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LA PROVA DEL… BOVE – A 13 MESI DALL’ARRESTO CARDIACO CHE L’HA COLPITO DURANTE FIORENTINA-INTER, EDOARDO BOVE TORNA A GIOCARE: FIRMERÀ UN CONTRATTO DI SEI MESI, CON OPZIONE DI RINNOVO FINO AL 2031, CON IL WATFORD, NELLA SERIE B INGLESE – IL 23ENNE NON PUÒ GIOCARE IN ITALIA DOPO CHE GLI È STATO IMPIANTATO UN DEFIBRILLATORE SOTTOCUTANEO, MENTRE NEL REGNO UNITO POTRÀ SCENDERE IN CAMPO FIRMANDO UNA DICHIARAZIONE IN CUI SI ASSUMERÀ I RISCHI…

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Estratto dell’articolo di Davide Stoppini per il “Corriere della Sera”

 

EDOARDO BOVE

Dici Watford e pensi a Elton John. O magari agli studi dove è stato ambientato Harry Potter, 30 chilometri a nord di Londra. […] per Edoardo Bove: Watford ora è anche lui. […] Ieri è tornato a sentirsi atleta per davvero: dopo mille controlli per dare una spiegazione a quel maledetto 1 dicembre 2024 — come se tutto poi potesse davvero avere una spiegazione —, ieri altre visite mediche. […] Contratto di sei mesi con il club inglese di Championship, se tutto andrà bene in estate sarà accordo fino al 2031.

 

E poi c’è l’Edo uomo. Cocciuto, se un aggettivo solo si potesse scegliere per descriverlo. Un cocciuto di 23 anni che non s’è fatto tradire dalla paura. E sì che l’ha attraversato, quel sentimento. Paura mista a rabbia, quel continuo chiedersi «ma perché proprio a me?». Perché proprio a lui, la torsione di punta, il problema cardiaco che l’ha sbattuto a terra durante quel Fiorentina-Inter di 415 giorni fa.

 

Ma a un certo punto funziona che le domande, se non si trovano le risposte, diventano affermazioni. «È successo proprio a me», così, senza punto interrogativo. E lì Bove ha fatto i conti con una «crisi d’identità», lui stesso la definì così.

 

malore in campo per edoardo bove durante fiorentina inter foto lapresse4

[…] Dopo quel primo dicembre Edo non sapeva più cosa fare. Meglio, a fine giornata si guardava indietro e non sapeva che cosa aveva realmente messo, dentro le 24 ore. Pure se tante cose ha fatto, in questi mesi. Ha viaggiato. Ha riapprezzato Londra, la città che ha sempre amato e dove ora andrà a vivere. S’è dedicato al progetto «CasaViola» con la scuola calcio Boreale. Ha partecipato a Sanremo. Si è appoggiato alla famiglia e agli amici veri, leggi il tennista Flavio Cobolli.

 

Poi ha sposato la presentazione in Senato della cosiddetta Legge Bove, con l’obiettivo di rendere obbligatorio in vari ambiti il primo soccorso, che poi è quello che gli ha salvato la vita: dal prato dello stadio di Firenze all’ospedale Careggi il centrocampista arrivò in soli 13’, la sera di 13 mesi fa.

Ma il chiodo fisso era il calcio. È il calcio. «Tornerò a giocare», diceva quando tutto era buio.

edoardo bove

 

Settimane in cui l’ha aiutato parlare e confrontarsi con Christian Eriksen, l’ex centrocampista dell’Inter che agli Europei del 2021 finì anche lui a terra, durante un Danimarca-Finlandia, per un problema cardiaco. Paure da allontanare, consigli da ascoltare. Tutto racchiuso qui, in queste frasi che Edo pronunciò a Vanity Fair per dare e darsi forza: «Il calcio è troppo importante, non posso permettere a me stesso di mollare così. Io ci riprovo. Vedrò anche come starò: se avrò paura, se non sarò tranquillo... allora cambierà tutto». Ma no che non cambia, Edo.

 

Il defibrillatore sottocutaneo impiantato gli vieta di svolgere attività agonistica in Italia e invece in Inghilterra no, differenza che si spiega così: in Italia la responsabilità diretta è a carico del medico sportivo che concede l’idoneità, nel Regno Unito Bove invece giocherà firmando una dichiarazione in cui si assumerà i rischi. Burocrazie. Poi c’è la vita. […]

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