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MASSIMO MATTIOLI PER ARTRIBUNE
È uno studioso di livello internazionale di arte italiana fra il Rinascimento e il XVIII secolo, anche se il suo nome è probabilmente meno familiare di altri. Eppure è con la perdita di personaggi come lui che il sistema nostrano dell’arte continua a indebolirsi, lentamente ma inesorabilmente.
Davide Gasparotto, direttore della Galleria Estense di Modena, è stato infatti nominato come nuovo Senior Curator of Paintings del J. Paul Getty Museum di Los Angeles: una notizia che se da una parte ci inorgoglisce per un nuovo successo internazionale di un esperto italiano, dall’altra conferma l’assoluta assenza di appeal e di prospettive offerti da istituzioni che dovrebbero rappresentare il fiore all’occhiello di un Paese che ha nelle arti uno dei propri maggiori patrimoni.
“Porterà nuove prospettive e grande vitalità al reparto, arricchendo la già prestigiosa storia del Getty a livello di acquisizioni, mostre, ricerca scientifica e pubblicazioni in questo campo”, ha dichiarato soddisfatto il direttore Timothy Potts.
Nato a Bassano del Grappa, Gasparotto ha studiato Storia dell’Arte e Archeologia Classica all’Università e poi alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Impegnato per dodici anni come curatore e storico dell’arte alla Galleria Nazionale di Parma, ha accumulato successi internazionali come Paul Mellon Visiting Senior Fellow presso il Center for Advanced Study della National Gallery di Washington, nel 2007, e come Andrew W. Mellon Fellow presso il Metropolitan Museum of Art fra il 2011 e il 2012.
Ha curato diverse importanti mostre, tra cui Bonacolsi l’Antico (con Filippo Trevisani) al Palazzo Ducale di Mantova e Pietro Bembo e l’Invenzione del Rinascimento (con Guido Beltramini e Adolfo Tura) al Palazzo del Monte di Pietà a Padova (2013).
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