federica brignone

“CHE ANSIA AL CANCELLETTO, POI A METÀ PISTA MI SONO RICORDATA DI RESPIRARE” – NELLO SLALOM GIGANTE A KRONPLATZ FEDERICA BRIGNONE, AL RIENTRO DOPO 292 GIORNI, CHIUDE AL SESTO POSTO – “ORA ANDRÒ A CORTINA A FARE VELOCITÀ PER PRENDERE CONFIDENZA CON LA NEVE E PROVARE ANCHE A OSARE UN PO' DI PIÙ. COSA MANCA? SOLO UN PO' DI FIDUCIA” – SOFIA GOGGIA SBAGLIA ED E’ FUORI – VIDEO

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https://video.corriere.it/sport/il-ritorno-in-gara-di-federica-brignone-292-giorni-dopo-l-infortunio-sono-felicissima/58e5bd74-811a-4e25-97ca-c9a5e69f1xlk

 

Da gazzetta.it

Non era in gara per la classifica, e invece lei ha sorpreso ancora una volta tutti piazzando un clamoroso sesto posto. Dopo dieci mesi di inattività. Un capolavoro sportivo. Federica Brignone, la campionessa di Coppa del Mondo 2025, alla prima gara dopo il terribile infortunio che l'ha tagliata fuori dalle competizioni (sono passati 292 giorni) nell'anno dell'Olimpiade, nella prima manche del Gigante di Kronplat/Plan de Corones fa una discesa abbastanza pulita con fatica ma senza perdere troppo dalla prima Sarah Hector e rimane a 1"18 al settimo posto.

 

federica brignone

Poi, nella seconda, esce tutta la grinta della campionessa azzurra, che riesce addirittura a migliorarsi di una posizione e chiude così al sesto posto, fermando il cronometro su un complessivo 2'21"08. Un grande ritorno per l'azzurra, che ora guarda all'Olimpiade: "Non avevo neanche pensato al risultato, era già tanto riuscire a gestire le emozioni del rientro. Ora niente Repubblica Ceca, andrò a Cortina a fare velocità per prendere confidenza con la neve e provare anche a osare un po' di più. Lascio San Vigilio felice, davvero felice. Cosa mi manca? Solo un po' di fiducia, ma arriverà".

 

 

Flavio Vanetti per corriere.it - Estratti

 

Un lungo respiro al cancelletto di partenza, poi bastoni fuori, spinta e avanti a scoprire che cosa le riservava lo sci e il gigante di Kronplatz nel momento del suo rientro alle gare 292 giorni dopo l’incidente del 3 aprile 2025 agli Assoluti che le ha sfasciato la gamba sinistra: dopo 1’14’’72 (il suo tempo) Federica Brignone ha scoperto che si può fare. Ha chiuso la prima manche settima e il piazzamento vale la promozione al secondo round, cosa tutt’altro che scontata.

 

federica brignone

Il risultato si sposa poi alla prestazione: al di là del tempo – ottimo, date le circostanze – c’è la risposta agonistica su una pista già di suo difficile che il tracciatore Heini Pfitscher, italiano, ex tecnico delle giovanili azzurre ora in forza alla Svizzera, ha reso più complicata con parecchi passaggi angolati. Federica ha sbavato leggermente subito dopo il via, poi è sembrata inclinarsi un po’ troppo, ma nella seconda parte, dal muro fino al traguardo, ha trovato un ritmo non molto distante da quello dei giorni migliori.

 

Per ora va bene così, il distacco dalla leader provvisoria, Sara Hector, non è trascurabile (1’’18) ma non tremendo; rispetto poi alla seconda, la svizzera Camille Rast, lo scarto è di 1’’03 mentre guardando alla terza, l’austriaca Julia Scheib (che guida la classifica di specialità, ndr), si scende abbondantemente sotto il secondo (79 centesimi). Pur essendo necessario rimanere con i piedi per terra si può quindi dire che quella di Federica è stata fin qui una bella prova, diciamo pure al di là delle attese (ma non troppo al di là, visti il valore e il carattere della nostra campionessa). Federica al parterre, in attesa di prepararsi per la seconda manche, era sorridente. Ma ha ammesso che non è stato semplice ricominciare.

 

federica brignone

«Sì, è stato difficile. Ero tranquilla, ma poi, quando ho messo i bastoncini fuori dal cancelletto, mi sono domandata se fossi davvero pronta. Ho commesso subito un piccolo errore, ero poi rigida e temevo di non essere profonda nell’azione. Ma a metà percorso mi sono ricordata di respirare e tutto è andato meglio. Dolore? Non tanto, l’adrenalina che avevo in corpo mi ha aiutato. Sono tanto felice, ho rotto il ghiaccio, vediamo la seconda manche: ho voglia di ritrovare tutte le mie sensazioni».

 

 L’Italia ha avuto anche una buona Lara Della Mea (decima) e anche Asja Zenere ha disputato una bella prima manche (dodicesima) con il rimpianto di un paio di indecisioni. Sofia Goggia, invece, è scivolata ben presto ed è caduta. È un deciso passo indietro rispetto alle ultime uscite in gigante, ma adesso la missione di Sofia è di concentrarsi sulle prove veloci – prima dei Giochi ci saranno quelle di fine mese a Crans Montana – e di lavorare sul morale, che di sicuro non è allo zenith.