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FORZA, SCIENZA! – IL VACCINO A MRNA CONTRO IL MELANOMA, COMBINATO ALL'IMMUNOTERAPIA, RIDUCE DEL 49% RISCHIO CHE IL TUMORE DELLA PELLE RITORNI E ABBATTE DEL 59% IL PERICOLO DI METASTASI A DISTANZA DI TEMPO – IL 92,2% DEI PAZIENTI A CUI È STATO SOMMINISTRATO IL SIERO È VIVO DOPO CINQUE ANNI, RISPETTO AL 71,3% DEL GRUPPO DI CONTROLLO – IL VACCINO È IN GRADO DI SFRUTTARE IL SISTEMA IMMUNITARIO PER ATTACCARE LE CELLULE TUMORALI – IN ITALIA LO STUDIO È IN CORSO ALL'ISTITUTO PASCALE DI NAPOLI...
(Adnkronos Salute) - La combinazione di un vaccino a mRna personalizzato e dell'immunoterapia standard pembrolizumab (Keytruda*) - entrambi in grado di sfruttare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali - si è dimostrata efficace nel dimezzare (-49%) il rischio di recidiva e di morte per melanoma rispetto alla sola immunoterapia.
E' quanto emerge da uno studio guidato da ricercatori della Nyu Langone Health e del Perlmutter Cancer Center (Usa). Questa riduzione è stata calcolata a 5 anni dall'asportazione chirurgica delle neoplasie e si mantiene tuttora invariata, informano gli autori.
vaccino mRna contro il melanoma
Il trial ha testato il vaccino chiamato intismeran, in combinazione con pembrolizumab, su 107 pazienti selezionati in maniera casuale dopo un intervento chirurgico per melanoma. L'obiettivo era determinare se la terapia combinata prevenisse la recidiva di questo aggressivo tumore della pelle e i dati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di 50 pazienti affetti da melanoma, selezionati casualmente, che avevano ricevuto solo pembrolizumab nel periodo post operatorio, secondo l'attuale standard di cura.
I risultati dello studio di fase 2b (Keynote-942) sono stati presentati al congresso annuale 2026 dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago, e contemporaneamente pubblicati sulla rivista 'Journal of Clinical Oncology'.
In Italia, così come in altre parti del mondo, è in corso lo studio di fase 3, avviato per primo all'Istituto Pascale di Napoli da Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all'università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus. Presto, dunque, si avranno i dati di fase 3 anche dall'Italia.
E oggi Ascierto, commentando i risultati appena presentati all'Asco, parla di un "giro di boa atteso": sono risultati che "confermano che la strada intrapresa con il vaccino a mRna è quella giusta e che l'efficacia della combinazione con l'immunoterapia si mantiene costante nel tempo - evidenzia l'oncologo - Ridurre del 49% il rischio di recidiva e del 59% quello di metastasi a distanza a 5 anni apre prospettive cliniche importantissime per il futuro dei pazienti ad alto rischio".
vaccino mRna contro il melanoma
Ma cos'è esattamente il vaccino anticancro intismeran? "Non si tratta di un vaccino preventivo tradizionale, ma di una terapia creata 'su misura' per ogni singolo paziente - spiega Ascierto - Attraverso l'analisi del tumore rimosso chirurgicamente, sono stati identificati fino a 34 neoantigeni, cioè le 'firme' proteiche specifiche ed esclusive di quel determinato melanoma.
Sulla base delle informazioni, è stato sintetizzato un filamento di mRna che, una volta iniettato, istruisce i linfociti T, cioè i soldati del sistema immunitario, a riconoscere e distruggere qualsiasi cellula tumorale residua che tenti di nascondersi o riprodursi".
Da un lato l'immunoterapia con pembrolizumab toglie il 'freno' al sistema immunitario che il tumore usa per difendersi; dall'altro il vaccino intismeran, invece, fornisce ai linfociti T l'identikit esatto del bersaglio da colpire. Secondo i dati presentati a Chicago, "a 5 anni dall'intervento - riporta Ascierto - il 68,8% dei pazienti trattati con l'accoppiata vaccino più immunoterapia è completamente libero da tumore, contro il 49,1% di chi ha ricevuto solo l'immunoterapia. Inoltre, la combinazione ha ridotto del 59% il rischio che il melanoma si diffonda in altri organi del corpo.
Ma il dato forse più impressionante è che il 92,2% dei pazienti del gruppo vaccino è vivo a 5 anni, rispetto al 71,3% del gruppo di controllo". I risultati dello studio aprono le porte a una nuova era della medicina oncologica, è la riflessione dell'esperto: "La sicurezza del trattamento è ormai comprovata, con effetti collaterali gestibili e sovrapponibili a quelli di una normale reazione influenzale - dice Ascierto - La sperimentazione internazionale di fase 3 è già in corso e vede l'Italia fortemente protagonista.
Ma la vera notizia è che questo approccio fa da apripista. La tecnologia dell'mRna applicata ai tumori ad alto tasso di mutazione, come il melanoma, sta già venendo testata con successo anche per il tumore al polmone e altre neoplasie difficili da trattare. Siamo di fronte a un potenziale cambio di paradigma: se i dati della fase 3 confermeranno questi trend, la medicina di precisione diventerà uno standard terapeutico consolidato per queste patologie".
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