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Francesco Persili per Dagospia
«Ci stanno tirando addosso un sacco di merda ma la cosa strana è che tutti questi attacchi non arrivino da Madrid, come già successo altre volte, ma da Barcellona». Boom! Messi è una furia.
Lo aspettavano al varco dopo le polemiche con Luis Enrique e una settimana di mal di pancia, accuse e scuse senza ritorno: contro l’Atletico Madrid la Pulce non tradisce le attese. Scherza Jesus Gamez e trova l’alchimia perfetta con Neymar e Suarez per mandare in estasi il Camp Nou. Pressing a tutto campo e intensità, i blaugrana schiantano gli uomini di Simeone con le loro armi e le rutilanti combinazioni del tridente culè.
Messi resiste a tutto. Al gioco duro e alle proteste dei colchoneros per il suo tocco col braccio in occasione del secondo gol e alla sciagurata conduzione di gara di Undiano Mallenco che fischia il primo rigore contro la Pulce nella storia della Liga. Niente e nessuno riesce ad oscurare la prestazione di Leo.
Scatenato e imprendibile anche fuori dal campo davanti alle telecamere di Barca Tv: «In questi anni ho sentito di tutto sul mio conto. Dicevano che fossi in pessimi rapporti con Guardiola, Ibrahimovic, Eto’o e poi che abbia fatto cacciare molta gente dal club. Tutte bugie. In questa settimana, di nuovo, ho sentito dire altre falsità. Mio padre non si è messo in contatto col Chelsea e io non ho mai chiesto la testa di Luis Enrique».
Sullo sfondo le lotte di potere per le elezioni presidenziali del club e una campagna elettorale che col ritorno in campo dell’ex numero uno Laporta, grande alleato di Messi, si annuncia ricca di congetture, veleni e colpi bassi. In un club che assomiglia sempre più ad una polveriera l’argentino si dice «stanco» delle menzogne che girano sul suo conto («Non ho alcun potere e non prendo decisioni, sono solo un calciatore») ma assicura fedeltà al barcelonismo: «Non ho chiesto di andare al Chelsea o al City e non ho posto condizioni per restare qui perché a Barcellona sto bene».
E i dissidi con Luis Enrique? «Non esiste una rivalità tra me e lui», giura la Pulce. Mascherano definisce «invenzioni» le voci di uno spogliatoio in rotta con il tecnico asturiano: «Nessun problema con l’allenatore». Anche Iniesta fa sapere che non c’è nessuna rivolta dei senatori nei confronti di Lucho che confida nel calendario per tenere il passo del Real ma non si fa illusioni: «L’ambiente dipenderà dai risultati».
Sa benissimo l’ex tecnico della Roma che alla prima sconfitta la pressione nei suoi confronti aumenterà di nuovo e torneranno le voci su un suo esonero. Sul fatto che gli attacchi vengano dalla stampa catalana e non da quella di Madrid a chi gli chiede se teme che ci sia una talpa nello spogliatoio o nel club, Luis Enrique oppone una smorfia che rivela più di un ragionevole dubbio: «É una domanda molto buona ma non posso saperlo»...
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