
DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A…
Luca Fazzo per âIl Giornale'
Udienza segretata, per impedire che le accuse tra magistrati milanesi finiscano in diretta sui siti e sui giornali, e rischino così di demolire il poco che resta dell'immagine di compattezza della procura milanese. Il 14 e 15 aprile il Consiglio superiore della magistratura affronterà il caso senza precedenti aperto dall'esposto di Alfredo Robledo, procuratore aggiunto di Milano, contro il suo capo, Edmondo Bruto Liberati, procuratore della Repubblica.
I due contendenti, e prima di loro il procuratore generale Manlio Minale, dovranno far capire al Csm che diavolo stia succedendo nella Procura che fu di Borrelli e D'Ambrosio, e che ora appare squassata da divisioni interne difficilmente ricomponibili. I tre magistrati erano stati convocati per la prossima settimana, poi Minale ha chiesto un rinvio per studiare meglio le carte.
In ogni caso, le audizioni dei tre avverranno al riparo da orecchie indiscrete. Le sedute delle commissioni avvengono sempre a porte chiuse. In questo caso, poi, di commissioni ce ne saranno due: la prima e la settima, competenti rispettivamente sui casi di incompatibilità ambientale e sulla organizzazione degli uffici. E poiché i lavori della prima commissione vengono abitualmente segretati, andrà a finire che anche stavolta per sapere qualcosa ci si dovrà affidare alle voci e alle fughe di notizie.
à un passaggio importante, perché finora né Bruti Liberati né Robledo hanno esternato ufficialmente sullo scontro che li vede contrapposti: e dove non è difficile cogliere il malumore diuna parte della Procura per la scelta sempre degli stessi pubblici ministeri per le inchieste «importanti». Bruti, in quanto capo dell'ufficio, può affidare i fascicoli con una certa discrezionalità , sulla base anche della esperienza dei singoli pm. Ma non può violare senza motivazioni valide le regole che anni fa vennero stabilite dal suo predecessore, Manlio Minale, e che vennero ratificate dal Csm.
La settima commissione, una volta interrogati i tre magistrati e acquisita una documentazione che si annuncia corposa, se riterrà che le regole interne dell'ufficio siano state infrante potrebbe valutare negativamente la professionalità di Bruti Liberati, e questo potrebbe condizionare la proroga per altri quattro anni dell'incarico del procuratore capo.
La prima commissione invece potrebbe aprire una procedura d'ufficio per il trasferimento di uno dei due contendenti. O anche di tutti e due: a Robledo, secondo quanto si dice in ambienti del Csm, potrebbe venire chiesto conto dei motivi che lo hanno portato a rendere nota solo a due anni di distanza la lettera in cui Bruti ammetteva di essersi dimenticato in cassaforte il fascicolo di inchiesta sulla Sea.
Di questo e di molto altro si discuterà il 14 e 15 aprile, dietro le porte chiuse di Palazzo dei Marescialli. Da quanto accadrà dopo si capirà se Robledo abbia dalla sua parte nell'attacco a Bruti uno schieramento sufficiente a mettere in difficoltà l'attuale procuratore, nominato quattro anni fa con un'ampia maggioranza,e sorretto finora sia dai risultati della sua Procura che dall'appoggio,silenzioso quanto esplicito, del presidente della Repubblica.
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