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COME MAI SINNER NON VINCE MAI QUANDO LE PARTITE DURANO PIU’ DI TRE ORE E 48 MINUTI? CONTRO DJOKOVIC HA SBAGLIATO DAL PUNTO DI VISTA TATTICO O E’ STATO DEBILITATO DA UN VIRUS? DOPO IL KO AGLI AUSTRALIAN OPEN JANNIK CERCA DI DARE CON LO STAFF RISPOSTE A CRAMPI E CONDIZIONE PRECARIA - LUI SOSTIENE DI AVER TUTTO SOMMATO SBAGLIATO “SOLO QUALCHE COLPO: UN PAIO DI SCELTE CHE ALTRE VOLTE SONO ANDATE BENE” (OTTO PALLE BREAK SPRECATE NEL QUINTO SET, 16 SU 18 IN TUTTA LA PARTITA: ALTRO CHE QUALCHE COLPO!) – MA COME FA UN QUASI 39ENNE A PORTARE A SPASSO AL QUINTO SET UN RAGAZZONE COME SINNER? JANNIK HA SBAGLIATO QUALCOSA NELLA PREPARAZIONE ATLETICA?
Massimo Calandri per repubblica.it - Estratti
L’altra notte è tornato in albergo alle tre. Non è stato facile prendere sonno. Troppi dubbi. Perché non sono fisicamente al 100%? Cosa ho sbagliato, dal punto di vista tattico? È stata una questione di personalità? Perché non vinco mai, quando la partita si trasforma in una maratona? Jannik ha bisogno di risposte e le deve trovare con la sua squadra. Subito. Si sono parlati pochissimo, durante la semifinale. Così non va.
Sinner è tornato a casa. Venerdì dovrebbe partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali: è ambassador dei 18.000 volontari della manifestazione. Ora si prende qualche giorno di vacanza, poi di nuovo a Montecarlo a preparare il torneo di Doha.
«Può succedere», si è giustificato al termine dell’incontro con Novak. Ma era consapevole fin dall’inizio dello Slam che c’era qualcosa che non andava. Nella scelta di allenarsi sempre a porte chiuse – gli capita spesso di voler tenere lontano i curiosi, ma non tutti i giorni – c’era forse il desiderio di non scoprire le carte. È stato ancora una volta vittima di un virus?
Altri tennisti non sono stati bene di stomaco e Alcaraz ha vomitato nel match con Zverev. E se non fosse arrivato al primo appuntamento dell’anno nella condizione fisica che si era prefissato? Ha patito nel terzo set con Darderi, nel finale con Shelton aveva il volto provato dalla fatica. I crampi con Spizzirri restano poi un bel mistero. Ferrara e Resnikoff devono venirne a capo.
Jannik era negli spogliatoi ad aspettare la fine della partita tra Carlitos e Sascha: ha visto negli schermi lo spagnolo risorgere con una forza di volontà impressionante. Il colpo di scena potrebbe aver minato le certezze dell’azzurro. Che sembra soffrire la personalità di Alcaraz, così spontaneo, sorridente, amato dal pubblico. André Agassi nel suo libro racconta che agli Australian Open del ’96 non sentendosi al meglio, inconsciamente scelse di perdere in semifinale con Chang, piuttosto che affrontare l’odiato Becker in finale con la certezza di perdere. Otto palle break sprecate nel quinto set, 16 su 18 in tutta la partita. Non può essere una coincidenza. Sinner sostiene di aver tutto sommato sbagliato «solo qualche colpo: un paio di scelte che altre volte sono andate bene».
Ha fatto più punti di Novak, ma il serbo si è preso quelli decisivi: conta il peso, non il numero dei punti. Ieri Rybakina ha fatto lo stesso con Sabalenka, vincendo il singolare femminile. La gestione tattica della partita, poi: quel farsi portare a spasso per il campo da un avversario di quasi 39 anni. (…)
JANNIK SINNER E NOVAK DJOKOVIC - WIMBLEDON
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SINNER DJOKOVIC PANATTA
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