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Marco Lombardo per “il Giornale”
Uomini che odiano le donne, o quantomeno che snobbano le tenniste. Potrebbe essere la prossima puntata di un noto film, perché a Wimbledon è arrivata l'onda lunga della guerra tra sessi. La palla, anzi la pallina, l'ha lanciata Caroline Wozniacki, sconfitta lunedì negli ottavi sul campo numero 2: «Possibile che sul Centrale e sul Campo 1 si siano disputati solo due partite degli ottavi femminili?
Perché noi donne siamo state messe sui campi periferici?». Subito dopo si è messa in fila Vika Azarenka («Diamo fastidio perché urliamo? Ma Nadal l'avete mai sentito?») e infine è arrivata come un treno Sua Maestà Serena Williams: «Caroline ha ragione, è una cosa sulla quale dobbiamo lavorare».
Gli organizzatori del regale torneo a questo punto hanno dovuto smentire via comunicato di avere preferenze, ma visto che l'altra sorellona Williams, ovvero Venus, è stata colei che ha ottenuto che i montepremi londinesi fossero equiparati, ecco che la cosa si fa seria.
Discriminazione, insomma, perché come tempo fa disse Gilles Simon – ieri battuto da Federer nei quarti – «francamente il tennis maschile è un'altra cosa. E non capisco neppure perché le donne debbano guadagnare quanto noi: stanno in campo meno e sono meno divertenti». Appunto: tennisti che magari non odiano le tenniste, ma non è che le sopportano troppo.
Il caso è aperto: in Spagna Gala Leòn, nominata capitano di coppa Davis dopo l'addio di Carlos Moya, è stata impallinata alla fine di una lunga battaglia maschilista senza aver mai avuto la possibilità di sedersi sulla panchina iberica. Il primo a parlare è stato zio Toni, ovvero Toni Nadal, che ha aperto il fuoco: «In coppa Davis si sta tanto in spogliatoio e lo spogliatoio maschile non è roba per donne».
Il nipote Rafa poi ha messo giù una lettera sulla quale si sono contate altre 43 firme, tutte di uomini ovviamente. E alla fine il risultato è stato che presidente (che l'ha scelta) e capitana sono finiti ko per manifesta misoginia. Diciamolo però: tutto ciò non capita solo in Spagna.
Per esempio, parlando di noi: quante maestri donne potete contare nei nostri circoli tennistici? E poi: si cita spesso la bellezza di Camila Giorgi o la grazia di Flavia Pennetta, ma di Francesca Schiavone - che risultati alla mano è la nostra più grande tennista di sempre - se ne sono un po' perse le tracce. Visto lo scarso appeal sull'immaginario di un tennis spesso malato di voyerismo..
Diciamolo: l'avesse vinto un Francesco il Roland Garros, ci sarebbe già il monumento al Foro Italico, là dove Nicola Pietrangeli ha un campo dedicato. In definitiva: se Amelie Mauresmo allena Andy Murray, tutti – gli uomini s'intende - a chiedersi il perché. Mai che accada il contrario.
E se alla fine Conchita Martinez viene nominata capitano di coppa Davis al posto della Leòn, tutti a pensare che si voglia solo dimostrare che nel tennis non sia vero che gli uomini odino le donne. Fino a quando, naturalmente, non giocano sul Campo Centrale di Wimbledon.
AZARENKA TWERKING
AZARENKA TWERKING
amelie mauresmo
amelie mauresmo con la fidanzata
serena williams
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