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LA NOTTE MAGICA DI CRISTIANO RONALDO - SE IL REAL E’ PER IL SESTO ANNO DI FILA IN SEMIFINALE DI CHAMPIONS LO DEVE A CR7 CHE CON 3 GOL ROTTAMA IL WOLFSBURG, LA SQUADRA DELLA VOLKSWAGEN - ZIDANE COME HULK: SI STRAPPA I PANTALONI - VIDEO

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I TRE GOL DI RONALDO

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Angelo Carotenuto per “la Repubblica”

 

Un minuto e mezzo per fare due gol e rasserenare il Bernabéu, un’altra ora per trovare il terzo e mandarlo al delirio. Abbiamo sentito fino alla noia questa parola spagnola, la remontada, che quando davvero si manifesta sotto gli occhi quasi non ci accorgiamo che davvero si è trattato di un’impresa.

 

Se stamattina l’Europa s’è svegliata con il Real Madrid ancora in corsa, e per il sesto anno di fila in semifinale, quasi tutto deve a Cristiano Ronaldo, la più luccicante tra le figurine da collezione di Florentino Pérez, da tempo impegnate a diventare squadra. Faccia Ronaldo, allora.

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Con una tripletta che smentisce i calcoli maligni sui gol decisivi e pesanti che gli capita di segnare, non tantissimi, non frequenti. Uno di piede, uno di testa, uno su punizione. Collezione Champions. È servita la notte perfetta di un campione speciale per ribaltare lo 0-2 dell’andata.

 

Nonostante la mistica del miedo escenico, dei 90’ che al Bernabéu non passano mai e del campo ridisegnato con le linee laterali più larghe per far stremare i polmoni agli avversari, erano 14 anni che Madrid non ribaltava un risultato negativo. C’era ancora Zidane in campo (2002, col Bayern), mentre nella sera in cui contro il Wolfsburg doveva salvare la panchina e il suo futuro, Zizou ha aspettato che qualcuno la salvasse al posto suo.

CRISTIANO RONALDO 2CRISTIANO RONALDO 2

 

Fra i primi due gol di Ronaldo e il terzo è passata un’ora in cui il francese se n’è rimasto infagottato dentro la sua giacca scura più stretta di mezza taglia, a guardarsi intorno, a far passare i minuti, scordandosi James Rodrìguez seduto al suo fianco e lasciando in campo un Bale che non ha inciso mai. Eppure sulle fasce il Wolfsburg aveva Vieirinha e Ricardo Rodrìguez in evidente stato confusionale. Più di invertire ogni tanto Ronaldo con Benzema, Zidane non ha fatto.

BERNABEU CAMPO ALLARGATOBERNABEU CAMPO ALLARGATO

 

L’uomo che ha avuto diciassette telecamere puntate addosso durante una partita per un documentario in cui si mostravano solo le sue emozioni, quello dei quattordici cartellini rossi, l’ultimo - il più famoso di tutti - per un colpo al petto di un italiano che lo provocava - ieri è tornato a casa con un piccolo segnale.

 

Lassù qualcuno lo ama. Altrimenti i tedeschi non avrebbero perso il loro gioiello, Draxler, dopo mezz’ora. Oppure il calcio di punizione del 3-0 a 13’ dalla fine non sarebbe passato fra il costato di Naldo e la pancia di Guilavogui, che saltavano in barriera. Dopo aver ballato nell’assalto finale, i tedeschi erano riusciti a riportare il ritmo su cadenze basse, spostando Schürrle da trequartista. Ma hanno costruito poco.

ZIDANE ZIDANE

 

Sarebbe un errore considerare il Wolfsburg una banda di squattrinati capitata qui per caso. Ha alle spalle gli investimenti della Volkswagen e l’economia di un Paese che garantisce introiti commerciali di rilievo, al punto che i diritti tv sono una goccia da 35 milioni di euro, come il Torino e l’Udinese in Italia. Per questo la rimonta del Real non è banale, non era scontata. Zidane è ancora vivo.

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