alcaraz ferrero

MA NON E’ CHE ALCARAZ HA FATTO UNA STRONZATA A SEPARARSI DA COACH FERRERO? LO SPAGNOLO A MONTECARLO È SEMBRATO INVOLUTO. L’EX “MAESTRO” DI SINNER RICCARDO PIATTI PUNGE CARLITOS: “IL TEAM DI CUI SI È CIRCONDATO LO ASSECONDA SU TUTTO” - ALCARAZ IERI È FINITO DENTRO UNA TEMPESTA PERFETTA DI CONSIGLI ARRUFFATI CHE PROVENIVANO DA COACH LOPEZ E DAL SUO MANAGER – L’AMORALE DELLA FAVA? NON SORPRENDEREBBE IL RITORNO A BREVE DI FERRERO COME COACH DI ALCARAZ

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Da ilnapolista.it

 

Juan Carlos Ferrero e Carlos Alcaraz

Jannik Sinner ha dominato la finale di Monte-Carlo al di là del punteggio finale (7-6 6-3). L’italiano è sempre stato mentalmente nella partita mentre lo spagnolo era luna strana unione tra i suoi soliti colpi e amnesie non da numero uno al mondo: basterebbe ricordare i doppi falli commessi sui punti decisivi.

 

Alcaraz qualche mese fa ha mollato Ferrero anche perché non tollerava certe rigidità del suo storico coach. Ora, però, sta pagando dazio. E forse sarebbe il caso di meditare sulle scelte fatte (qui un’analisi del Napolista sullo spagnolo più mammone dell’italiano).

 

Ne scrive il Corriere della Sera con Gaia Piccardi

«Le sconfitte sono molto più importanti delle vittorie» ama dire Jannik, perché gli fanno capire su quali dettagli lavorare. È una frase che ogni tanto pronuncia anche Alcaraz però — forse — ci crede meno. Perché nel corso dello swing americano e a Montecarlo, in particolare nella finale che ha messo a nudo il re, lo spagnolo è sembrato involuto nel servizio, confuso nelle scelte, poco efficace negli snodi del match.

ALCARAZ FERRERO

 

Come se Jannik avesse usato le sberle per progredire e invece Carlos si fosse un po’ troppo innamorato di se stesso lungo la strada. Un atteggiamento che Juan Carlos Ferrero non gli avrebbe permesso: «Mentre invece il team di cui si è circondato lo asseconda su tutto» ha sottolineato il maestro dei maestri, Riccardo Piatti, al Corriere.

 

Maturità ed esperienza stanno aiutando Sinner a dipendere sempre meno dalle indicazioni del box, mentre Alcaraz ieri è finito dentro una tempesta perfetta di consigli arruffati che provenivano da coach Lopez, l’erede (per quanto ancora?) di Juan Carlos Ferrero (che non ci stupiremmo se, prima o poi, tornasse al suo posto), e dal manager che gli era seduto accanto. 

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