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“IO E SANDRO MAZZOLA SIAMO STATI I COPPI E BARTALI DEL CALCIO” – GIANNI RIVERA RICORDA "IL BAFFO" DELL'INTER, SUO "NEMICO" AMATISSIMO: “ERAVAMO LA MILANO DEGLI ANNI 60. SANDRO NON È STATO SOLO UN RIVALE, MA UNA PARTE DI ME. ROCCO PROVO' A PORTARLO AL MILAN. AI MONDIALI DEL ’70 CI CONSIDERARONO INCOMPATIBILI E SI INVENTARONO LA STAFFETTA, IL PRIMO TEMPO LO GIOCAVA LUI E IL SECONDO IO, TRANNE CHE NELLA FINALE CON IL BRASILE. INVECE POTEVAMO GIOCARE BENISSIMO NELLO STESSO UNDICI TITOLARE" - "AVEVAMO 34 ANNI, IN UN DERBY CI SFIDAMMO SULLA FASCIA, FINIMMO SENZA FIATO E CI VENNE DA RIDERE. MI DISSE: "ORMAI SIAMO PRONTI PER IL CIRCO" - VIDEO
Articolo di Gianni Rivera per corriere.it - Estratti
Sandro non è stato solo un meraviglioso rivale per me, ma è stato una parte di me, come io sono stato una parte di lui. Per questo oggi piango per lui ma anche per me.
Io e Sandro siamo stati i Coppi e Bartali del calcio: avevamo lo stesso talento, eravamo i due capitani, siamo stati e siamo ancora le bandiere di Inter e Milan, insieme ai nostri compagni di squadra abbiamo vinto tutto, scudetti, Coppe dei Campioni, Coppe Intercontinentali. Siamo stati pezzi unici e irripetibili ma anche due facce della stessa medaglia, la mia popolarità esaltava la sua e la sua esaltava la mia. Non c’è derby di oggi e di domani che nel raccontarsi non passi da Rivera e Mazzola e Mazzola e Rivera.
Io e Sandro incarnavamo due filosofie di gioco e di vita, quasi due partiti con una loro ideologia,
(...) eravamo la Milano degli anni Sessanta, quella delle grandi trasformazioni sociali, che dominava il calcio mondiale con le sue due squadre e i loro due capitani ragazzini e poi uomini. Un’epoca forse irripetibile.
Ai Mondiali del 1970 ci considerarono incompatibili con uno spreco assurdo di arte calcistica e si inventarono la staffetta, il primo tempo lo giocava lui e il secondo io, tranne che nella finale con il Brasile. Invece potevamo giocare benissimo nello stesso undici tanto erano diverse le nostre caratteristiche e vincere insieme come agli Europei del 1968.
Nereo Rocco, che era innamorato di Sandro, provò a portarlo al Milan, peccato che non ci sia riuscito: insieme saremmo stati imbattibili, ma la storia di Milan e Inter in fondo è più bella così.
Hanno spesso tentato di metterci contro ma non ci sono mai riusciti. Con Sandro e Sergio Campana abbiamo fondato il Sindacato calciatori mettendo la nostra popolarità al servizio soprattutto dei calciatori meno fortunati, sfidando le ritorsioni del potere e le ironie dei nostri tifosi che consideravano un’eresia vederci insieme.
Abbiamo anche fatto molte cose divertenti: una trasmissione televisiva insieme, gli inviati del Corriere della Sera ai Mondiali del Messico vinti da Maradona, siamo stati persino una commedia musicale che andò in scena nei teatri milanesi degli anni Settanta.
Ma ricordi di lui ne ho tanti. Il primo derby contro Sandro, per esempio, me lo ricordo benissimo: dopo quindici secondi andò in gol, il mio invece me lo annullarono, ma finì 1-1. Fu un derby molto nervoso e io e Sandro, giovanissimi, su un fallo stavamo per venire alle mani. Fu un attimo. Ci guardammo negli occhi e invece di menarci ci abbracciammo. Il pubblico si mise ad applaudire e Angelo Moratti confessò poi la sua commozione nel vedere quei due ragazzini abbracciarsi.
sandro mazzola gianni rivera 1
Ricordo poi un derby di fine anni Settanta, l’ultimo di Sandro in campionato, lui aveva 35 anni, io 34. Ci lanciammo di corsa sulla fascia come fossimo tornati bambini a caccia di una palla inutile, lui cercava invano di staccarmi, io invano di superarlo, arrivammo in fondo senza fiato e ci venne da ridere. Oramai siamo pronti per il circo, mi disse, e ci facemmo un’altra risata.
Oggi invece piango un fuoriclasse autentico, un uomo perbene e un rivale leale. Ma, ora posso dirlo, anche e soprattutto un amico vero.
sandro mazzola e gianni rivera a che tempo che fa
gianni rivera con il pallone d'oro
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sandro mazzola gianni rivera
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