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“CALTA” PRESO IN CASTAGNA – IL VOTO DI BANCO BPM A FAVORE DI LUIGI LOVAGLIO È IL SEGNALE CHE CALTAGIRONE È STATO ABBANDONATO DAL GOVERNO. LA BANCA GUIDATA DA GIUSEPPE CASTAGNA È MOLTO VICINA AL MEF DEL LEGHISTA GIORGETTI: DIFFICILE CHE CASTAGNA SI SIA MOSSO ALL’OSCURO DEL TESORO, CHE L’HA “SALVATO” DALL’ASSALTO DI UNICREDIT A SUON DI GOLDEN POWER – GIORGETTI SOGNA LA FUSIONE TRA MPS E BPM, PER CREARE IL TERZO POLO BANCARIO (ORCEL PERMETTENDO….)

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francesco gaetano caltagirone - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI PER IL FATTO QUOTIDIANO

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! IL RISIKO BANCARIO INIZIA SOLO ADESSO - SCARICATO CALTAGIRONE (NON SOLO DALL'ALLEATO MILLERI E DAI FONDI INTERNAZIONALI, MA ANCHE DA PALAZZO CHIGI, VEDI BANCO BPM, CARO AL LEGHISTA GIORGETTI, A FAVORE DI LOVAGLIO), ORA SI INIZIA A BALLARE LA RUMBA – SARÀ UN CASO CHE OGGI IL BOSS DI UNICREDIT, ANDREA ORCEL, ABBIA DECISO DI FAR PACE CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, RINUNCIANDO ALL’APPELLO CONTRO LA SENTENZA DEL TAR SUL GOLDEN POWER PER L’OPERAZIONE BPM? FORSE LA GUIDA SUPREMA DELLA SECONDA BANCA ITALIANA AVEVA URGENTE BISOGNO DI RIMUOVERE QUALSIASI POSSIBILE OSTACOLO POLITICO PER LANCIARSI IN NUOVE AVVENTURE? - NEL MIRINO, SI SUSSURRA A PIAZZA AFFARI, C’E’ LA PARTECIPAZIONE DI DELFIN (17,5%) IN MPS. E NON E' UN CASO CHE UNICREDIT SIA IL PRINCIPALE FINANZIATORE DELLE VARIE ATTIVITA' DELL’INDIAVOLATO LEONARDINO DEL VECCHIO - L’UNICO EREDE DEL VECCHIO SODALE DI MILLERI DEVE RAGGRANELLARE SUL MERCATO 11 MILIARDI, SOMMETTA NECESSARIA PER ACQUISIRE LE QUOTE DI DUE FRATELLI E PERMETTERE A MILLERI DI GUIDARE IN TRANQUILLITA' L’IMPERO DI LUXOTTICA. MA SERVE ANCHE PER CHIUDERE L’ANNOSA PARTITA TESTAMENTARIA E DARE SODDISFAZIONI ALLE PRESSANTI RICHIESTE ECONOMICHE DEI RESTANTI EREDI. E PER FARLO, DIVENTA NECESSARIO CEDERE LE PARTECIPAZIONI DELFIN (SI PARTE DA MPS?)

luigi lovaglio 2

https://www.dagospia.com/business/francesco-gaetano-caltagirone-e-scaricato-tutti-essere-decisivo-per-471096

 

SCHIAFFO A MELONI GIORGETTI ORA SOGNA SIENA-BANCO BPM

Estratto dell’articolo di Carlo Di Foggia per “il Fatto quotidiano”

 

Dopo il referendum sulla giustizia, tocca alla finanza? L’assemblea del Monte dei Paschi, che conferma l’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio, è uno schiaffo alle ambizioni di Giorgia Meloni di riscrivere i rapporti di forza nel mondo bancario.

 

giuseppe castagna foto lapresse

Eppure sembra esserci un pezzo di governo dietro la clamorosa svolta di ieri e i sospetti portano al ministero dell’Economia di Giancarlo Giorgetti.

 

[...] Il disegno era di affidare Mediobanca e quindi le assicurazioni Generali ai nuovi padroni guidati dal costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, in ottimi rapporti con la premier di cui ha appoggiato l’ascesa politica.

 

Il piano è in parte riuscito a settembre scorso, con la conquista della banca milanese da parte di Mps, teleguidata dal Tesoro, che ne era il primo azionista e ha fatto entrare a Siena i soci che hanno poi appoggiato la scalata.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

L’operazione è però costata agli assalitori – Caltagirone, il presidente di Delfin, la holding degli eredi Del Vecchio, Francesco Milleri, e lo stesso Lovaglio – un’inchiesta della Procura di Milano con l’accusa di aver nascosto il loro concerto al mercato. Da lì qualcosa si è rotto.

 

Caltagirone ha deciso di estromettere Lovaglio, che voleva gestire Mediobanca come un ramo del gruppo Mps e Generali come un asset finanziario rassicurando l’ad Philippe Donnet che non sarebbe stato rimosso come sperava Caltagirone. A quel punto governo e Milleri si sono sfilati.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FOTO LAPRESSE

L’assemblea di ieri doveva sancire la vittoria di Caltagirone, che appoggiava la lista del cda uscente, che candidava come ad il caltagironiano Fabrizio Palermo [...].

 

Lovaglio ha vinto grazie ai voti di Milleri (Delfin ha il 17,5% del capitale di Mps) e soprattutto di Banco Bpm (3,7%). Il voltafaccia del primo è arrivato martedì, quando ha riunito il cda di Delfin in Lussemburgo e gli eredi Del Vecchio l’hanno spinto a mollare Caltagirone, forse anche per indebolire le accuse della procura. Diverso il discorso per la banca milanese guidata da Giuseppe Castagna il cui 3,7% avrebbe potuto portare alla vittoria di Calta&C.

 

FRANCESCO MILLERI

Difficile che Castagna si muova all’oscuro del ministero visto che deve la sua sopravvivenza a Giorgetti, che l’anno scorso ha impedito a UniCredit di scalare Bpm, banca vicina alla Lega, usando il golden power.

 

Il ministro sogna la fusione tra Mps e Bpm per creare un terzo polo bancario radicato nel Centro-Nord. [...]

GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONEMONTE DEI PASCHI DI SIENA

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI FRANCESCO MILLERI LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENAgiuseppe castagna - banco bpm