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LA BIENNALE DEGLI SCAZZI MAL-DESTRI! - GIULI VA ALLA GUERRA CON BUTTAFUOCO (“HA ISOLATO LA BIENNALE DAL MONDO LIBERO”) E CHIEDE LE DIMISSIONI DI TAMARA GREGORETTI, LA COMPONENTE DEL CDA DESIGNATA DAL MINISTERO DELLA CULTURA ALL’EPOCA DI SANGIULIANO CHE NON SI È OPPOSTA ALLA RIAPERTURA DEL PADIGLIONE RUSSO (MA LEI HA RISPOSTO PICCHE) – IL MINISTRO E IL GOVERNO SONO FURIOSI CON IL PRESIDENTE BUTTAFUOCO CHE PER FAR TORNARE GLI ARTISTI RUSSI AVREBBE PURE PENSATO A UN ESCAMOTAGE PER AGGIRARE LE SANZIONI IN VIGORE A LIVELLO EUROPEO - LA UE È PRONTA A TAGLIARE I FINANZIAMENTI DI DUE MILIONI DI EURO. E BUTTAFUOCO? NON SI DIMETTE E RILANCIA IN UNA LETTERA AL "FOGLIO" CIANCIANDO DI "DUE CANTIERI PER DARE SPAZIO AI DISSIDENTI" – COME FINIRA’? IL PADIGLIONE RUSSO RIMARRA’ SBARRATO – DAGOREPORT

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DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/padiglione-russo-restera-sbarrato-pur-costretto-rinculare-buttafuoco-467261

 

 

Biennale: Buttafuoco, ben due cantieri per spazio a dissidenti

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

(AGI) - Roma, 13 mar. - "A proposito di uno spazio a Venezia dedicato ai dissidenti "ti comunico che questo e' gia' prossimo con ben due cantieri".

 

In una lettera a "Il Foglio", il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco anticipa "due notizie che avremmo dato piu' avanti". "La prima - scrive Buttafuoco -: siamo gia' al lavoro per ricordare il Cinquantenario della Biennale del Dissenso di Carlo Ripa di Meana invitando cinque protagonisti di oggi sgraditi assai ai loro governi, rispettivamente di Usa, Israele, Cina, Russia e perfino Ue.

 

Pietrangelo Buttafuoco e Tamara Gregoretti

Non faccio oggi i nomi per ovvi motivi. Per quanto riguarda la Russia, ancora lo scorso anno, alla Mostra del Cinema, abbiamo avuto ospite un fior di avversario di Vladimir Putin, ossia Aleksandr Sokurov e il film piu' politicamente atteso - accanto a quello sulla bambina palestinese - e' stato proprio 'Il Mago del Cremlino'". "L'altro cantiere che ci sta tanto a cuore - continua il presidente dando la 'seconda notizia' - e' 'La colonna e il fondamento di Verita'', cinque serate di e su Pavel Florenskij.

 

Ricordiamo ai nostri lettori chi e': il martire tra i martiri di Russia, un faro assoluto del sentimento cristiano, massimo tra i filosofi e gli scienziati, ucciso dal Kgb a Leningrado nel 1937 in considerazione della sua testimonianza di verita', sorgente oggi della piu' limpida presenza della parola sinceramente libera. Non faccio i nomi degli artisti coinvolti giusto per consentire un lancio in prossimita' della messa in scena". 

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

 

BIENNALE, GIULI VA ALLO SCONTRO "LASCI LA CONSIGLIERA PRO MOSCA" 

Sara Scarafia,Serena Riformato per “la Repubblica” - Estratti

 

Il ministro della Cultura ha fatto la sua mossa eclatante. Ma la richiesta di dimissioni avanzata a Tamara Gregoretti, la rappresentante del Mic nel cda della Biennale che ha sostenuto l'edizione aperta a tutti del presidente Pietrangelo Buttafuoco, è solo l'inizio della guerra.

 

In queste ore, dagli uffici del ministero, partirà una lettera per chiedere alla fondazione i verbali delle riunioni durante le quali il cda ha dato il proprio consenso alla presenza di Mosca. 

 

E forte del suo ruolo di vigilanza, il dicastero è pronto ad alzare il tiro con l'invio di ispettori che possano controllare di persona i resoconti. Con Gregoretti, dice il ministero, «è venuto meno il rapporto di fiducia». Recriminazioni cadute nel vuoto. La consigliera ha rifiutato il passo indietro e si è detta «serena», certa di aver agito «in osservanza dello statuto della Biennale di Venezia e della sua autonomia».

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

 

(…)

Ma come si è arrivati alle ostilità aperte? Al ministero la convinzione è che Buttafuoco abbia sbagliato tutto, nel merito e nel metodo. 

Secondo quanto risulta a Repubblica, l'ex giornalista riceve a gennaio la lettera della commissaria del padiglione russo Anastasiia Karneeva che chiede di essere riammessa.

 

(…) C'è un'aggravante in più che ha mandato su tutte le furie l'esecutivo e il Mic: Buttafuoco, per far partecipare la Federazione russa, avrebbe pensato a un escamotage per aggirare le sanzioni tuttora in vigore a livello europeo. 

 

GIORGIA MELONI ALESSANDRO GIULI

Gli artisti russi saranno in Italia solo per i tre giorni della "vernice", il vernissage: il 6, 7 e 8 maggio – prima dell'inaugurazione prevista per il 9 – registreranno i materiali audio da mandare in loop durante la mostra. E poi ripartiranno. È lo snodo fondamentale: l'esposizione è composta da un tessuto di performance sonore dal titolo The Tree is rooted in the Sky. Chi è a conoscenza del dossier sostiene che l'espediente – soprattutto l'anticipo sull'evento vero e proprio – permetta di fare a meno della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), l'autorizzazione pubblica necessaria per gli eventi dal vivo. 

Per questo i rapporti tra il ministro e Buttafuoco sono al minimo. 

Il 19 verrà presentato il Padiglione centrale ristrutturato con il Pnrr

 

E Giuli non ha confermato la sua presenza. 

Ieri mattina la Ue ha ribadito che è pronta a tagliare i finanziamenti, circa due milioni di euro (…)

 

GIULI CONTRO BUTTAFUOCO

Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

Chi ha parlato ieri sera col ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha ascoltato parole durissime. Ormai è guerra aperta tra lui e il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, sulla questione del Padiglione russo che riaprirà i battenti il 9 maggio in occasione della sessantunesima Esposizione internazionale dell’Arte.

 

Ed ecco, dunque, quello che, secondo chi c’era, avrebbe detto il ministro Giuli: «C’è grande preoccupazione per il danno che Pietrangelo Buttafuoco sta arrecando alla Biennale che ha isolato dal mondo libero. Ha trovato insieme con i russi un modo di aggirare le sanzioni... e sperava che questo non creasse problemi. 

 

Dall’inizio dell’anno sapeva che la Russia esigeva di rientrare nel suo padiglione e non l’ha comunicato al suo ministro prima di febbraio inoltrato, mettendo tutti di fronte al fatto compiuto e facendo finta di aver avuto un via libera da Palazzo Chigi che non aveva». 

 

pietrangelo buttafuoco ph andrea avezzu

 

Uno sfogo amaro, il suo, dopo che nel pomeriggio aveva chiesto di dimettersi a Tamara Gregoretti, giornalista, autrice televisiva, sorella di Sabina, storico braccio destro di Maria De Filippi. Con nove gelide righe di comunicato: «Il ministro della Cultura ha chiesto alla rappresentante del Mic nel consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, Tamara Gregoretti, di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia».

 

Il motivo? 

«Gregoretti, nominata nel cda il 13 marzo 2024, non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione, pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione». 

 

pietrangelo buttafuoco presentazione biennale venezia 2026 ph jacopo salvi

Solo che ieri Tamara Gregoretti ha risposto picche: «Sono serena e non ho intenzione di dimettermi, in quanto sono certa di muovermi in osservanza dello Statuto della Biennale e dell’autonomia dell’istituzione, in base a cui i componenti del cda non rappresentano coloro che li hanno nominati né a essi rispondono in base al Dlgs 19/98, articolo 7, comma 2». 

 

La reazione di Giuli? Sprezzante: «La signora che non si è dimessa rappresenta ormai solo Buttafuoco».

 

(…) Nel cda della Biennale oltre a Buttafuoco e alla Gregoretti, siedono il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che ha già detto di essere favorevole alla presenza russa e il governatore del Veneto, il leghista Alberto Stefani, che certo non oserà schierarsi contro Matteo Salvini

(…)

BIENNALE SFIDUCIATA 

Flavia Amabile per “la Stampa”  - Estratti

alessandro giuli tatuaggio

 

È il primo vero grande scontro tutto interno alla cultura della destra al potere, tra amici che hanno diviso per decenni letture, scritture e che, di colpo, negli ultimi giorni, per effetto di quelle stesse parole che li univano ora appaiono lontanissimi.

 

È la vicenda della Biennale di Venezia, la 61ma Esposizione Internazionale di Arte che si aprirà il 9 maggio 2026 alla quale dovrebbe partecipare anche la Russia con il consenso del presidente della Fondazione veneziana Pietrangelo Buttafuoco e la contrarietà del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ieri infatti, il ministro ha alzato il livello dello scontro chiedendo alla rappresentante del Mic nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, «di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia», perché «non ha avvisato né della possibile presenza della Russia né del suo voto favorevole».

 

Nel marzo 2024 Tamara Gregoretti, giornalista e autrice di programmi tv in Rai e non solo, è stata designata dall'allora ministro Gennaro Sangiuliano rappresentante del Mic nel cda della Fondazione Biennale.

 

pietrangelo buttafuoco

Fonti di maggioranza raccontano di una irritazione nei confronti della gestione della Biennale cresciuta ora dopo ora con la convinzione che insieme sia stato trovato un modo di aggirare le sanzioni facendo registrare gli artisti russi in presenza per qualche giorno e che speravano di farla franca.

 

Raccontano anche che Buttafuoco sapesse dall'inizio dell'anno che la Russia esigeva di rientrare nel suo padiglione ma non l'avesse comunicato al ministro prima di febbraio inoltrato mettendo tutti di fronte al fatto compiuto. C'è grande preoccupazione adesso per il danno che Buttafuoco potrebbe arrecare alla Biennale isolandola dal mondo libero. 

 

(…)