DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA…
NON SORPRENDIAMOCI SE IL CALCIO ITALIANO NON SFORNA TALENTI: MANDARE I RAGAZZINI A SCUOLA CALCIO È UN LUSSO PER POCHI – NEL NOSTRO PAESE, LA SCUOLA CALCIO COSTA IN MEDIA 492 EURO ALL’ANNO, MENTRE IN SPAGNA COSTA 290 EURO, 245 IN INGHILTERRA, 170 IN GERMANIA E 120-130 IN FRANCIA – IL TUTTO SENZA CONSIDERARE COSTI AGGIUNTIVI COME VISITE MEDICHE, SCARPINI, ACCESSORI E TRASPORTI, CHE POTREBBERO FAR INCREMENTARE ULTERIORMENTE IL CONTO – L’INCHIESTA DI “FANPAGE”…
Estratto dell’articolo di Vito Lamorte per www.fanpage.it
Il calcio italiano vive un paradosso profondo. Da anni ci si interroga sulle difficoltà strutturali del nostro movimento di avvicinare e formare i giovanissimi, imputando il calo di tesserati alla concorrenza dei videogame e dei social, alla sedentarietà o alla carenza di impianti adatti. Eppure, oltre a questi fattori, esiste un barriera economica ben precisa: la spesa diretta richiesta alle famiglie.
Quasi 500 euro l'anno per una scuola calcio. In Francia poco più di 100, in Germania circa 170, in Inghilterra 245 e in Spagna 290. La rilevazione di Fanpage.it su 30 società italiane mostra un calcio di base molto più costoso rispetto ai principali movimenti europei e il conto può salire ancora, tra kit obbligatori, visite mediche, scarpe, trasferte e tornei. […]
[…] Non è una stima teorica. È il risultato della rilevazione effettuata sui tariffari 2026/27 di 30 scuole calcio distribuite in 12 regioni, da Nord a Sud, prendendo come riferimento, quando necessario, un bambino della fascia Primi Calci-U9 e considerando il costo del primo anno. Nel calcolo sono state comprese iscrizione, quota annuale, tesseramento e il kit (quando obbligatorio e quantificabile).
Il risultato è un numero che racconta molto più di una semplice tariffa: 492,40 euro di media, con una mediana di 443,50 euro. Ma soprattutto racconta una forbice impressionante: nel campione si passa dai 140 euro della realtà più economica ai 955 euro della più costosa. […]
IL CONFRONTO EUROPEO
Non esiste una banca dati europea unica che raccolga in maniera omogenea il costo delle scuole calcio. […] in alcuni paesi il prezzo pubblicizzato comprende il materiale sportivo, in altri il kit viene acquistato separatamente; in alcuni casi la quota è una vera iscrizione annuale, in altri comprende attività, assicurazione e servizi ulteriori.
Per questo il confronto va letto come un confronto di ordini di grandezza, non come una classifica matematica perfettamente omogenea. Ma il quadro che emerge è netto. In Italia il costo annuo è di 492 euro, in Spagna circa 290 euro, in Inghilterra circa 245 euro, in Germania 170 € e in Francia circa 120-130 €. […]
Il dato francese è probabilmente quello più significativo. Il ‘Panorama sociétal du football français 2025', realizzato dalla Fédération Française de Football e dal Fondaction du Football, indica una quota annuale media di 118 euro per le categorie U10-U11. […]
Non significa che una famiglia francese spenda necessariamente 118 euro per tutto ciò che ruota attorno al calcio del proprio figlio ma vuol dire che la quota associativa media rilevata dalla federazione è quella. Ed è proprio questa differenza di struttura a rendere il confronto interessante.
Anche la Germania restituisce un'immagine molto diversa. Il riferimento nazionale utilizzato nella nostra analisi indica una mediana di circa 5 euro al mese per la membership nei club calcistici, dunque circa 60 euro l'anno. Ma questa cifra non rappresenta necessariamente il conto finale: in diversi club esistono quote aggiuntive per la sezione calcio.
Per questo, verificando anche tariffari contemporanei di singole società, il valore indicativo utilizzato nell'inchiesta sale a circa 170 euro l’anno. È un modello nel quale il calcio di base rimane fortemente ancorato alla dimensione associativa. E questo elemento conta: il costo per entrare nel sistema è generalmente molto più contenuto di quello che emerge dalla nostra rilevazione italiana.
In Spagna non è stato individuato un dato nazionale altrettanto solido e aggiornato. Il confronto è costruito su un campione di sei realtà 2026/2027, con prezzi compresi fra 140 e 525 euro e una media di circa 290 euro. In Inghilterra il campione di sei ‘grassroots club' restituisce una media di 210 sterline, circa 245 euro, con un intervallo approssimativo fra 140 e 380 euro. Anche qui, però, le modalità di inclusione del kit e degli altri costi cambiano da società a società. […]
MA PERCHÉ IN ITALIA SI PAGA COSÌ TANTO?
La prima risposta è che non esiste un unico calcio giovanile italiano. Ci sono società dilettantistiche, oratori, polisportive, Academy private, scuole calcio legate a club professionistici e centri sportivi con un'offerta molto più strutturata. Il prezzo, per questo motivo, può cambiare radicalmente anche senza che cambi la disciplina praticata.
Nel campione che Fanpage.it ha preso in esame […] La fascia più frequente per una normale società dilettantistica si colloca attorno ai 350-500 euro.
Partiamo da un assunto: è sbagliato immaginare che tutti i bambini italiani costino alle proprie famiglie 500 euro l’anno ma è altrettanto sbagliato considerare 500 euro un’eccezione. Si tratta del valore medio emerso dalla rilevazione.
I 500 EURO SONO SOLTANTO L’INIZIO: IL COSTO CHE NON SI VEDE, IL KIT OBBLIGATORIO
C'è poi una seconda questione, forse ancora più importante: il prezzo della scuola calcio non sempre coincide con il prezzo dell’iscrizione. Il motivo ha un nome molto semplice: kit. In alcune società è compreso nella quota. In altre è obbligatorio e viene aggiunto alla retta. E può cambiare sensibilmente il costo del primo anno.
[…]
La differenza, per una famiglia, è tutt'altro che marginale. E proprio il primo anno è spesso quello più costoso, perché il materiale deve essere acquistato integralmente. Negli anni successivi, quando il kit può essere riutilizzato, il conto può ridursi.
C'è poi tutto ciò che nella nostra media non è stato possibile quantificare in maniera uniforme. La visita medica, quando non compresa. Le scarpe. I parastinchi. Eventuali completi aggiuntivi. Le trasferte. I tornei. Le navette. Le attività supplementari. Sono costi che possono essere marginali oppure diventare una voce significativa del bilancio familiare.
Per questo 492 euro non significa che una famiglia italiana spenda 492 euro in totale per far giocare a calcio un bambino. Significa che questa è la media del costo documentabile del primo anno nelle 30 società analizzate, comprendendo gli extra obbligatori quantificabili. La cifra reale può quindi essere superiore.
[…] IL PARADOSSO ITALIANO E IL ‘VERO' PROBLEMA
Ed è qui che la questione economica diventa una questione sportiva. L'Italia discute da anni della necessità di riportare bambini e ragazzi al calcio, di ampliare la base, di rendere più accessibile la pratica, di contrastare l'abbandono precoce e di avvicinare nuove generazioni al pallone.
Ma il primo ingresso nel sistema ha un costo che, sulla base dei dati raccolti, appare significativamente superiore a quello rilevato nei principali movimenti europei. La nostra rilevazione restituisce circa 492 euro in Italia, contro circa 290 in Spagna, 245 in Inghilterra, 170 in Germania e 120-130 in Francia.
[…] Il punto, allora, non è sostenere che 500 euro siano una cifra insostenibile in assoluto. Il calcio giovanile italiano non è necessariamente uno sport “per ricchi”. Esistono ancora società che chiedono 150, 200 o 300 euro l'anno. Nel nostro campione, dieci realtà su trenta sono sotto i 400 euro. Il problema è un altro: quanto costa entrare nel sistema medio e quanto può diventare difficile farlo per una famiglia che ha più figli, vive in una grande città o deve sostenere anche tutte le spese collaterali?
Se il calcio vuole continuare a essere lo sport popolare per eccellenza, la questione dell'accessibilità economica non può essere separata da quella della partecipazione: il primo ostacolo non arriva quando un bambino deve scegliere se diventare professionista ma parte da molto prima. Arriva quando un genitore guarda il listino della scuola calcio e deve decidere se quei soldi possono entrare nel bilancio familiare. […]
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