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"IL RE DEL PETROLIO" FRANCISCO JAVIER D'AGOSTINO E’ STATO ARRESTATO E RILASCIATO A BARDONECCHIA – IL “MAGNAGER”, CHE CON ALTRE 19 PERSONE AVREBBE ARCHITETTATO LA SCOMPARSA DI NAVI CARICHE DI PETROLIO VENEZUELANO AGGIRANDO LE SANZIONI, È RICERCATO DA CARACAS E RISCHIA 20 ANNI DI CARCERE. LA CORTE D’APPELLO DI TORINO, NELL’ORDINARE LA SCARCERAZIONE, HA EVIDENZIATO CHE "IN VENEZUELA RISCHIA UN TRATTAMENTO INUMANO E DEGRADANTE" - CITATA ANCHE L'INGIUSTA DETENZIONE DI ALBERTO TRENTINI, “A RIPROVA DEL FATTO CHE ARRESTI ARBITRARI E PROCESSI INIQUI SONO FREQUENTI ANCHE NEI CONFRONTI DI CITTADINI STRANIERI”
Elisa Sola per “la Stampa” - Estratti
Lo hanno arrestato a Bardonecchia il 5 gennaio, mentre stava andando in Francia.
Francisco Javier D'Agostino Casado
Francisco Javier D'Agostino Casado, imprenditore milionario nato in Venezuela e residente a Palma de Maiorca, è finito in manette dopo che la polizia, durante un controllo, ha scoperto che era destinatario di un mandato di arresto a fini estradizionali emesso dall'autorità giudiziaria venezuelana nel 2023.
Le accuse a carico del manager, confermate da un'informativa della direzione centrale della polizia di Stato, sono «criminalità organizzata finalizzata al traffico di petrolio, truffa e falso». L'affarista, noto alle cronache internazionali e difeso dall'avvocato Gianluca Visca, in Venezuela rischia vent'anni di carcere. Con altre 19 persone, avrebbe architettato la scomparsa di navi cariche di petrolio venezuelano, aggirando le sanzioni internazionali.
Francisco Javier D'Agostino Casado
La Corte d'appello di Torino, riconoscendo i «gravi indizi di colpevolezza» e la legittimità dell'arresto di D'Agostino, motivato dal pericolo di fuga, ha ordinato la «immediata scarcerazione» dell'indagato, che è tornato libero dopo poche ore. Il motivo della liberazione del magnate del petrolio è «il pericolo di trattamento carcerario inumano e degradante» che potrebbe subire in Venezuela. «Non può nel caso di specie – scrive la giudice Alessandra Pfiffner – non tenersi conto della situazione, nota alla comunità internazionale, esistente nello stato richiedente con riguardo alla condizione dei detenuti nelle carceri del Paese».
La Corte d'appello di Torino evidenzia «che le violazioni dei diritti umani nella repubblica venezuelana rappresentano allo stato una situazione diffusa e non episodica, di carattere sistemico o comunque generalizzato, con conseguente sistematica deroga agli obblighi relativi all'effettività del diritto di difesa degli indagati e imputati».
La corte cita anche l'ingiusta detenzione di Alberto Trentini, «a riprova del fatto che arresti arbitrari e processi iniqui sono frequenti anche nei confronti di cittadini stranieri». E menziona il rapporto di Amnesty international del 2024 e l'inchiesta Onu del 2025
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