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    GIOVENTÙ BRUCIATA DAI SOCIAL - SEMPRE PIÙ STUDI DIMOSTRANO I DANNI PROVOCATI DAI SOCIAL MEDIA SULLA SALUTE MENTALE DEGLI ADOLESCENTI - DIVERSI STATI AMERICANI E PAESI EUROPEI HANNO ANNUNCIATO STRETTE SU BIG TECH PER TUTELARE I MINORI DAI PERICOLI ONLINE - LE PIATTAFORME SONO ANCHE ACCUSATE DI UTILIZZARE TECNICHE SIMILI A QUELLE DELLE INDUSTRIE DEL TABACCO E DEL GIOCO D'AZZARDO PER RENDERE I BAMBINI DIPENDENTI - AUMENTA ANCHE IL FENOMENO DEGLI "HIKIKOMORI": SOLO IN ITALIA SAREBBERO…


     
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    1.IL MALE OSCURO DEI RAGAZZI

    Estratto dell'articolo di Caterina Soffici per La Stampa

     

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    […] un'agghiacciante inchiesta del Financial Times sui danni provocati dai social media sulla salute mentale degli adolescenti, che snocciola dati più che allarmanti e raccoglie pareri e ricerche più che inquietanti. […] Fa male come il fumo, uccide, crea dipendenza, aumenta ansia e depressione. Soprattutto sui minori. Partiamo dai dati: negli Stati Uniti i suicidi tra i ragazzi di età compresa tra i 10 e i 19 anni sono aumentati del 45,5% tra il 2010 e il 2020. Le consultazioni di psichiatria pediatrica sono aumentate del 48 per cento. Un adolescente su tre ha preso seriamente in considerazione l'idea di togliersi la vita, rispetto a uno su cinque nel 2011.

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    Jonathan Haidt, psicologo sociale e professore alla Stern School of Business della New York University, consultato dall'FT non ha dubbi: «Gli studi dimostrano che quando sono arrivati i social e internet ad alta velocità, la salute mentale è crollata soprattutto per le ragazze». […] Per altri studiosi le prove non sono ancora definitive e la crisi della salute mentale avrebbe origini più complesse. Di fatto però la guerra ai social è partita.

     

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    I genitori di ragazzi che si sono tolti la vita per giochi su internet o per la pressione dei compagni […] si organizzano. Negli Stati Uniti sono già partite 147 cause collettive per «responsabilità da prodotto» intentate contro Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat e YouTube. Parallelamente inizia a muoversi il legislatore. Il governatore della California Gavin Newsom ha firmato una legge chiamata California Age-Appropriate Design Code Act dove si prevede che le piattaforme stabiliscano l'età degli utenti minori con un «ragionevole livello di certezza», oltre ad altre misure.

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    La legge è già stata contestata in tribunale. In Minnesota è stato proposto un disegno di legge per vietare alle aziende di social di rivolgersi agli utenti minorenni con algoritmi che li tengono attaccati allo schermo[…]. Giovedì scorso lo Utah ha approvato una legge che impone la verifica dell'età per tutti gli utenti e richiede il consenso dei genitori per l'utilizzo dei social da parte dei minori. Proposte simili sono state presentate anche in Texas e Ohio. Anche Joe Biden ha accusato Big Tech di condurre esperimenti «sui nostri figli a scopo di lucro» […].

     

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    Nel Regno Unito si sta valutando un disegno di legge sulla sicurezza online che prevede sanzioni, fino al carcere, per i dirigenti dei social che non riesco a proteggere la sicurezza dei bambini. […] Ma l'algoritmo è creato dall'uomo. E l'uomo, come nel caso del fumo degli anni Settanta, vuole che sia il più remunerativo possibile, anche se sa che nuoce gravemente alla salute. Il modello commerciale di Big Tech è basato sulla pubblicità.

     

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    I legali delle famiglie sostengono che le piattaforme hanno preso in prestito le tecniche comportamentali e neurobiologiche utilizzate dalle industrie del tabacco e del gioco d'azzardo per rendere i bambini dipendenti. I cuoricini sono la ricompensa e sono studiati per bombardare con notifiche continue, «per incoraggiare al controllo ripetitivo dell'account e questo genera e manipola il meccanismo di rilascio della dopamina, per intensificare l'uso».

     

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    I software e la tecnologia per controllare l'identità con un documento ufficiale ci sarebbero ma per Big Tech sarebbe la catastrofe. Antigone Davis, responsabile globale della sicurezza di Meta, ha già risposto che i tentativi di rendere i social legalmente responsabili dei contenuti pubblicati potrebbero avere conseguenze sulla libertà di parola in internet.

     

    2. HIKIKOMORI IN FUGA DAL MONDO

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    Estratto dell'articolo di Giacomo Galeazzi per La Stampa

     

    La vita in una stanza. Ragazzi in fuga da loro stessi e dal mondo. […] Le proiezioni parlano di circa l'1,7% degli studenti totali (44. 000 ragazzi a livello nazionale) che si possono definire Hikikomori, mentre il 2, 6% (67.000 giovani) sarebbero a rischio grave di diventarlo. Dal Cnr arriva il primo studio in Italia che misura le dimensioni del ritiro sociale nella popolazione studentesca. […] Ragazzi che si isolano, per periodi più o meno lunghi, proprio per sfuggire l'insostenibile fatica dei rapporti.

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    […] Sbagliato pensare che la soluzione possa essere costringerli ad uscire o staccare internet. Sono escamotage che provocano l'effetto contrario. E la pandemia ha peggiorato il quadro. Il Giappone stima un milione di casi. E i modelli di successo iper-competitivi fanno sentire inadeguati gli under 25 che vivono un eterno presente.

     

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    […] Non è una malattia da curare con un farmaco. Uscirne richiede l'appoggio dei genitori. Racconta un "autorecluso": «Per uno hikikomori l'inverno è doloroso. Fa freddo, si gela, e io sono triste. Per uno hikikomori anche la primavera è dolorosa. Sono tutti euforici e io sono invidioso. L'estate, poi, è dolorosa da morire».

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