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"I RICAVI CRESCONO, I PREMI NO": I MILIONARI BIG DEL TENNIS SINNER, ALCARAZ E DJOKOVIC SI SCOPRONO SINDACALISTI DELLA PAGNOTTA E VERGANO UNA LETTERA AL CURARO PER CONTESTARE AI TORNEI DEL GRANDE SLAM LA SPROPORZIONE FRA GUADAGNI E MONTEPREMI. FRA I FIRMATARI I MIGLIORI 20 DI ATP E WTA - IL NODO È SEMPRE LO STESSO: LA PERCENTUALE DEI RICAVI DESTINATA AGLI ATLETI. STAVOLTA C'È ANCHE NOVAK DJOKOVIC, CHE AVEVA ADERITO ALLA PROTESTA DI MARZO 2025 MA NON A QUELLA DI SETTEMBRE – LA RISPOSTA DEGLI ORGANIZZATORI – SINNER E’ ARRIVATO A ROMA PER PARTECIPARE AGLI INTERNAZIONALI…
Martina Sessa per gazzetta.it - Estratti
C’è una partita che si gioca lontano dal campo ed è quella tra i giocatori e gli organizzatori dei tornei Slam. Una battaglia fatta soprattutto di comunicati e prese di posizione, che va avanti ormai da oltre un anno. Al centro del confronto c’è la distribuzione dei ricavi degli tornei più prestigiosi. E alla vigilia del Roland Garros il fronte dei tennisti torna a farsi sentire con forza con una nuova lettera.
Un gruppo composto dai migliori venti giocatori e giocatrici del ranking, tra cui Jannik Sinner, Carlos Alcaraz, Aryna Sabalenka, Novak Djokovic e Coco Gauff, ha espresso una “profonda e collettiva delusione” per il montepremi previsto a Parigi. Il nodo è sempre lo stesso: la percentuale dei ricavi destinata agli atleti. Gli organizzatori hanno annunciato un aumento del prize money del 9,5%, fino a 61,7 milioni di euro, con circa 2,8 milioni destinati ai vincitori dei tabelloni di singolare.
carlos alcaraz e jannik sinner - atp di montecarlo
Ma per i giocatori non basta. Secondo le loro stime, quella cifra rappresenta appena il 14-15% dei ricavi complessivi del torneo, una quota ritenuta troppo bassa rispetto al valore che loro stessi contribuiscono a generare.
Il confronto con altri modelli è servito. Nei tornei dei tour Atp e Wta la distribuzione arriva intorno al 22%, mentre nelle principali leghe sportive statunitensi la quota destinata agli atleti sfiora il 50%. Numeri che alimentano il malcontento e rafforzano una posizione ormai condivisa dai top player: gli Slam devono cambiare. Nella dichiarazione congiunta, i giocatori sottolineano come, a fronte di ricavi del Roland Garros in costante crescita – circa 395 milioni di euro nel 2025 e oltre 400 milioni stimati per quest’anno – la loro percentuale sia addirittura in calo.
“Poiché il Roland Garros si avvia a registrare ricavi record, i giocatori stanno ricevendo una quota sempre più ridotta del valore che contribuiscono a creare. Ancora più criticamente, l’annuncio non affronta i problemi strutturali che i giocatori hanno sollevato in modo costante e ragionevole nell’ultimo anno”, si legge nella lettera, come riportato dal Times. “I tornei del Grande Slam sono resistenti al cambiamento”.
La lettera contiene, inoltre, una denuncia riguardante l’assenza di un dialogo su temi cruciali come il benessere degli atleti e il coinvolgimento nelle decisioni chiave, a partire dal calendario.
I temi affrontati sono gli stessi di quelli delle lettere precedenti, ma una novità è nei firmatari: stavolta c'è anche Novak Djokovic, che aveva aderito a quella di marzo 2025 ma non a quella di settembre. Dal lato degli organizzatori, invece la risposta non si è fatta attendere. La federazione francese ha ribadito che il torneo è gestito da un ente senza scopo di lucro e che i ricavi vengono reinvestiti nello sviluppo del torneo stesso. Ma la sensazione è che la partita sia tutt’altro che chiusa. Anzi, potrebbe entrare in una nuova fase proprio agli Internazionali d’Italia. (...)
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