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ECCO COME SARA’ LA NUOVA FIGC - OGGI A ROMA LE ELEZIONI PER IL DOPO-GRAVINA. GIOVANNINO MALAGÒ E' IN POLE (IL VERO DUBBIO È CAPIRE SE ARRIVERÀ AL 70 PER CENTO E OLTRE DI PREFERENZE E/O CI SARANNO FRANCHI TIRATORI) – NELLA SQUADRA DI "MEGALO’" VICE POTREBBERO ESSERE EZIO SIMONELLI DELLA LEGA SERIE A E SARA GAMA DELL'ASSOCALCIATORI). ROBERTO MANCINI SARA’ IL NUOVO CT, COME DIRETTORE TECNICO AZZURRO CIRCOLANO I NOMI DI CLAUDIO RANIERI E PAOLO MALDINI, MA ANCHE QUELLO DI FREDERIC MASSARA… - FOTO BY MEZZELANI

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Fabio Riva per "la Stampa" - Estratti

 

giovanni malago foto mezzelani gmt217

Il fatto che le elezioni del nuovo presidente federale si svolgano, oggi, mentre nel Nord America ci si gioca i mondiali, beh, non è un dettaglio. Anzi: è l'emblema della condizione - disastrata - in cui versa il calcio italiano.

 

Nonché l'indicatore di quanto arduo sarà il compito del prossimo presidente della Figc. Detto questo, di buono c'è che finalmente si saprà il nome, del nuovo presidente Figc, e c'è che dunque si potrà voltare pagina e provare a ricostruire sulle macerie.

 

In mattinata, nelle sale dell'hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria, si sfidano Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Il primo arriva con il sostegno della Serie A (a cascame di buona parte di tutti gli altri) e con l'immagine del manager capace di tenere insieme sport, istituzioni e grandi eventi. Il secondo è il candidato della Lega Nazionale Dilettanti, uomo di federazione e profondo conoscitore delle dinamiche del movimento.

 

Parte sfavorito, ma ha ancora ieri ha detto di «volersela giocare sino all'ultimo». Al netto, ovviamente, di colpi di scena frutto delle riflessioni della notte.

 

GIOVANNI MALAGO' MARADONA

Alle votazioni si arriva dopo le dimissioni di Gabriele Gravina dello scorso 2 aprile.

 

Il ko in Bosnia della Nazionale e il fallimento della corsa mondiale hanno aperto una frattura impossibile da ricomporre, alimentando perfino le richieste di commissariamento avanzate dal mondo politico.

 

Da quel momento la partita si è trasformata in una corsa alle alleanze. Malagò ha appunto rapidamente raccolto il sostegno della Serie A, trovando in Aurelio De Laurentiis uno dei primi sponsor della sua candidatura. Poi sono arrivati gli appoggi dei rappresentanti di calciatori e allenatori, quindi quello della Serie B.

 

Un percorso che lo ha portato a costruire una maggioranza teorica che scollina quota 57%, dopo aver superato anche il nodo normativo legato al cosiddetto pantouflage grazie ai pareri favorevoli del Collegio di Garanzia dello Sport e dell'Anac. Abete, invece, si presenta come il candidato della base del movimento. Il suo programma punta a smarcarsi dallo strapotere dei club professionistici e ricostruire partendo dal basso.

GIOVANNI MALAGO' MARADONA

 

L'esito appare scontato, il vero dubbio secondo molti è capire se Malagò arriverà al 70 per cento e oltre di preferenze e/o ci saranno franchi tiratori. Vista la mole di lavoro da fare, tutto può aiutare. Il nuovo presidente erediterà infatti un calcio che sembra aver smarrito contemporaneamente identità, credibilità e centralità.

 

La Nazionale è sprofondata nella crisi più grave della sua storia recente, reduce dalla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. I club italiani faticano a tenere il passo delle grandi potenze europee. Le inchieste continuano a scuotere periodicamente il sistema. Inoltre c'è una questione di percezione: per la prima volta da generazioni il calcio non è più automaticamente il centro dell'universo sportivo italiano. C'è Sinner, c'è Antonelli, c'è il volley.

malago abete

 

Bisogna riaccendere la passione. Le decisioni più urgenti e immediate riguardano ovviamente la Nazionale. «Serve un vincente», ha sintetizzato Abete. «Non ho parlato con nessuno, non sarebbe serio», ha spiegato Malagò.

 

Ma è cosa nota che Roberto Mancini – in vantaggio su Conte – spicchi nella lista delle preferenze di quest'ultimo e del suo gruppo (a proposito: vice potrebbero essere Ezio Simonelli della Lega Serie A e Umberto Calcagno o Sara Gama dell'Assocalciatori). Propedeutico all'annuncio del ct dovrebbe però innanzitutto essere quello di un direttore tecnico azzurro: circolano i nomi di Claudio Ranieri e Paolo Maldini, ma anche quello di Frederic Massara. Tendenzialmente, tutto questo, non succederà fino a inizio luglio, a margine del primo consiglio federale.

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