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    AVVISO AI NAVIGATI: CON LA GUIDA DI FABRICE LEGGERI, “FRONTEX” HA CAMBIATO PELLE - I DOSSIER E LE OPERAZIONI DI INTELLIGENCE SU ONG E MIGRANTI HANNO TRASFORMATO L’AGENZIA DA SEMPLICE STRUMENTO DI COORDINAMENTO A GESTORE DEI FLUSSI - ECCO QUAL E’ L’OBIETTIVO DI LEGGERI


     
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    FABRICE LEGGERI FABRICE LEGGERI

    Fabio Tonacci per “la Repubblica”

     

    A che gioco sta giocando Fabrice Leggeri, il direttore esecutivo di Frontex? E quale battaglia si sta segretamente consumando a Varsavia, nelle stanze dell' Agenzia europea?

    Fabrice Leggeri è un muto che parla parecchio. L' ultima sua intervista risale al febbraio scorso, quando dalle pagine di Die Welt sosteneva che le ong al largo della Libia fossero «un incentivo indiretto per scafisti» e che non collaborassero a sufficienza con Frontex. Affondo subito stemperato dall'ufficio stampa dell'agenzia.

     

    FABRICE LEGGERI FABRICE LEGGERI

    Lo stesso canovaccio, però, si è ripetuto in questi giorni: Leggeri che alla Commissione Difesa del Senato riferisce «di telefoni cellulari consegnati ai migranti dagli scafisti con dentro i numeri delle ong» e di «uomini libici in uniforme che infieriscono sui migranti e sono in contatto con ong», la portavoce di Frontex Izabella Cooper che poi rettifica dicendo che in realtà «non le ha mai accusato di collusione».

     

    Un cortocircuito comunicativo che esplode, una volta ancora, con l' ultimo report confidenziale prodotto tra marzo e aprile dalla Risk Analysis Unit di Frontex e pubblicato ieri su alcuni quotidiani italiani, nel quale si legge che «sono i trafficanti che operano in Libia e la guardia costiera nell' area di Sabrata e di Az Zawiya a contattare direttametne le navi ong».

     

    FRONTEX FRONTEX

    Non solo. In nove casi su dieci «le ong individuano i barconi direttamente, senza la Guardia costiera». Nonostante l' acqua che inutilmente Izabella Cooper getta sul fuoco, dunque, Frontex sta lanciando accuse. Precise e circostanziate. Oltrepassando quello che era il suo ruolo originario di agenzia tecnica per indossare, di fatto, una veste politica.

     

    Con obiettivi altrettanto precisi: passare dal semplice coordinamento alla gestione dei controlli delle frontiere, riducendo i flussi in arrivo dall' Africa e dal Medio Oriente. Esattamente gli stessi obiettivi cui puntano i quattro paesi del Patto di Visegràd - Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca - assai più ostili all' accoglienza dei migranti economici rispetto a Francia e Germania. Sarebbero loro adesso il blocco dominante, che riesce a condizionare gli indirizzi dell' agenzia ad esempio esercitando il potere di veto in sede di approvazione del bilancio.

     

    FABRICE LEGGERI FABRICE LEGGERI

    Interprete della svolta, o meglio, del doppio gioco, è lui, Fabrice Leggeri, 49 anni appena compiuti, prodotto di quella prestigiosa École nationale d' administration da cui escono tutti quadri migliori dello Stato francese.

     

    È l' uomo che, quando era responsabile giuridico del ministero della Difesa francese, costruì nel 2008 il quadro legale dentro cui l'Unione Europea pose "Atalanta", la sua prima operazione diplomatico- militare contro i pirati somali. C'era il problema di dove fare i processi contro chi veniva arrestato, e allora si inventarono accordi extragiudiziali per mollarli al Kenya e alle Seychelles.

     

    TRITON DI FRONTEX TRITON DI FRONTEX

    Quel "modello Atalanta" che Leggeri, nominato alla guida Frontex nel gennaio 2015 grazie alla spinta dell' allora ministro dell' Interno francese Bernard Cazeneuve, intende replicare sulle acque internazionali tra la Sicilia e la Libia. Nell' ottobre scorso un regolamento approvato dal Parlamento europeo ha esteso i poteri di Frontex, affidandole il compito di Guardia costiera e di controllo delle frontiere con nuove forme di collaborazione con le polizie degli stati membri (Eurosur), con i magistrati (Eurojust) e anche i servizi di intelligence.

     

    Leggeri, in Commissione al Senato, ha detto che per la missione Triton dispone di undici navi, tre aerei ad ala fissa, due elicotteri, che pattugliano fino a 138 miglia nautiche a sud dell' Italia. Aggiungendo che «Frontex ha salvato 50.000 migranti nel Mediterraneo Centrale».

    OPERAZIONI DI FRONTEX OPERAZIONI DI FRONTEX

     

    Dimenticandosi di specificare, però, che in quella cifra si conteggiano anche le persone soccorse da ong e mercantili e trasferite poi sui mezzi dispiegati dall' agenzia europea, attualmente inferiori al numero da lui citato. C' è però la Corvetta francese Commandant Bouan, una nave militare che a bordo ha il sistema di sorveglianza marittima ed elettronica "Poseidon", già utilizzato in un' operazione di intelligence anti-immigrazione nel golfo di Guinea. E ci sono due aerei spia, un jet danese e una biturbina svedese, che raccolgono dati che poi finiscono a Frontex.

     

    OPERAZIONI DI FRONTEX OPERAZIONI DI FRONTEX

    Ecco com' è che il bollettino della Risk Analysis Unit si è improvvisamente arricchito di intercettazioni radio carpite da alcuni servizi segreti tedeschi e olandesi. Ecco perché, inoltre, Frontex si prepara a diventare il primo vero corpo di polizia europeo, anche se ufficialmente dovrebbe solo integrare le forze nazionali. «Ma che razza di sovranità hanno oggi i Paesi se in una settimana arrivano 20.000 migranti e non possono fermarli né controllarli? », dichiarò del resto Fabrice Leggeri, poco dopo la nomina a direttore di Frontex.

     

     

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