TU NON DICHIARI? E IO TI METTO ALLA GOGNA - CON L’ACQUA ALLA GOLA LA GRECIA NON GUARDA PIÙ IN FACCIA NESSUNO E PUBBLICA SU INTERNET NOMI E COGNOMI DEI FURBETTI CHE HANNO NASCOSTO AL FISCO CIRCA 15 MLD € - NELLA “LISTA DELLA VERGOGNA” 4.152 PERSONE, TRA CUI MOLTA BELLA GENTE - SE INCASSATA LA SOMMA POTREBBE DARE RESPIRO ALLE FINANZE MA MOLTI DEGLI EVASORI SONO MORTI O FALLITI…

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Antonio Ferrari per il "Corriere della Sera"

La terapia del rigore raggiunge anche la Grecia, e probabilmente è la prima volta che un governo ellenico decide di dichiarare guerra aperta agli evasori, anche se sarebbe illusorio attendersi miracoli. Il primo ministro Lucas Papademos, che appartiene alla stessa scuola di Mario Draghi e di Mario Monti, ma che deve fare quotidiani conti con un governo composto dai rappresentanti dei tre partiti che lo sostengono, sta cercando di ottenere un risultato che possa cementare la difficile salvezza dalla bancarotta.

D'accordo con il ministro dell'Economia Evangelos Venizelos, Papademos ha deciso che non si può più tergiversare. I duri segnali lanciati a ottobre e novembre non sono stati ascoltati. Si chiedeva ai grandi evasori (per somme superiori ai 150.000 euro) di autodenunciarsi e di risolvere il contenzioso. Altrimenti...

Beh, altrimenti... ieri si è passati alle vie di fatto. E il sito del ministero ha caricato in rete i nomi di 4.152 evasori, un ruvido elenco di professionisti, commercianti e altri cittadini. La somma evasa è di circa 15 miliardi di euro. Una somma che, se incassata, potrebbe alleviare le finanze del Paese, prostrato da ormai due anni di recessione. In realtà quello reso pubblico è un elenco abbastanza datato, e i nomi sono da tempo nel mirino del fisco.

Basti pensare che nell'elenco figura persino George Koskotas, il banchiere (bancarottiere) vicino al Pasok che con le sue scorribande finanziarie provocò la caduta, alla fine degli anni 80, del governo di Andreas Papandreu, padre di George. C'è poi il nome del cantante popolare di buzuki Tollis Voskopoulos, ma la sua storia era già affiorata tempo fa tanto che la sua ultima moglie, Angela Gerekou, deputata del Pasok e poi viceministro del turismo, fu costretta a dimettersi - nel maggio 2010 - proprio per le irregolarità di cui era accusato il marito.

Mastodontico il «debito» di uno studio di commercialisti di Salonicco, che da solo farebbe respirare un poco Atene. Ma, a conti fatti, come hanno segnalato i giornali greci, nelle casse dello stato potrebbe entrare meno del 10 per cento della somma evasa, anche perché numerose aziende nel frattempo sono fallite e tante persone dell'elenco sono decedute.

In realtà l'obiettivo del ministro dell'economia Venizelos e del primo ministro Papademos è di segnalare, con questa prima mossa mediatica via Internet, che si fa sul serio, proprio alla vigilia del vertice europeo dei ministri finanziari. E che da adesso nessuno può sentirsi più sicuro di poter aggirare la legge. C'è chi sostiene infatti che il prossimo passo sarà quello di mettere in rete un elenco ancora più vasto e aggiornato, per colpire le categorie che da sempre evadono gran parte del dovuto.

Hanno chiamato l'elenco diffuso ieri sul web «La lista della vergogna», e la diffusione può essere anche letta come un preciso segnale ai dipendenti e ai pensionati che pagano fino all'ultimo euro e che sono stati pesantemente colpiti dalla scure fiscale; ai giovani che aspettano un posto di lavoro. E ai veri «disperati», che ti fermano all'uscita del metrò per chiedere se possono utilizzare il tuo biglietto fino alla scadenza oraria.

 

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