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PASSLER E...CHIUDO! LA BIATHLETA 24ENNE REBECCA PASSLER, TROVATA POSITIVA AL DOPING ALLA VIGILIA DEI GIOCHI, RISCHIA FINO A 4 ANNI DI SQUALIFICA IL PRESIDENTE DEL CONI BUONFIGLIO PARLA DI “SUPERFICIALITÀ” - IL DOPING IN ITALIA È ANCHE UN REATO E PASSLER RISCHIA ANCHE UN PROCEDIMENTO PENALE - IL PRECEDENTE DI SARA ERRANI, ANCHE LEI POSITIVA ALL’ANTITUMORALE LETROZOLO, FA IMMAGINARE LA LINEA DIFENSIVA DI PASSLER: ATTRIBUIRE LA CONTAMINAZIONE A UN FARMACO ASSUNTO DA UN CONGIUNTO MALATO, PRESENTARE PEZZE D’APPOGGIO CONVINCENTI E…

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M.Bon. per il "Corriere della Sera" – Estratti

 

Il primo elemento certo sulla positività all’antitumorale letrozolo della biathleta Rebecca Passler, che ha scioccato lo sport italiano alla vigilia dei Giochi, è arrivato ieri dal Coni, per voce di Maria Rosaria Squeo, responsabile sanitaria dell’area olimpica. «Noi abbiamo una visita medico sportiva dell’atleta fatta a giugno dove c’è una dichiarazione di negatività sull’assunzione di determinati farmaci e una storia clinica che non riporta in nessun modo patologie oncologiche» ha dichiarato il medico.

Rebecca Passler

 

Dal canto suo il presidente del Comitato Olimpico Luciano Buonfiglio ha spiegato di essere «in attesa di capire se ci saranno le contro-analisi, ma il caso sembra davvero una superficialità».

 

Il doping in Italia è anche un reato e Passler dovrà rispondere oltre che al procuratore della Biathlon Integrity Unit anche a quello penale e all’Arma dei Carabinieri da cui dipende. La vicenda può avere quattro diversi sviluppi. Il primo è che l’atleta confessi di essersi procurata e aver assunto la sostanza a scopo dopante o non confessi ma non sia in grado di presentare prove convincenti di innocenza.

 

Rebecca Passler

Risultato: quattro anni di squalifica e procedimento penale. Il secondo sviluppo è quello scelto da Sara Errani nel 2017: attribuire la contaminazione a un farmaco assunto da un congiunto malato, presentare pezze d’appoggio convincenti (le cartelle cliniche del familiare) e individuare un percorso di assunzione come fece la tennista (squalificata per soli dieci mesi) che accusò i tortellini preparati dalla mamma (paziente oncologica) consumati in una delle sue rare visite a casa.

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