallas ha spiegato che la direzione da seguire è chiara e si basa su tre direttrici: «Difendere l'Europa, mettere in sicurezza il nostro vicinato e costruire le nostre partnership in tutto il mondo». Seguendo una filosofia ben precisa: «Lasciatemi prendere ispirazione dall'Universo Marvel – ha detto l'ex premier estone –. Gli eroi si formano in base al percorso che scelgono, non ai poteri di cui sono dotati».
Un messaggio indirizzato certamente alla Russia di Vladimir Putin, ma anche agli Stati Uniti di Donald Trump. Kallas ha in qualche modo risposto direttamente al suo omologo Marco Rubio, che sin dal primo giorno non le ha mai riconosciuto troppa legittimità.
«Lui ha detto che i nostri destini sono incrociati e dovremmo partire da lì» ha fatto presente l'Alta Rappresentante, salvo poi lanciare una serie di frecciate che confermano il netto cambiamento di toni da parte europea. Ha bollato le uscite sulla filosofia Maga e sul declino dell'Europa come «messaggi per i loro elettori» e poi ha ironizzato sulle accuse di «censura» all'indirizzo dell'Ue che arrivano da Washington: «Arrivo da un Paese che è al secondo posto secondo l'indice sulla libertà di stampa – ha sottolineato Kallas – e quindi per me è molto difficile credere a queste accuse che arrivano da un Paese che è al cinquantottesimo posto di questa lista».
Anche nella parte del suo discorso dedicata al conflitto in Ucraina non sono mancate critiche indirette agli Stati Uniti, per esempio quando ha detto che la Russia «sta ottenendo molti più risultati dai negoziati che dalla guerra».
Anche perché «non è una superpotenza, ma un Paese allo sbando con un'economia a pezzi». Dal suo punto di vista, «le richieste massimaliste di Mosca non possono essere soddisfatte con una risposta minimalista». Per questo ha condiviso quelli che per lei dovrebbero essere i quattro punti fermi delle trattative: «Se dovessimo limitare le dimensioni dell'esercito ucraino, allora dovremmo limitare anche quello russo. La Russia deve pagare per i danni causati in Ucraina. Non deve esserci alcuna amnistia per i criminali di guerra. E i bambini ucraini deportati devono tornare a casa».
KAJA KALLAS - CONFERENZA SULLA SICUREZZA DI MONACO
ESERCITO EUROPEO 33
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