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CHI HA PAURA DI “MALAGOL”? IL GOVERNO! L’EX PRESIDENTE DEL CONI, GIOVANNI MALAGO', CHE PUÒ CONTARE SULL'APPOGGIO DI SERIE A, CALCIATORI E ALLENATORI, È IN NETTO VANTAGGIO SU ABETE NELLA CORSA ALLA PRESIDENZA FIGC. LE MANOVRE DI ABODI E GIORGETTI, GRANDI NEMICI DI “MEGALO’”, CHE NON RINUNCIANO ALL’IDEA DI COMMISSARIARE LA FIGC, SPALLEGGIATI ANCHE DA LOTITO – SULLA “POLPETTA AVVELENATA” CIRCOLATA SUI GIORNALI, SULLA SUA PRESUNTA INELEGGIBILITA’ ALLA FEDERCALCIO, MALAGO’ MINIMIZZA: “NELLA VITA NON C'E' NIENTE DI PEGGIO CHE DARE RISPOSTA A SITUAZIONI CHE NON VALE LA PENA COMMENTARE" - NON È ESCLUSO CHE ABETE POSSA FARE UN PASSO INDIETRO - L’ANALISI DI IVAN ZAZZARONI - VIDEO

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Elisabetta Esposito per gazzetta.it - Estratti

 

giovanni malagò

Nulla è ancora formalizzato, ma il quadro della corsa alla presidenza federale è già piuttosto chiaro. Nonostante una serie di attacchi più o meno espliciti, conditi da una buona dose di illazioni, nei confronti di uno dei due, i candidati saranno Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Ma non è escluso che da qui al 22 giugno, giorno delle elezioni della nuova guida Figc, qualcosa possa cambiare.

 

A lasciar intuire una possibile svolta dell'ultimo minuto è proprio il presidente della Lega Dilettanti che ieri, esattamente come il suo "rivale", ha incontrato in Figc i rappresentanti dei venti club di Serie B. Al termine dell’incontro ("Una chiacchierata importante sui significativi problemi del calcio"), Abete parlando di scenari futuri ha detto: "Io vado tranquillamente avanti, perché la presentazione di una candidatura facilita il percorso di aggiornamento e approfondimento delle tematiche del calcio italiano fino alle elezioni.

 

MALAGO ABETE

Quando non c'è una competizione ci si ferma un po', ci si limita a dire "vediamo che cosa farà il presidente". Qui il problema non è la qualità della persona che si candida, ma la capacità di trovare insieme le modalità e delle sintesi ai problemi esistenti".

 

Abete è un dirigente di accertata esperienza e di certo sa dare un peso a ogni parola. Così come sa bene che Malagò ha già in tasca l'appoggio di Serie A (17,1% togliendo Lotito), calciatori (20%) e allenatori (10%), oltre a quello di alcuni comitati regionali proprio dei Dilettanti (di sicuro quello della Lombardia che ha il 3,7%): un consenso che già adesso consentirebbe all'ex presidente del Coni di vincere. Quando afferma che "se non c'è competizione ci si ferma un po'", in pratica sta dicendo che lui porterà avanti la propria candidatura per incentivare un confronto costruttivo sui problemi del calcio, che con Malagò unico pretendente al trono federale rischierebbe di rallentare.

 

giovanni malago (2)

Non è escluso quindi che subito prima del voto o magari persino all'inizio della stessa Assemblea elettiva, Abete possa fare un passo indietro, nel nome di quella compattezza del calcio italiano che tutti ritengono sia la chiave per ripartire davvero.

 

Del resto anche Malagò, sempre dopo l'incontro con la Serie B, ha parlato di Abete in modo molto sereno: "Ho sentito Giancarlo lunedì per vederci il prima possibile. I nostri rapporti, nonostante abbia letto delle ricostruzioni del tutto fantasiose, sono ottimi".

 

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CHI HA PAURA DI MALAGOL? LE STRANE MANOVRE INTORNO AL CALCIO 

Ivan Zazzaroni per corrieredellosport.it

 

Una cosa deve far riflettere: da quando l’intera Serie A ha avanzato compatta - venti meno uno - la candidatura alla presidenza federale di Malagò i calciatori hanno ricominciato ad andare a escort, alcuni arbitri segati si sono messi a denunciare le presunte malefatte di Rocchi, che avrebbe favorito l’Inter per diventare presidente dell’Aia, ruolo al quale era stato peraltro designato, i soci Agi si sono scoperti cronisti d’assalto, due personaggi facilmente riconoscibili hanno cercato di capire dall’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, se esistessero i presupposti per l’ineleggibilità dell’ex numero 1 del Coni, l’Arsenal è tornato in finale di Champions dopo vent’anni, Abete si è candidato con i Riformisti, il festival di Sanremo ha richiamato i Jalisse e Adani ne ha detta una giusta.

 

giovanni malago

Dimenticavo: Giancarlo Giorgetti, tifoso del Southampton e ministro del Mef con mille e uno problemi da risolvere, è stato continuamente tirato in ballo poiché considerato il nemico dichiarato di Malagol.

 

Giovanni presidente fa paura a qualcuno, agli stessi che chiedono a gran voce il commissariamento della Figc sostenendo che il nostro calcio non sia in grado di risolvere da solo, o con quelli che ha, i propri problemi. Servirebbe Tarzan.

 

Da qui in avanti mi aspetto che si scopra che Malagò non ha 67 anni ma 77, avendo taroccato i dati anagrafici; che le Ferrari non le venda ma le ricicli; che non sia romanista ma juventino della prima ora. L’importante, nella fase pre-elettorale, è fare casino, piazzare ad agenzie e giornali tante polpette avvelenate per dimostrare che questo calcio fa schifo ed è da rifare. Come se non ce ne fossimo accorti e avessimo bisogno di conferme. Aspettando ansiosamente Tarzan, ci accontentiamo di tante Chita.

 

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