tumore immunoterapia

TUMORE, IO VINCO – AL CONGRESSO MONDIALE SUI TUMORI DI CHICAGO, IN PROGRAMMA DAL 29 MAGGIO AL 2 GIUGNO, VERRANNO PRESENTATE NUOVE CURE ANTI-CANCRO SEMPRE PIÙ MIRATE E “ANTICIPATE”, PER AUMENTARE LE PROBABILITÀ DI GUARIGIONE - TRA LE NOVITÀ PIÙ ATTESE CI SONO FARMACI INTELLIGENTI E ANTICORPI BISPECIFICI CONTRO TUMORI ALLA PROSTATA, AL POLMONE, AI SARCOMI E SOPRATTUTTO AL PANCREAS – QUEST’ULTIMO È AL CENTRO DI UNO STUDIO IN CUI VIENE USATO IL FARMACO SPERIMENTALE DARAXONRASIB, CHE AVREBBE QUASI RADDOPPIATO LA SOPRAVVIVENZA MEDIA NEI PAZIENTI…

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Estratto dell’articolo di Vera Martinella per il “Corriere della Sera”

 

tumore 2

Quasi 45 mila partecipanti fra oncologi, aziende farmaceutiche, associazioni pazienti e giornalisti da 170 Paesi, per un totale di oltre 7mila ricerche presentate. Dal 29 maggio al 2 giugno a Chicago è atteso […] il congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco).

 

Quali saranno le novità più rilevanti? […]risponde Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano […] « Sono molto attesi gli esiti degli studi PROTEUS, SARC041, LIBRETTO-432, HARMONi-6 e RASolute 302.

 

Sono ricerche che riflettono le principali direzioni dell’oncologia moderna, che spaziano dall’intensificazione del trattamento perioperatorio (ovvero pre e post chirurgia) nel cancro alla prostata, alle strategie mirate nei sarcomi rari, dalla terapia adiuvante (dopo il bisturi) di precisione nel cancro al polmone, agli approcci di immunoterapia di nuova generazione, fino agli sforzi a lungo attesi per migliorare le prospettive nel cancro al pancreas».

 

tumore

L’obiettivo di PROTEUS è mettere a punto una nuova strategia che consenta di guarire persone che vengono operate per un carcinoma ancora localizzato ma aggressivo, che ha molte probabilità di ripresentarsi, oppure uomini con una neoplasia che viene scoperta in uno stadio già avanzato.

 

Come? Intensificando la cura, aggiungendo un farmaco di nuova generazione (apalutamide) alla terapia standard. «Lo studio PROTEUS è emblematico di quello che sta accadendo anche in altre neoplasie — sottolinea Curigliano, che è presidente eletto dell’European Society for Medical Oncology —: c’è in atto un cambiamento che porta a utilizzare fin da subito medicinali tradizionalmente riservati alla malattia in stadio avanzato.

 

L’idea di fondo è che se queste terapie riescono a rallentare, anche molto, il tumore quando è già diffuso, magari metastatico, a maggior ragione potrebbero rivelarsi efficaci in stadi iniziali e magari permetterci di guarire fin da subito il paziente».

 

cancro polmoni

Il trial SARC041 valuta l’efficacia di abemaciclib (farmaco già utilizzato nel tumore al seno) in pazienti affetti da liposarcoma dedifferenziato avanzato, un sottotipo di sarcoma raro e aggressivo con opzioni terapeutiche limitate: rappresenta un passo avanti importante sia nella conoscenza dei meccanismi alla base del liposarcoma sia nella cura di una patologia che, in fase avanzata, resta ancora molto difficile da curare.

 

LIBRETTO-432 è uno studio che valuta selpercatinib come terapia post-chirurgica in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule. Selpercatinib […] blocca l’attività proliferativa del tumore, dovuta all’alterazione del gene RET (che è il «bersaglio» colpito dal farmaco).

 

 Questo medicinale si è rivelato molto efficace e ben tollerato, con pochi effetti collaterali, in malati in stadio avanzato: la sperimentazione si concentra, quindi, sull’estensione dei benefici della terapia mirata anche alle fasi iniziali della malattia, subito dopo l’intervento chirurgico.

 

Sempre i malati con un tumore al polmone, nello specifico il carcinoma polmonare non a piccole cellule squamoso, sono al centro dello studio HARMONi-6, che valuta un l’efficacia di un medicinale (ivonescimab): […] «Gli anticorpi bispecifici si chiamano così perché sono composti da due parti — spiega l’oncologo —: una riconosce il bersaglio sulla superficie della cellula tumorale e l’altra si lega a un linfocita T sano del nostro sistema immunitario portandolo vicino alla cellula tumorale per distruggerla».

 

TUMORE PANCREAS

Infine lo studio RASolute 302 che valuta daraxonrasib […], in pazienti con carcinoma pancreatico metastatico già trattati in precedenza. I risultati pubblicati di recente (6 maggio 2026) sul New England Journal of Medicine indicano che daraxonrasib quasi raddoppia la sopravvivenza media, raggiungendo 13,2 mesi rispetto ai 6,7 della chemioterapia standard. Segno che la ricerca scientifica s’impegna anche contro i tumori più difficili e che, pur lentamente, qualcosa si muove.