dejan savicevic

“DA PICCOLO ERO UN GIOVANE BANDITO. SENZA CALCIO SAREI STATO UN TAGLIAGOLE” – DEJAN SAVICEVIC, EX FANTASISTA MONTENEGRINO DEL MILAN, SI RACCONTA: "IL SOPRANNOME “GENIO”? E' ESAGERATO. ERO SOLO UN OTTIMO GIOCATORE" – IL GOL AL BARCELLONA NELLA FINALE DI COPPA CAMPIONI DEL 1994? IL PIÙ BELLO DELLA MIA VITA. IL PRESIDENTE BERLUSCONI LA SERA PRIMA DELLA FINALE MI DISSE: 'DEJAN, SE SEI UN GENIO DIMOSTRALO'. MI È ANDATA BENE…” – VIDEO

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Estratti dell’articolo di Germano Bovolenta per gazzetta.it

DEJAN SAVICEVIC

"Abitavamo in una casa dietro la stazione. Mio fratello Goran voleva diventare macchinista. Poi ha fatto l’agente immobiliare. Io scappavo fra i binari e andavo a giocare in un campo pieno di pietre. Ho imparato lì a palleggiare. Ero un giovane bandito, avevo un futuro da tagliagole. Per fortuna sono diventato un giocatore, a 13 anni nell’Ofk Titograd".

 

Nel Milan è diventato il Genio.

"Ma no, non ero un genio, ero solo un ottimo giocatore. Siete stati voi della Gazzetta a chiamarmi così. Forse perché facevo cose che gli altri non potevano fare, forse perché avevo più fantasia".

 

Però le piace essere chiamato Genio. No?

"Sì sì, è simpatico, allegro e fa un po’ ridere. I miei amici e i miei compagni quando vogliono prendermi in giro mi chiamano Genio. In Italia tutti, ma è esagerato".

 

Esagerato come il gol a Barcellona nel 1994?

"Il più bello della mia vita. Il presidente Berlusconi la sera prima della finale mi disse: 'Dejan, se sei un genio dimostralo'. Mi è andata bene (ride). È stato tutto bello, l’inizio e la fine...".

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