andy warhol mark rothko

IL MERCATO DELLE OPERE D’ARTE NON SI È MAI RIPRESO DAL COVID E RISTAGNA PER VARI MOTIVI: COLPA DEI TASSI DI INTERESSE ALTI E DELLO CHOC GLOBALE DELL’ENERGIA? ANCHE, MA È SOPRATTUTTO UN FATTORE “GENERAZIONALE”: I COLLEZIONISTI “STORICI” INVECCHIANO, E QUELLI PIÙ GIOVANI POTREBBERO NON CONDIVIDERE I GUSTI DEI LORO PREDECESSORI. IL “WALL STREET JOURNAL”: “I BABY BOOMER HANNO SPINTO I PREZZI DI ARTISTI COME ROTHKO, WARHOL E BACON A LIVELLI VERTIGINOSI. ALCUNI NUOVI COLLEZIONISTI SI STANNO INVECE ORIENTANDO VERSO OPERE TRASCURATE E RELATIVAMENTE SOTTOVALUTATE, REALIZZATE DA ARTISTI NERI O DONNE. QUESTO POTREBBE RENDERE PIÙ DIFFICILE VENDERE ALCUNI DIPINTI A PREZZI SODDISFACENTI…”

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Traduzione di un estratto dell’articolo di Carol Ryan per il “Wall Street Journal”

 

andy warhol robert mapplethorpe

Qualcosa di insolito sta accadendo nel mercato dell’arte. Le vendite sono stagnanti mentre altri settori che si rivolgono ai super-ricchi, come le aziende di jet privati, sono in pieno boom.

 

I più facoltosi potrebbero semplicemente destinare il proprio denaro ad altri asset, dopo che i dipinti si sono rivelati un investimento deludente. Le vendite deboli potrebbero anche essere il segnale che il mondo dell’arte è diventato troppo dipendente dai collezionisti baby boomer, ormai oltre il loro picco negli acquisti.

 

Il mercato dell’arte affronterà una prova il mese prossimo, quando gli acquirenti si recheranno a New York per le aste primaverili. […]  

 

mark rothko 10

Un elemento da osservare sarà il numero di lotti messi sul mercato con un’offerta minima garantita. Quando la fiducia nel mercato dell’arte è bassa, più venditori scelgono una garanzia per assicurarsi che il loro dipinto non resti invenduto. Le offerte su opere prive di questa rete di sicurezza offriranno un quadro ancora più chiaro della domanda reale.

 

Le vendite globali di arte sono cresciute del 4% nel 2025, secondo l’Art Basel e UBS Art Market Report, ma restano ben al di sotto dei picchi registrati nel 2022. Ancora più significativo è il fatto che le vendite siano tuttora inferiori del 7% rispetto ai livelli del 2019.

 

Questa debolezza è sorprendente, soprattutto negli Stati Uniti, dove l’S&P 500 si avvicina ai massimi storici. Portafogli azionari gonfi dovrebbero incoraggiare le famiglie più ricche a spendere in opere costose.

 

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La domanda in altri settori che si rivolgono ai più ricchi è in piena espansione. Le consegne globali di jet privati hanno raggiunto nel 2025 il livello più alto degli ultimi 15 anni, secondo la General Aviation Manufacturers Association. Le vendite di superyacht di lusso hanno toccato un massimo storico nello stesso anno, secondo i dati del broker nautico Edmiston.

 

La fascia alta del mercato dell’arte può essere irregolare e, talvolta, vendite deboli sono il sintomo di una scarsità di offerta. I collezionisti facoltosi non hanno bisogno di vendere: se ritengono che un dipinto non possa ottenere un buon prezzo, lo trattengono finché le condizioni non migliorano.

 

THE MYSTERY OF PICASSO

Ma potrebbe anche darsi che il mercato dell’arte sia diventato più sensibile ai tassi d’interesse, a causa della moda di considerare i dipinti come una vera e propria asset class.

 

Gli acquirenti di Wall Street […] hanno portato negli ultimi anni una nuova mentalità nel collezionismo. Hanno cercato di estrarre valore da un Picasso allo stesso modo in cui lo farebbero con qualsiasi altro asset. Una pratica comune consisteva nell’utilizzare le collezioni d’arte come garanzia per ottenere prestiti, per poi investire il denaro in asset con prospettive di rendimento più elevate, come azioni o immobili.

 

andy warhol

Questa strategia funzionava quando i tassi d’interesse erano bassi e un collezionista miliardario poteva ottenere un prestito garantito dall’arte al 3%. Oggi che il costo del denaro è più elevato, il costo opportunità di immobilizzare decine di milioni di dollari in dipinti è aumentato.

 

L’arte si è rivelata un cattivo investimento se valutata con un’ottica puramente finanziaria, soprattutto nel breve periodo. I collezionisti che hanno acquistato opere di artisti emergenti sperando di rivenderle rapidamente con profitto hanno subito perdite significative. Le opere battute all’asta negli Stati Uniti nel 2025, acquistate nei cinque anni precedenti, hanno perso in media il 5,7% del loro valore ogni anno, secondo dati di Bank of America e ArtTactic.

 

In media, i collezionisti devono detenere un’opera per almeno dieci anni per andare in pareggio. Questo senza considerare i costi nascosti del possesso, come l’assicurazione e le commissioni per le case d’asta, che possono portare i rendimenti in territorio negativo. Negli Stati Uniti, inoltre, l’arte è soggetta a imposte sulle plusvalenze più elevate rispetto alle azioni.

 

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C’è poi un rischio unico che i collezionisti d’arte devono affrontare e che i proprietari di altri asset non hanno: i compratori più giovani potrebbero non condividere i gusti delle generazioni precedenti. Il mercato dell’arte oggi potrebbe trovarsi proprio di fronte a questo problema.

 

I baby boomer, che tendevano ad acquistare arte del dopoguerra e contemporanea, hanno spinto i prezzi di artisti come Mark Rothko, Andy Warhol e Francis Bacon a livelli vertiginosi. Alcuni nuovi collezionisti si stanno invece orientando verso opere trascurate e relativamente sottovalutate, realizzate da artisti neri o donne.

 

Questo potrebbe rendere più difficile vendere alcuni dipinti a prezzi soddisfacenti. Il valore delle opere di Andy Warhol vendute all’asta lo scorso anno è stato inferiore dell’85% rispetto ai livelli del 2022, secondo i dati di ArtTactic. Potrebbe trattarsi di una flessione temporanea, oppure di un primo segnale che le sue opere non risuonano più con la stessa forza tra i compratori più giovani.

 

I collezionisti più seri non rimpiangeranno l’uscita di scena degli speculatori che negli ultimi anni hanno cercato di rivendere rapidamente i dipinti per profitto, gonfiando i prezzi. Ma la loro uscita offre anche un’immagine poco lusinghiera di un mercato che fatica a crescere.

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