correggio dresda

L’ARTE DI CORREGGIO CONTRO LE SVASTICHELLE! – “LA MADONNA DI SAN SEBASTIANO” TORNA A BRILLARE A DRESDA, NELLA CITTA’ CULLA DELL’ULTRADESTRA TEDESCA. IL DIPINTO, CHE È STATO RESTAURATO A PIÙ RIPRESE NEL CORSO DEI SECOLI, HA RITROVATO I COLORI ORIGINARI E FARÀ PARTE DELLA MOSTRA ALLA GEMÄLDEGALERIE ALTE MEISTER – ALTRO PUNTO CULMINANTE DELL’ESPOSIZIONE È LA “NOTTE SANTA”, MONUMENTALE PALA D’ALTARE – PANZA: “CHE SIANO SANTI O DIVINITÀ PAGANE, IL PITTORE CINQUECENTESCO, DALLA FORTUNA OSCILLANTE, DIPINGE VOLTI DOLCISSIMI, FIGURE DAI GESTI VIVACI E AGGRAZIATI, CAPACI DI EMOZIONARE ANCHE IL PUBBLICO CONTEMPORANEO” – GLI AFFRESCHI DI CORREGGIO NELLE CHIESE DI PARMA E QUEL DRONE UTILIZZATO PER… 

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Articolo di Pier Luigi Panza per “La Lettura” – “Corriere della Sera” - Estratti

 

Madonna di san sebastiano di correggio dopo il restauro

Le opere di Antonio Allegri (1489–1534) noto con il nome della sua città natale, Correggio, vicino a Parma, affascinano il pubblico da cinquecento anni. Mix di manierismo, colore veneziano e dolcezza, la sensualità, i colori radiosi e l’espressione vibrante delle figure da lui dipinte generano quell’effetto commotivo che è l’autentica finalità dell’arte. (…)

 

Quattro di queste, più altre opere dell’artista, sono conservate alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda che, a restauro terminato della «Madonna di San Sebastiano», dal 19 settembre (fino al 10 gennaio 2027) dedica al pittore emiliano la mostra Correggio. Berührend menschlich (in inglese il titolo è tradotto come Correggio. Movingly Human, mentre in italiano potrebbe essere Correggio. Commoventemente umano), forse la maggiore su di lui fuori d’Italia.

 

La mostra allo Zwinger, sede della Gemäldegalerie, curata da Andreas Plackinger, che è il responsabile della pittura italiana della Galleria, ripercorre in sette capitoli l’intero percorso di Correggio, secondo Vasari morto il 5 marzo 1534 durante un estenuante viaggio sotto il peso di un enorme sacco di monete da un quattrino.

 

Madonna di san sebastiano di correggio dopo il restauro (2)

Sono esposte circa 130 opere, tra le quali venti dipinti e venti disegni dello stesso Correggio posti in dialogo con i lavori di altri maestri del Rinascimento e oltre, tra i quali Annibale Carracci, Raffaello (del quale il museo ospita la «Madonna Sistina» di fronte alla quale Correggio avrebbe esclamato quello che è diventato il suo motto: «Anch’io son pittore!»), Pieter Paul Rubens, Parmigianino, Carlo Maratta e Anton Raphael Mengs. Le opere provengono da Prado, National Gallery di Londra, Galleria Borghese, Uffizi e Kunsthistorisches Museum di Vienna.

 

Due opere giungeranno a Dresda dal Louvre: oltre a «Venere e Cupido con Satiro» (circa 1526/1528), anche il «Matrimonio mistico di Santa Caterina e San Sebastiano» (circa 1525/1527), dipinto mai uscito dal museo parigino.

 

 

correggio la notte santa

Focus dell’esposizione è la «Madonna di San Sebastiano» restaurata dalla Gemäldegalerie dal 2022 rimanendo visibile ai visitatori. Questa Madonna fu dipinta da Correggio per la confraternita di San Sebastiano a Modena nel 1524. I documenti mostrano che il dipinto, un olio su tavola di circa 265 x 161 cm., era già danneggiato quando era in possesso della confraternita. E’ costituito da cinque tavole verticali che, nel tempo, hanno assunto una marcata curvatura convessa provocando sollevamenti e perdite della pellicola pittorica. Inoltre, queste tavole erano state stuccature, ritoccate e il dipinto risultava con una velatura giallo-bruno affascinante, ma con notevole perdita di luminosità.

 

La scelta metodologica della Gemäldegalerie è stata quella di non cominciare dal retro, ma dalla superficie pittorica: dopo le indagini preliminari e le prove di solubilità, i restauratori hanno iniziato a ridurre progressivamente le vernici alterate, i ritocchi, le ridipinture e hanno continuato fino a quanto l’opera è stata riconoscibile con sufficiente sicurezza.

 

Un altro punto culminante dell’esposizione è la presentazione della «Notte Santa» (circa 1528/30), monumentale pala d’altare considerata l’opera più importante della collezione di Dresda nel XVIII secolo.

 

Madonna di san sebastiano di correggio prima del restauro

Gli affreschi di Correggio nelle chiese di Parma (come quelli della cupola della Chiesa di San Giovanni Evangelista e della Cattedrale) sono stati fotografati utilizzando un drone e le immagini ricavate combinate per creare un modello digitale 3D proiettato in mostra.

 

Correggio è stato il maestro della commozione sia che raffiguri santi cristiani o divinità pagane, come nel caso di «Io e Zeus» del Kunsthistorisches di Vienna. Grazie alle loro espressioni e ai gesti vivaci, le sue figure appaiono accessibili anche al pubblico contemporaneo, permettendo agli spettatori di immedesimarsi.

 

La fortuna di Correggo fu, tuttavia, oscillante. Subito ammiratissimo e modello fondamentale per Barocco e Rococò emiliano, soprattutto per i Carracci, non raggiunse, però,  la fama, dei pittori che avevano lavorato a Roma, il grande teatro artistico del Cinquecento (non sappiamo, con certezza, se Correggio sia mai stato a Roma). Tanto che Giorgio Vasari nelle sue Vite lo riconobbe «eccellente nella pittura, ma non nel disegno», critica che questa mostra si propone anche di rettificare (sono sopravvissuti solo un centinaio di disegni di Correggio).

 

correggio - madonna heiligen

Nel Seicento, tuttavia, Correggio fu debitore della sua fortuna proprio alla grafica: le sue opere furono riprodotte in molte incisioni, rendendo possibile la loro conoscenza lontano da Parma e facendolo diventare un «maestro senza bottega» europeo. Di lui, il Settecento amò la Grazia, l’amabile sensualità e morbidezza sino a diventare, per Anton Raphael Mengs, il pittore di «grazia e chiaroscuro».

 

Tuttavia, il Classicismo, come Vasari, continuò a rimproverargli la carenza di disegno e di bellezza ideale. Ovviamente, l’Ottocento romantico, con scrittori come Stendhal e il tedesco Schlegel ne fecero il pittore capace di commuovere e Parma diventò anche meta del Grand Tour. I falsi si moltiplicarono e nel 1871 la prima monografia moderna, quella di Julius Meyer, cercò di mettere ordine (seguirono gli studi di Morelli, Venturi, Berenson).

 

Oggi la sua figura appare più complessa: in una mostra (Correggio and Parmigianino: Master Draftsmen of the Renaissance) il Metropolitan, per esempio, sottolineò l’intreccio fra Mantegna, Leonardo, Raffaello e perfino influenze nord-europee nella formazione del giovane artista.

Madonna di san sebastiano di correggio prima del restauro

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