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LA FEDERAZIONE, LA LEGA SERIE A, GLI ALLENATORI, I MEDIA: IL DIRETTORE DEL "CORRIERE DELLO SPORT" IVAN ZAZZARONI SPIEGA IN UN LIBRO E A DAGOSPIA DI CHI SONO LE COLPE DELLA CRISI NERA DEL CALCIO ITALIANO CON LA NAZIONALE ESCLUSA PER LA TERZA VOLTA DI FILA DAL MONDIALE - "LA LEGA SERIE A, QUINDI I CLUB, SE NE FOTTONO DELLE ESIGENZE DELLA FEDERAZIONE CHE NON PUO’ CAMBIARE NORME E REGOLAMENTI MA PUÒ LIMITARSI SOLO A PICCOLI INTERVENTI, SOPRATTUTTO SUI SETTORI GIOVANILI, E POI PREGARE DIO” - IL POSSIBILE RITORNO DI MANCINI CHE BRUCIO’ PAFUNDI (MA LANCIO’ ZANIOLO), IL CASO MASTOUR, ALLEGRI E LA "SEPARAZIONE DELLE CARRIERE" TRA FORMATORI E ALLENATORI PROFESSIONISTI, VELASCO E LA LEZIONE SUI GIOVANI, FABREGAS CHE DEMOLISCE LA RETORICA DELLA MANCANZA DI STRUTTURE…

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Dagonews

gravina simonelli

 

“Molti club fanno trading, cioè comprano e rivendono giocatori. E prendono stranieri perché gli conviene. Ma la Nazionale non è fatta di stranieri…”. Il direttore del "Corriere dello Sport" Ivan Zazzaroni parla con Dagospia del suo libro “Per vincere domani” (Mondadori). Un atto di accusa nei confronti del calcio italiano, reduce dalla terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale.

 

Però dominiamo nei tornei giovanili: l’Under 17 è campione d’Europa. Cosa accade a questi pischelli? Come mai non riescono a salire l’ultimo gradino?

“Da altre parti i ragazzi di 16-17 anni giocano già nei campionati professionistici, da noi le big non investono sugli italiani perché costano troppo, poi vedi una squadra come il Catanzaro che con tutti i calciatori italiani rischia di essere promossa in Serie A. E’ una questione culturale, noi non abbiamo la pazienza di sviluppare un progetto. La Nazionale non è il problema, è il sintomo, il punto di arrivo di una filiera che negli anni ha smesso di funzionare”.

ivan zazzaroni cover

 

La Federazione, gli allenatori, la stampa: chi ha sbagliato più forte in questi anni? Fuori i nomi

Il nostro problema sono gli interessi e gli obiettivi divergenti tra la Lega di Serie A, quindi i club, e la federazione. C’è troppa distanza…

 

Il presidente federale tedesco nel 2006 chiamò tutti i presidenti della società e disse: “Da oggi conta solo la Nazionale, per cui si fa come dico io”.

In Germania si fa, da noi è impossibile. La Lega di Serie A se ne fotte di sviluppare una politica che metta al centro gli “italiani”, che poi sono quelli che fanno la Nazionale...

 

Il prossimo presidente federale, Malagò o Abete, ha già le mani legate…

Norme e regolamenti non li puoi cambiare, non puoi decidere di bloccare gli stranieri. Il prossimo presidente può fare piccoli interventi, soprattutto sui settori giovanili e poi pregare Dio, perché tanto non avrà mai un aiuto dalla Lega e dai club. Non glielo possono dare non sono in grado di darglielo…

 

 

mancini

Nel libro si parla di Simone Pafundi, “bruciato da un allenatore che ne ha accelerato i tempi”. Quell'allenatore è Roberto Mancini, che sembra pronto a tornare sulla panchina azzurra. È una scelta giusta?

Roberto era uno che andava a prendere Zaniolo e Pafundi quando non giocavano nel loro club, è quello che ha commissionato un report su tutti gli stranieri con origini italiane, gli “oriundi”, per arricchire il bacino dei selezionabili. È chiaro che in alcuni casi fai bene, tipo Zaniolo, in altri fai male tipo Pafundi, cioè acceleri un percorso che non sempre non sempre dà risultato. Lui ha una grande qualità. Ha una percezione del giocatore che pochi hanno, lo sa riconoscere. E poi è convinto di poter vincere il mondiale…

 

Ci sono colpe anche dei media. Basti vedere come hanno pompato Hachim Mastour, preso dal Milan a 14 anni per due milioni di euro dalla Reggiana.

Lui era tra i 50 migliori nati nel 1998 con Dani Olmo e Pulisic e si è completamente perso. Noi media abbiamo bisogno di creare dei nuovi idoli. Il più delle volte bastano due gol o una giocata e sono tutti fenomeni. Ma conta anche la testa. Ci sono ragazzi che riescono a reggere questo tipo di impatto e altri invece che si perdono. E parlo anche delle colpe degli agenti che offrono soldi ai genitori per avere la procura dei ragazzi a 16 anni...

pafundi

 

Fabio Capello insiste sul tema dei formatori. E sostiene: “Insegnare la tecnica è molto difficile perché devi saper correggere e per correggere devi possedere il gesto”. Nel calcio ci sono troppi tecnici improvvisati?

C’è gente che prende 800 euro al mese e ha contratti di un anno. È chiaro che l’interesse di questo tipo di allenatori non è formare dei giocatori ma vincere i campionati. Sono d’accordo con Allegri quando parlò di separazione delle carriere fra formatori e allenatori professionisti.

 

malago abete

Secondo un recente report la maggior parte dei ragazzi gioca nel ruolo sbagliato. Coverciano è un altro tema che andrebbe discusso perché anche lì è il momento anche di cambiare radicalmente. Servono idee e teste nuove. Quello è uno dei settori su cui può incidere il nuovo presidente federale…

 

Velasco, ospite del podcast BSMT di Gazzoli, ha detto che l'Italia odia i giovani. Se Roberto Baggio sbaglia il rigore nessuno lo mette in discussione, se un ventenne commette un errore, gli saltano addosso. Condivide?

Velasco dice una cosa molto intelligente: ‘quando si parla di un calciatore si dice c'è sempre ‘ah bravo ma è giovane’. D' altre parti questo problema non se lo pongono, quando hanno visto giocare Yamal lo hanno buttato dentro, e basta. Noi ci lamentiamo sempre che mancano le strutture. Fabregas mi diceva che lui al Barcellona da ragazzo si allenava in un quarto di campo. E lì sono nati i fenomeni. Non è una questione di struttura ma di volontà, di tornare a fare le cose semplici…

ivan zazzaronihachim mastour

 

MAX ALLEGRIcesc fabregasVELASCO YAMAL