CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA,…
VANNACCI SI CONFERMA IL PIU’ GROSSO PROBLEMA PER GIORGIA MELONI E PER SALVINI - LA TENTATA IRRUZIONE DI CASAPOUND ALLA CAMERA PER LA CONFERENZA SULLA REMIGRAZIONE, ORGANIZZATA DAL DEPUTATO DEL CARROCCIO DOMENICO FURGIUELE, IN ORBITA VANNACCI, MANDA IN TILT LA MAGGIORANZA – RONCONE: “QUESTA OSCENITÀ POLITICA NON È PIÙ SOLO UN PROBLEMA PRIVATO DI SALVINI, MA UNA GRANA CON POTENZIALI RIFLESSI ELETTORALI PER TUTTA LA COALIZIONE DI GOVERNO” – IL FOGLIO: “LA SINISTRA HA TROVATO IL FEDERATORE. E’ VANNACCI CHE PUÒ INCOLLARLI E MELONI HA CAPITO. LA PREMIER E’ ANGOSCIATA PERCHÉ SALVINI NON GOVERNA CASA SUA, E C’È IL PENSIERO, BRUTTO, CHE SALVINI CON VANNACCI STIA GIOCANDO PER RIDIMENSIONARLA. PER MELONI VANNACCI È UN PROBLEMA COME LO E' TRUMP”.
Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti
Se si escludono i tremendi giorni del Papeete Beach, questa è certamente la stagione peggiore che Matteo Salvini deve affrontare da quando è alla guida della Lega. Il generale Roberto Vannacci, che con le sue 500 mila preferenze salvò il Carroccio alle ultime Europee, e che Salvini ha poi ricompensato con la carica di vicesegretario, rappresenta ormai un problema enorme, nero, pericoloso e quotidiano anche per l’immagine stessa del governo e della premier Giorgia Meloni.
La sensazione è precisa mentre lo sguardo scorre sul manipolo di fascisti che pretende di entrare a Montecitorio. Hanno appuntamento con il deputato del Carroccio Domenico Furgiuele, che gli ha prenotato la sala stampa dove dovrebbero presentare una proposta di legge sulla remigrazione (in alcuni punti, anche Greg Bovino la giudicherebbe un po’ troppo severa). Sono proprio fascisti. Orgogliosi di esserlo.
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Nemmeno coraggioso. Però è nel manipolo arruolato dal generale Vannacci, che — nel solito miscuglio di razzismo, negazionismo e omofobia — dopo aver registrato il marchio Futuro nazionale, ora medita di andarsene e fondare un partito, o partitino (nessuno può prevederlo), tutto suo. Di estrema destra. Ma molto estrema. Il generale ha individuato un’area di consenso. E intende occuparla. Quando? Non si capisce bene se speri di essere cacciato. O se si accinga a sbattere la porta da solo. I suoi piani, ormai, non riesce a decifrarli più nemmeno Salvini. Che non sa cosa fare. È nell’angolo. E solo. Tutto l’establishment del Carroccio (da Zaia a Fedriga) detesta, da sempre, Vannacci.
matteo salvini giorgia meloni foto lapresse
Il presidente della Camera, il leghista Lorenzo Fontana, ha chiesto al suo collega di partito Furgiuele di annullare il bivacco, invitandolo al «rispetto delle istituzioni». Ma quello ha attraversato il Transatlantico ed è andato diritto in sala stampa. Ad aspettare i camerati.
Furgiuele prende ordini da Vannacci. Che, a sua volta, non li prende però da Salvini. Così i fascisti stavano per fare irruzione in Parlamento. Appena poche ore dopo la storica dichiarazione rilasciata da Giorgia Meloni nel Giorno della Memoria, in cui ha condannato «la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nelle deportazioni, nei rastrellamenti».
(...) Un’oscenità politica. Che non è più solo un problema privato di Salvini, ma una grana — con potenziali riflessi elettorali — per tutta la coalizione di governo.
SONO NAZI, SONO MARCI
Carmelo Caruso per “Il Foglio” - Estratti
Sono nazi, sono marci e chi li insegue si crede Don Sturzo. E’ il teatro La Scala degli scimuniti, la parodia della tragedia nazifascista e della Resistenza. Un orrore. Urla, turpiloquio: “Che cazzo mi deve insegnare il coraggio. Ah, bello!”. Il leghista Furgiuele, in gessato e cravatta Saint Laurent, invita alla Camera tre strafatti di celtiche ed Evola.
Sono teste di nazo e gridano con la vena gonfia: “L’antifascismo è mafia, una malattia mentale”. Nicola Fratoianni canta “Bella Ciao” e “Fischia il vento”. Vannacci, dalla sua camera da letto, incita: “Sto con Furgiuele!”. E’ lui il direttore occulto. Ne esce a pezzi la Lega di Salvini, la Niscemi di governo, la frana di Meloni.
Ne esce a pezzi la Camera e il presidente Fontana che per regolamento non può vietare conferenze e che si salva al novantesimo minuto. E’ un orrore la parola remigrazione, è un orrore questa Sala stampa della Camera ridotta a pitale, una sala che da inizio legislatura ha ospitato 2.100 conferenze di ciabattoni, pornodive, rifattoni, cuochi, galleristi, poetastri, tassinari, odontoiatri, terroristi. Invitare cinque nazisti è meno peggio di accogliere un muezzin della morte come Hannoun, il predicatore che spediva bustoni di denaro ad Hamas?
angelo bonelli e domenico furgiuele 2
La conferenza si chiama Remigrazione, un altro marchio di Vannacci (forse avrà depositato anche questo) e la sponsorizza Furgiuele, l’onorevole che colleziona abiti di sartoria e che rilancia: “Ho invitato nazisti condannati? Guagliò, come ha già detto al Foglio, che volete che sia una condanna di primo grado? Se sei condannato in primo grado per me sei un fratello e il magistrato è il mio rivale. Se sei condannato in secondo grado, sei ancora mio fratello e il magistrato mio rivale. In terzo grado non sei più mio fratello e il magistrato allora diventa amico mio”.
IL SIMBOLO DI FUTURO NAZIONALE BY VANNACCI
Alle 10 e mezza si presenta alla Camera ma si trova ad attenderlo Boldrini, con la stampella, Orfini, Bonelli, Fratoianni, Scotto, Ricciardi, Baldino, Stumpo, Sarracino, Richetti, Bonelli, Sensi, Cuperlo. Dalla Commissione corrono a fare resistenza Chiara Gribaudo e Andrea Casu. E’ la nuova brigata Giustizia e Libertà, solo che al posto della casa in collina c’è il caffè Giolitti a pochi metri.
(…) E’ Vannacci il regista di tutta questa schiuma e lo conferma Furgiuele: “Vannacci mi ha chiamato e detto: vai avanti, sono con te”. Gli domandano: e Salvini, l’ha chiamata? E Furgiuele: “Salvini non mi ha chiamato”, poi: “Ma io ogni giorno mi sento con Salvini”. Si finisce in strada e si offre il microfono a questi svalvolati nazi, questo Sogari che straparla: “Noi siamo fatti di acciaio vivente. Potevamo portare centomila persone” e l’altro compare, tal Jacopo Massetti, continua con: “Ci vogliono con le ciabatte pachistane”. Ha il ghigno quando prosegue: “Questi pagliacci, che ci hanno impedito di entrare, ci hanno fatto un regalo”.
A quel punto si apre il secondo atto dell’opera Scimuniti a Montecitorio. Furgiuele si imbuca dall’ingresso laterale e prova a fare entrare le sue teste di nazo come ospiti. Corrono Fratoianni, Ricciardi a montare la guardia. Interviene la vicesegretaria della Camera che comunica: “Annullate tutte le visite”. E’ una farsa.
C’è una telefonata Fontana-Salvini: mediano la decisione del divieto, solo che Salvini negli stessi minuti spedisce la nota: “La sinistra non può limitare la libertà di parola”. Ci riproveranno. Furgiuele lo annuncia, subito, gli altri due vannacciani, Ziello e Sasso, fanno sapere che prenoteranno, ancora, la Sala, e già da lunedì potranno invitare tutta la Casa Pound che desiderano.
matteo salvini giorgia meloni foto lapresse.
Meloni tace perché “è un problema in casa d’altri”, della Lega, e Fontana, pensa FdI, “non poteva fare altro”. Lo hanno trovato. La sinistra ha trovato il federatore. E’ Vannacci che può incollarli e Meloni ha capito. E’ angosciata perché Salvini non governa casa sua, una Lega divisa in tribù e c’è il pensiero, brutto, che Salvini con Vannacci stia giocando per ridimensionare Meloni. Se i tre vannacciani escono dalla Lega possono fare una componente nel gruppo Misto alla Camera ed esibire quell’ignobile logo Futuro nazionale. Se Vannacci resta, logorerà la destra, Meloni, farà male a FdI convinta: “Vannacci è un problema come lo è Trump”. Vannacci e Salvini sono i due Scilla e Cariddi di Meloni.
PROTESTE CONTRO ROBERTO VANNACCI A MENDRISIO
angelo bonelli e domenico furgiuele 1
INCHIESTA DI REPORT SU ROBERTO VANNACCI
FRANCESCO GIUBILEI - ROBERTO VANNACCI
IL MARCHIO FUTURO NAZIONALE DEPOSITATO DA ROBERTO VANNACCI - FOTO ADNKRONOS
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