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BIG OIL, ENORMI GUADAGNI – LE PRINCIPALI COMPAGNIE PETROLIFERE EUROPEE HANNO REGISTRATO QUASI 18 MILIARDI DI EXTRAPROFITTI NEI PRIMI SEI MESI DELL'ANNO, UTILI PIÙ CHE RADDOPPIATI RISPETTO AL 2025 – PER QUESTO SONO FINITI NEL MIRINO DI ALCUNI GOVERNI UE, DECISI A FAR PAGARE LORO IL COSTO DELLA CRISI ENERGETICA CHE GRAVA SUI CONTI DELLE FAMIGLIE DA QUANDO È ESPLOSO IL CONFLITTO IN IRAN – SOTTO TIRO CI SONO LA POLACCA ORLEN, LA SPAGNOLA REPSOL, LE BRITANNICHE SHELL E BP, LA FRANCESE TOTALENERGIES, L’ITALIANA ENI – MA È UNA PARTITA ESTREMAMENTE DELICATA PERCHÉ SI PRESTA A CONTENZIOSI DI TIPO GIURIDICO…

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Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”

 

prezzo del petrolio e inflazione

Quasi diciotto miliardi di extraprofitti incassati nei primi sei mesi dell'anno, utili più che raddoppiati rispetto al 2025 e un bilancio destinato a essere ancor più ricco se si prende in considerazione il periodo estivo. Sono i numeri delle principali compagnie petrolifere europee, che ora si trovano nel mirino di alcuni governi Ue, decisi a far pagare loro il costo della crisi energetica che grava sui conti delle famiglie da quando è esploso il conflitto in Iran.

 

«Le compagnie petrolifere stanno registrando una redditività complessiva e margini sui prodotti raffinati che, pur potendo essere influenzati da carenze specifiche di alcuni prodotti, superano l'aumento dei prezzi del petrolio greggio» sottolineano i ministri delle Finanze di Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia e Austria nella lettera inviata al collega irlandese, presidente di turno dell'Unione europea [...]

extraprofitti delle compagnie petrolifere europee nel 2026

 

Il dato dei 18 miliardi di extraprofitti – 17,85 per l'esattezza – emerge da un report realizzato dagli esperti dell'organizzazione "Transport&Environment" (T&E), la principale organizzazione non governativa europea dedicata alla promozione dei trasporti sostenibili. [...]

 

L'analisi tiene conto del volume d'affari globale delle società esaminate e stima in 7,5 miliardi gli extraprofitti generati soltanto all'interno del territorio dell'Unione europea: è questa la torta, destinata ad aumentare, sulla quale i governi promotori dell'iniziativa vorrebbero mettere le mani.

 

produttori europei di petrolio

Nel mirino ci sono soprattutto la polacca Orlen (2 miliardi di extraprofitti in Europa), la spagnola Repsol (1,3 miliardi), le britanniche Shell e Bp (rispettivamente 1,2 miliardi e 900 milioni), la francese TotalEnergies (un miliardo), l'italiana Eni (550 milioni), l'austriaca Omv (300 milioni) e la spagnola Moeva (120 milioni).

 

Ma si tratta di una partita estremamente delicata perché si presta a contenziosi di tipo giuridico, visto che la Corte di Giustizia dell'Unione europea sta ancora esaminando alcuni ricorsi presentati dalle società energetiche contro il cosiddetto "contributo di solidarietà", introdotto a livello Ue nel 2022 in seguito alla precedente crisi, esplosa dopo l'invasione russa in Ucraina. [...]

 

repsol - petrolio

I sei ministri, però, vogliono insistere su quella strada e stanare Big Oil, evitando che gli utili effettivamente realizzati in Europa vengano contabilizzati altrove per eludere l'eventuale imposta Ue.

 

«Dobbiamo affrontare la questione degli elevati prezzi dell'energia discutendo un quadro a livello europeo per tassare gli extraprofitti – si legge ancora nella lettera – tenendo conto degli insegnamenti tratti dal 2022, questa volta con un'analisi più specifica su come gli utili esteri delle compagnie petrolifere multinazionali possano essere inclusi in modo più mirato».

 

orlen - produttore petrolio

[...]  Gli esperti di T&E suggeriscono di «introdurre un meccanismo permanente a livello Ue per la gestione degli utili in eccesso, con un meccanismo di attivazione predefinito. Tale meccanismo dovrebbe essere previsto dalla legge prima della prossima crisi e attivarsi automaticamente al superamento di una determinata soglia».

 

Secondo i dati di T&E, i 7,5 miliardi extra realizzati dalle compagnie petrolifere nel primo semestre per le attività all'interno del mercato unico europeo sono stati generati principalmente in Polonia (1,6 miliardi), Spagna (1,5 miliardi), Germania (1,2 miliardi), Francia (600 milioni) e Italia (500 milioni). Fatta eccezione per la Francia, tutti gli altri Paesi risultano nella lista dei firmatari.

 

produttori europei di petrolio

Non solo: lo studio è accompagnato da un sondaggio che vede i cittadini italiani i più favorevoli in assoluto all'introduzione di una misura di questo tipo. La sostiene il 67% degli intervistati (di cui il 37% ha espresso un sostegno "forte"). Seguono a ruota i tedeschi (65%) e gli spagnoli (64%) [...]