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UN VALVERDE DA ANNI D’ORO DEL GRANDE REAL SCHIANTA IL CITY CON UNA TRIPLETTA – NEGLI OTTAVI DI CHAMPIONS GUARDIOLA VIENE ASFALTATO AL BERNABEU DAL REAL MADRID (SENZA MBAPPE’ BELLINGHAM E RODRYGO) - DONNARUMMA PRIMA SBAGLIA E POI PARA UN RIGORE A VINICIUS– PARTITA A SENSO UNICO IN CUI HA GIGANTEGGIATO IL CENTROCAMPISTA URUGUAGIO FEDERICO VALVERDE (CHE XABI ALONSO FACEVA GIOCATORE TERZINO E CHE ARBELOA HA RESTITUITO AL SUO RUOLO!), UNA DELLE COLONNE DEI "BLANCOS" DI ANCELOTTI. PER IL RITORNO IL CITY HA ANCORA UNA SPERANZIELLA... - VIDEO
Filippo Maria Ricci per gazzetta.it - Estratti
Tutti aspettavano il Manchester City, ma Federico Valverde, centrocampista charrua con la fascia di capitano sul braccio, aveva altre idee. Senza Mbappé, Bellingham e Rodrygo (e altri 4, gli infortunati di Arbeloa erano 7) Valverde ha segnato tre volte nel primo tempo e il Madrid ha battuto 3-0 il Manchester City di un Guardiola inebetito.
Nella gloriosa storia europea del Madrid solo una volta un centrocampista aveva fatto 3 gol in Champions, il glorioso Pirri nel 1968. In questa Champions Valverde non aveva ancora segnato perché la maggior parte l’aveva spesa a fare il 2, quando sa essere un 9, o un 11.
Al Bernabeu adorano la sua dedizione alla causa e il suo attaccamento alla maglia, da stasera hanno nuovi motivi per idolatrarlo. Fede, il ‘passerotto’ fattosi ‘falco’ con Ancelotti che era arrivato a scommettere con lui che se non avesse fatto 10 gol in una stagione avrebbe restituito il tesserino da allenatore, ieri ha risollevato il morale dell’intero madridismo.
Che si è presentato a questi ottavi contro il City di Guardiola con le penne basse e la convinzione di trovarsi di fronte a una montagna troppo alta persino per l’incrollabile ottimismo europeo che caratterizza i fedeli della Casa Blanca. Il City non perdeva da 11 partite, con 9 vittorie. Lotta per 4 trofei. Ha un attacco supersonico. E un allenatore abituato a far male al Madrid e a far piangere il Bernabeu. E invece è andata in scena un’altra storia.
Il City ha iniziato schiacciando il rivale, ma al 20’ Courtois ha confezionato il suo secondo assist di questa Champions dopo quello per Mbappé col Kayrat: lancio per Valverde in alto a destra, O’Reilly a vuoto, Donnarumma confuso, aggirato e trafitto. Altri 7’ minuti e Valverde si è fatto trovare dall’altra parte del campo su un passaggio di Vinicius sporcato da Ruben Dias: controllo di destro e diagonale di sinistro con Gigio di nuovo sorpreso. Al 42’ il capolavoro: su un lancio di Brahim Diaz l’uruguaiano balla con Guehi, un tocco per saltarlo, un altro, sempre al volo, per battere ancora il gigante italiano. In tribuna si pensa a Benzema, a Bergkamp, a Van Basten. Classe, leggerezza, creatività.
Il City aveva vinto qui al Bernabeu il 10 dicembre scorso contro il Madrid di Xabi Alonso, ma ieri è sparito. Liquefatto da una squadra che aveva 7 infortunati e un mare di dubbi. E che nella ripresa ha fallito il colpo del ko quando Donnarumma stendendo Vinicius ha costretto Mariani a indicare il dischetto. Il brasiliano ha fatto un saltino, l’italiano gli ha parato un brutto rigore. Il Bernabeu ha tirato il fiato, ma non c’era motivo.
Il City di Guardiola non ha combinato nulla, Haaland è stato sostituito tra i fischi, Courtois ha dovuto fare una sola parata su O’Reilly per un errore del 2007 Thiago Pitarch, per il resto impeccabile. Il Real Madrid del gregario Valverde sa fare a meno dei suoi Galacticos e martedì a Manchester per eliminarlo Pep dovrà fare un miracolo.
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