• Dagospia

    SULLE BANCHE ALLA FINE VINCE MARINA BERLUSCONI – L’EMENDAMENTO DEL GOVERNO ALLA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI RIDUCE DI UN TERZO L'INCASSO STIMATO DAL GOVERNO, CHE ORA SI DOVRÀ ACCONTENTARE DI ENTRATE PER 1,5-2 MILIARDI – LE MODIFICHE FAVORISCONO GLI ISTITUTI CHE GESTISCONO IL RISPARMIO, COME MEDIOLANUM, IL GIOIELLINO DELLA FININVEST, CHE VEDE RIDURSI DEL 64% L’“OBOLO” DA VERSARE – SODDISFATTA FORZA ITALIA, CHE HA RITIRATO I SUOI EMENDAMENTI…


     
    Guarda la fotogallery

    Estratto dell'articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”

     

    GIORGIA MELONI - TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE BANCHE - VIGNETTA DI GIANNELLI GIORGIA MELONI - TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE BANCHE - VIGNETTA DI GIANNELLI

    L’emendamento della tassa sugli extraprofitti bancari mitiga fino a un terzo l’incasso stimato dal governo, che aveva messo in campo Giorgia Meloni a metà agosto per drenare i «margini ingiusti» degli istituti dopo tanti rialzi di tassi Bce. Ma il lavoro estivo della lobby, di sponda con l’ala più liberale della maggioranza (Forza Italia), ha colto nel segno. Ne era indizio il fatto che il partito fondato da Silvio Berlusconi, i cui i eredi hanno quote rotonde Ain Banca Mediolanum, ha ritirato i suoi emendamenti.

     

    E lo prova una mezza dozzina di commenti degli operatori, che ieri hanno benedetto la norma rivista, propiziando acquisti sul settore. In un listino cedente, con l’Euro Stoxx bancario sotto dello 0,60%, Banco Bpm è salita del 2%, Mps +0,87%, Fineco +0,73%, Mediobanca +0,45%, Banca Mediolanum +0,17%.

     

    Se le banche ridono vuol dire che il governo incasserà meno: il coro degli operatori stima dal 15% al 33% di minori introiti, tra 1,5 e 2 miliardi in tutto. Benché nessuna stima sia stata formalizzata, il Tesoro e Palazzo Chigi erano partiti alti, oltre i 3 miliardi, sperando di planare a 2,5.

     

    IMPATTO STIMATO SULLE BANCHE DELLA TASSA SUGLI EXTRA PROFITTI - LA PREPUBBLICA IMPATTO STIMATO SULLE BANCHE DELLA TASSA SUGLI EXTRA PROFITTI - LA PREPUBBLICA

    La principale novità degli emendamenti, aggiunti dal governo al decreto Asset da rendere legge per l’8 ottobre, è il nuovo calcolo del tetto massimo, prima posto allo 0,1% degli attivi 2022, mentre ora sarà lo 0,26% degli “attivi ponderati di rischio”. La ponderazione è la quota di capitale allocato a fronte delle varie attività, in percentuale maggiore per impieghi come credito e partecipazioni, mentre è zero sui titoli di Stato. Così il governo non si fa male da solo, visto che le banche patrie hanno 400 miliardi in Btp.

     

    La seconda novità è l’opzione di non pagare la tassa se si destina due volte e mezzo il suo importo teorico a riserva di capitale: ma la banca che in futuro volesse redistribuire quella riserva ai soci pagherebbe imposta più interessi. L’opzione potrebbe attrarre, stimano gli operatori, le banche con poco capitale, o quelle che non daranno dividendi nel 2023.

     

    IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI

    […] Deutsche Bank […] stima per le 12 banche quotate 1,67 miliardi di tassa, se tutte intendessero pagarla anziché capitalizzare gli utili; ed è il 33% meno delle stime iniziali dell’ufficio studi tedesco. Deutsche Bank specifica che la somma riguarda solo l’universo quotato (il 75% del mercato), e altri 3-400 milioni potrebbero arrivare dalle banche minori, non quotate e che, anche avendo patrimoni meno solidi, sarebbero più tentate di accantonare gli utili. […]

     

    I più favoriti dalla revisione della tassa (hanno abbastanza titoli di Stato ma non erogano credito), sono i gestori del risparmio, che vedono ridursi del 58% l’esborso stimato. Banca Mediolanum, di cui Fininvest è secondo socio col 30,12%%, vedrebbe calare l’obolo a 30 milioni, il 64% in meno stima Deutsche Bank, il 79% in meno per Ubs.

    marina berlusconi 1 marina berlusconi 1 meloni tajani meloni tajani

    Guarda la fotogallery


    ultimi Dagoreport