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MEGLIO IL GIOCO O IL RISULTATO? MEGLIO MOU! QUELLO STREGONE DI JOSE’ MOURINHO, A CUI UNA PARTE DI STAMPA CONTINUA A DARE DEL BOLLITO, SI QUALIFICA CON UN GOL DEL PORTIERE TRUBIN ED ELIMINA IL MARSIGLIA DEL GIOCHISTA DE ZERBI (PORTATE UN MAALOX A ADANI!) – LO "SPECIAL ONE" DOPO LA CAPOCCIATA PREZIOSA DEL PORTIERE HA URLATO: “È MERITO MIO. CI CREDEVO, SAPEVO CHE IL RAGAZZONE AVREBBE POTUTO SEGNARE COSÌ” - E ORA PER IL PORTOGHESE CI SARA’ UNA SUA EX SQUADRA: REAL O INTER. MEGLIO DI UN’OPERA DI PIRANDELLO: COSI E’ JOSE’, SE VI PARE…- VIDEO
Ukrainian goalkeeper Anatoliy Trubin scores a last-minute goal to send @SLBenfica into the Champions League play-offs. Unreal. ???? pic.twitter.com/GmZ9Y3zGyB
— Ukraine / ??????? (@Ukraine) January 29, 2026
Maurizio Crosetti per “la Repubblica” - Estratti
Infinito presente: nella grammatica di José Mourinho non esiste altro verbo. Anche all'ultimo secondo, è lui il primo. Ancora più forte della terribile gabbia del proprio personaggio, costruita da sé medesimo e poi scardinata. L'uomo della grandiosa difesa sa solo attaccare. E trova, nel tempo estremo che è il suo unico tempo, addirittura un gol di testa del portiere. Meglio il gioco o il risultato? Meglio Mou.
In quanto a destini incrociati, Italo Calvino rispetto a José era un dilettante. Sentite che garbuglio: in estate il Benfica elimina il Fenerbahçe ai preliminari di Champions e provoca l'esonero di Mourinho; tempo tre settimane e il club portoghese licenzia il suo, di allenatore (Bruno Lage), e si riprende proprio Mou, che dal Benfica iniziò la carriera ma poi regalò la Champions al Porto;
Mou batte il suo vecchio Real, eliminando all'ultimo sussulto di una notte di puro caos il Marsiglia di De Zerbi, allenatore glorificato per ragioni del tutto opposte rispetto a quelle del nostro e ora a rischio esonero.
«Ma io non lo sapevo che ci serviva ancora un gol», ha detto Mou, inguaribile bugiardo.
Il canto d'addio di quest'uomo indomito e in apparenza stanco è stato intonato molte volte. È bollito. È solo un parlatore. Campa di rendita.
Vive di ricordi. Ha perso il carisma.
Non gli daranno mai più un grande club. Ha appena incrociato anche la Juve e preso una lezione da Spalletti, altro che la mano all'orecchio a provocare lo Stadium quando allenava lo United o le dita a ricordare il Triplete. Nella notte delle 18 partite era rimasta soltanto la sua, e soltanto un secondo per allontanare la fine. Un gesto al portiere Anatolij Trubin, ucraino: vai! E quello è andato.
Così De Zerbi è uscito dall'Europa per colpa del gol di un portiere, lui che proprio grazie a un gol di Brignoli prese il primo punto in A con il Benevento nel 2017: a quel tempo Mourinho aveva già vinto tra le altre cose due Champions, tre Premier, una Coppa d'Inghilterra, una Liga e due scudetti, infinitamente presente.
javier zanetti jose mourinho 1
«Nella mia testa ho tanti flashback, ma niente come questo finale di partita». Dopo la capocciata preziosa del portiere, José ha urlato «è mio!». Lui è più forte pure della modestia. «Ci credevo, sapevo che il ragazzone avrebbe potuto segnare così». Ma nelle rare volte in cui accade, un portiere disperato non chiude mai un 4-2, qui si sono sfondate anche le barriere numeriche oltre che logiche. «I criticoni non si buttino dalla finestra, tanto il Benfica tornerà a perdere ancora». I suoi celebri paradossi. «Vorrei solo che questa vittoria ci portasse rispetto».
javier zanetti jose mourinho 3
josè mourinho
spalletti mourinho
jose' mourinho maicon
mourinho benfica real
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