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ECCO COSA SUCCEDE QUANDO SALTIAMO TRE MONDIALI DI FILA: ALLE NUOVE GENERAZIONI NON FREGA UN CAZZO DELLA NAZIONALE! - SECONDO UN SONDAGGIO BY GHISLERI, NELLA FASCIA TRA I 18 E I 24 ANNI, IL 45,9% SI DICHIARA TOTALMENTE INDIFFERENTE AGLI AZZURRI: “NEL CALCIO, COME NELLA VITA, SI PUÒ ANCHE ACCETTARE UNA SCONFITTA. QUELLO CHE PREOCCUPA DAVVERO È L'INDIFFERENZA, PERCHÉ UNA SQUADRA PUÒ TORNARE A VINCERE, UNA GENERAZIONE DI TALENTI PUÒ NASCERE, PIÙ DIFFICILE È RECUPERARE LA PASSIONE DI CHI HA SMESSO DI EMOZIONARSI...” -IL 33% DEGLI ITALIANI RITIENE CHE LA NAZIONALE SIA ALLO SBANDO PERCHE' IN SERIE A CI SONO TROPPI CALCIATORI STRANIERI...
Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per "la Stampa"
Il 37,1% degli italiani ritiene che l'esclusione della Nazionale italiana dai Mondiali sarebbe semplicemente meritata, perché la squadra, secondo molti, non si è dimostrata all'altezza della situazione.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda però i più giovani. Infatti, nella fascia tra i 18 e i 24 anni, il 45,9% si dichiara totalmente indifferente alla sorte della Nazionale. Un numero che apre una domanda più ampia: davvero il calcio non esercita più il fascino di una volta? […] Secondo il 40,7% degli italiani, l'allontanamento dalla Nazionale riflette in realtà qualcosa di più profondo coincidente con il momento delicato e complesso che sta attraversando il Paese.
Un sentimento condiviso in misura ancora maggiore proprio dai più giovani. Come se la crisi di entusiasmo per il calcio fosse anche il sintomo di una più generale crisi di fiducia verso i grandi simboli collettivi. […]
Quando uno sport smette di essere un racconto collettivo e diventa soltanto uno dei tanti contenuti disponibili, continua a esistere, ma perde la capacità di far sognare un Paese intero. Con l'aumentare dell'età cresce invece l'attaccamento alla maglia azzurra e, di conseguenza, la delusione per i risultati.
Chi ha vissuto le notti magiche del 1982, il rigore di Fabio Grosso nel 2006 o persino il trionfo agli Europei del 2021 fatica ad accettare che l'Italia possa trasformarsi da protagonista a comparsa del calcio internazionale. È anche una questione generazionale: chi ha conosciuto un calcio capace di scandire il tempo del Paese vive ogni sconfitta come una ferita identitaria.
FABIO GROSSO - RIGORE FINALE MONDIALI 2006
I più giovani, invece, sembrano guardare alla Nazionale con maggiore distacco. […] Il vero problema, allora, non è soltanto vincere o perdere, ma riuscire a trasmettere alle nuove generazioni quel senso di appartenenza che per anni ha reso il calcio molto più di un semplice gioco.
Sul fronte delle responsabilità rispetto alla assenza della nostra Nazionale di calcio ai mondiali 2026, gli italiani sembrano avere le idee piuttosto chiare. Il 33% ritiene che in Serie A ci siano troppi calciatori stranieri, mentre il 23,3% denuncia la difficoltà nel far emergere nuovi talenti italiani. Seguono le responsabilità della governance della Figc (16,1%) e quelle legate alle scelte tecniche e tattiche (9,2%).
Forse il problema, però, è ancora più ampio. Per molti tifosi il calcio ha smesso di essere un gioco per diventare soprattutto un'industria. Le partite distribuite in ogni giorno della settimana, i calendari sempre più congestionati, i tornei che si moltiplicano e i diritti televisivi che dettano legge hanno progressivamente eroso quel senso di appuntamento collettivo che per decenni ha accompagnato gli italiani. […]
Il calcio c'è ancora, forse più di prima, ma è diventato un prodotto da consumare individualmente, non più un rito condiviso. Quanto al futuro della Nazionale per offrire un nuovo sprint, il nome più invocato dagli italiani è quello di Antonio Conte (21,9%), seguito da Roberto Mancini (12,7%) e da Silvio Baldini (10,7%).
[…] Nel calcio, come nella vita, si può anche accettare una sconfitta. Quello che preoccupa davvero è l'indifferenza, perché una squadra può tornare a vincere, una generazione di talenti può nascere, un commissario tecnico può cambiare il destino di una Nazionale. Più difficile è recuperare la passione di chi ha smesso di emozionarsi... E forse la sfida più importante del calcio italiano oggi non è qualificarsi al prossimo Mondiale, ma convincere le nuove generazioni che valga ancora la pena aspettarlo.
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