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BASTA UN POCO DI ZUCCHERO E IL TUMORE VA GIÙ! – SVILUPPATO UN FARMACO SPERIMENTALE CHE TRASFORMA LO ZUCCHERO IN ARMA CONTRO IL CANCRO – IL MEDICINALE AGISCE SU DUE FRONTI: DA UN LATO ACCELERA IL CONSUMO DI ZUCCHERO DA PARTE DELLE CELLULE TUMORALI, DALL'ALTRO BLOCCA L'USO DEI GRASSI COME FONTE ALTERNATIVA DI ENERGIA, LASCIANDO LE CELLULE CANCEROSE SENZA RISORSE – LA MOLECOLA HA DATO RISULTATI PROMETTENTI NEI TEST SUI TOPI CON MELANOMA, MA SERVIRÀ TEMPO PRIMA DI POTER PASSARE ALLA SPERIMENTAZIONE SULL'UOMO…
(ANSA) - Sviluppato un farmaco sperimentale che trasforma lo zucchero in arma contro le cellule tumorali: positivi i test sui topi ma servirà tempo prima di poter passare alla sperimentazione sull'uomo. A sviluppare questo nuovo farmaco che funziona come un "drago a due teste" è stato il lavoro coordinato da Xiaolu Lim Ang Cambronne e Ken Hsu, dell'Università del Texas ad Austin, e pubblicato sulla rivista Nature Chemical Biology.
"Mi piace pensare a questa tecnologia come a un drago a due teste", ha spiegato Cambronne, perché il farmaco è composto da due distinte parti attive che agiscono in modi diversi, e insoliti, contro le cellule tumorali. E' noto da tempo che le cellule tumorali si nutrono di grandi quantità di zuccheri e finora molte delle strategie si sono concentrate nel provare a interrompere proprio l'afflusso di zuccheri, ma con scarso successo.
Alla base del nuovo farmaco c'è invece una molecola che fa una cosa differente perché accelera la scomposizione degli zuccheri all'interno delle cellule tumorali che quindi hanno bisogno di ancora più zucchero. E qui entra in gioco la "seconda testa" del drago: l'altra metà del farmaco blocca l'enzima che le cellule usano per cercare energia in condizioni di emergenza, ossia scomporre i grassi.
"Mettiamo una parte della cellula in sovraccarico (la scomposizione dello zucchero) mentre simultaneamente ne indeboliamo un'altra (la gestione dei grassi). L'effetto sembra essere estremamente potente", ha aggiunto Cambronne. Di fatto la cellula tumorale continua a cercare e inglobare zuccheri ma resta costantemente affamata, fino a morire.
Un metodo che ha funzionato bene negli esperimenti di laboratorio, contro diversi tipi di cellule tumorali umane, tra cui melanoma, leucemia, tumore al seno, al polmone, fegato e neuroblastoma, e nei topi affetti da melanoma. Ma la ricerca - spiegano gli stessi autori - è ancora nelle sue fasi iniziali e, sebbene i risultati siano promettenti, sono necessari molti altri test di laboratorio prima che il farmaco possa essere studiato sull'uomo.
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