
LA MOSSA DEI DAZI DI TRUMP: UN BOOMERANG CHE L’HA SBATTUTO CON IL CULONE PER TERRA – DIETRO LA LEVA…
Stefano Scacchi per "la Repubblica"
Non è il momento ideale per iniziare a scrutare le stelle. «A me non piace parlare del futuro e scommettere. Mai giocato al totocalcio in vita mia», racconta Adriano Galliani mentre inizia a cadere una pioggerella leggera su Milanello, nel giorno in cui i calciatori ritirano come ogni anno le nuove auto dello sponsor tedesco.
Gocce che arrivano con due ore di anticipo e costringono a velocizzare il cerimoniale, come se il grigiore del cielo volesse contribuire a rannuvolare questa convulso passaggio della storia milanista. Sarebbero tanti i pronostici da fare: la rimonta della squadra, la reazione del gruppo, la panchina di Allegri sono tutte variabili da definire, a partire dalla sfida di domani pomeriggio a Verona col Chievo.
Ma per la prima volta, dopo le critiche di Barbara Berlusconi all'attuale gestione del club, i dubbi riguardano anche Galliani. «Non commento le vicende societarie, qualsiasi domanda non avrà risposta », dice l'ad rossonero che poi sbotta di fronte all'ennesima richiesta: «Adesso basta».
Potrebbero presto aggiungersi qualche elemento in più ad arricchire il copione. Ieri pomeriggio hanno preso quota le probabilità di un imminente incontro tra Galliani e Silvio Berlusconi che inizialmente non sembrava in programma. Ma verso sera si è
saputo che l'ex premier avrebbe raggiunto Arcore oggi. E quindi diventa possibile un faccia a faccia che però sarà confermato solo in mattinata.
Sarebbe il primo intervento diretto del Cavaliere dopo l'uscita della figlia Barbara. Il proprietario del Milan tenterà di gestire il dissidio evitando rotture brusche, un metodo del quale si è sempre vantato. Per questo motivo sembra difficile immaginare una separazione a stagione in corso.
Per rispetto nei confronti di Galliani, per non piombare il Milan nel caos e perché i papabili nuovi dirigenti hanno incarichi solidi. Fenucci è manager della Roma capolista, Uva direttore generale di Coni Servizi, Albertini vice-presidente della Figc. Lo stesso discorso vale per chi potrebbe guidare l'area tecnica (Pradè, Sabatini). E anche per chi non ha legami calcistici (Maldini) non sarebbe l'ideale subentrare in un frangente così delicato. Ma a giugno sarebbe diverso: a tutti farebbe gola risollevare il Milan alle prese con l'annata più deludente degli ultimi anni.
Al momento l'esito più probabile è una svolta netta sul finire della prossima primavera. Scenari che spingono anche Galliani a una battuta: «Chi può dirlo?», scherza con un cronista francese che gli chiede di un possibile passaggio al Paris Saint Germain. Così anche un allenatore sulla graticola rimpicciolisce sullo sfondo. «Nessun ultimatum, l'intenzione è andare avanti con Allegri fino al termine della stagione - spiega Galliani - certo se si perde 22-0... Ogni tecnico è sottoposto alla dura legge dei risultati».
Al risultato del campo pensano i calciatori che cercano di estraniarsi dalle turbolenze societarie. Mancherà Balotelli, squalificato e febbricitante, ieri in prima fila nella foto con le nuove macchine, insieme a Kakà , Montolivo, Allegri e Abbiati. Il grande talento irrequieto, la bandiera, il capitano, l'allenatore e il portiere più presente di sempre. Ma chissà come sarà l'album di famiglia tra qualche mese.
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