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ABBUFFATA DI CHIP PER META – L’AZIENDA DI MARK ZUCKERBERG STRINGE UN ACCORDO PLURIENNALE DA 100 MILIARDI DI DOLLARI CON IL GRUPPO DI SEMICONDUTTORI AMERICANO "AMD" – GRAZIE ALL’INTESA, IL COLOSSO DI MENLO PARK SI ASSICURERÀ 6 GIGAWATT DI POTENZA DI CALCOLO DEDICATA ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E I POTENTI GPU MI450 – L’ALLEANZA È DESTINATA A RIDEFINIRE GLI EQUILIBRI DI FORZA NEL SETTORE DEL SILICIO, METTENDO A RISCHIO IL DOMINIO DI NVIDIA E DI BROADCOM, E PERMETTERÀ A META DI CREARE HARDWARE “SU MISURA”, RIDUCENDO I CONSUMI ENERGETICI E I COSTI DI GESTIONE DI UNA RETE DI DATA CENTER CHE ORMAI NON HA EGUALI…
Estratto dell’articolo di Giuliana Ferraino per il “Corriere della Sera”
L’alleanza di Meta con Amd non è solo un contratto di fornitura, ma ridefinisce gli equilibri di forza nel mercato del silicio. Meta ha siglato con la società di Santa Clara un accordo pluriennale da oltre 100 miliardi di dollari per assicurarsi 6 gigawatt di potenza di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale.
L’intesa, che ruota attorno alle nuove Gpu MI450, trasforma il gigante dei social in un potenziale azionista di riferimento del produttore di chip: attraverso l’emissione di 160 milioni di warrant a 0,01 dollari, Mark Zuckerberg potrebbe arrivare a detenere il 10% di Amd. Sebbene Meta abbia confermato l’acquisto di milioni di chip Nvidia, la dipendenza da un unico fornitore è rischiosa.
[…] Per Lisa Su, alla guida di Amd da ottobre 2024, l’intesa è un «partenariato trasformativo» destinato a sfidare il dominio di Nvidia e la leadership di Broadcom nei chip personalizzati. Il primo gigawatt — una potenza pari a quella di un reattore nucleare — sarà operativo nella seconda metà del 2026. Il gruppo di Zuckerberg, che nel 2026 investirà 135 miliardi in infrastrutture, punta a ottimizzare i nuovi processori per l’esecuzione pratica dei modelli, cioè il momento in cui l’AI fornisce risposte immediate a chi la interroga. […]
Questa flessibilità permetterà al gruppo di Menlo Park di cucirsi addosso l’hardware, riducendo i consumi energetici e i costi di gestione di una rete di data center che ormai non ha eguali. L’operazione ricalca lo schema adottato da Amd con OpenAI a ottobre, riaccendendo il dibattito sul cosiddetto «circular financing», un modello in cui il cliente riceve opzioni azionarie per finanziare l’acquisto di prodotti dal fornitore, sostenendone fatturato e valore.
Ma la Borsa ha reagito con entusiasmo: il titolo Amd, dopo essere balzato del 14% nelle contrattazioni pre-mercato, a metà seduta saliva intorno al 7%, la concorrente Nvidia segnava +0,9% dopo aver perso quasi l’1%, mentre Meta era sostanzialmente invariata (-0,08%). […]
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