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Francesco Spini per “la Stampa”
Ei Towers lancia opa su Raiway
L’operazione Rai Way va avanti. A Cologno Monzese così come a Lissone non si sono arresi di fronte alle prime reazioni romane. Ei Towers, società del gruppo Mediaset, ha presentato in Consob la bozza del documento sull’offerta pubblica di acquisto e scambio relativa alle azioni della società di torri controllata dalla Rai. L’authority presieduta da Giuseppe Vegas avrà ora quindici giorni per decidere se dare o meno il via libera al prospetto e, nel corso di tale periodo, potrà chiedere integrazioni alla società guidata da Guido Barbieri.
Nel documento presentato nulla è cambiato: l’offerta da 1,2 miliardi, nonostante le polemiche del mondo politico - sensibilissimo quando in ballo c’è un’azienda di Silvio Berlusconi -, continua a puntare ad almeno il 66,67% del capitale, che oggi è controllato per il 65,1% da Viale Mazzini.
Mediaset vuole comprare Rai Way- Ei Towers lancia opa
Per questo, dopo l’Antitrust - che ha ricevuto una risposta ben più approfondita, rispetto a quella inviata alla Rai per rintuzzare le sue prime considerazioni - anche la Consob, tra le integrazioni che ha facoltà di chiedere, potrebbe ritornare sul nodo del 51% in mano pubblica, stabilito dal Dpcm emanato al tempo della quotazione di Rai Way. L’authority, insomma, potrebbe chiedere a Ei Towers di dire esplicitamente che cosa succederebbe nel caso che il governo decidesse di non vendere, confermando così il vincolo del 51% in mano pubblica.
Ma difficilmente anche di fronte a tale domanda sarebbe svelata la strategia. A Cologno Monzese per il momento puntano a rassicurare il mercato - che ha sostenuto l’operazione fin dal primo momento - con la pubblicazione del prospetto. Ma prima di cambiare alcunché dell’offerta attendono le reazioni ufficiali. L’Antitrust, anzitutto. Come pure le risposte finali di Rai Way e della stessa Rai.
A Ei Towers (che alle prossima assemblea chiederà anche il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto e all’alienazione di azioni proprie, anche ai fini delle prossime fusioni e acquisizioni) sono pronti a cambiare i termini dell’operazione, ma solo se il senso industriale - un campione nazionale delle torri che crei il valore immaginato con l’Opas - sarà confermato. Per ora si accontentano del fatto che di ostacoli insormontabili non ne sono stati trovati: in caso contrario l’operazione - è il ragionamento - sarebbe già morta e sepolta. E non, invece, all’esame della Consob.
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