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Carlotta Scozzari per Dagospia
Anche nell'ultimo giorno della settimana finanziaria, le Borse si muovo al rialzo. A contribuire all'ottimismo, oltre che gli strascichi sulla decisione della Federal Reserve americana di avviare uno stop agli stimoli graduale e poco doloroso per i mercati, anche la considerazione che il buon dato sul Pil statunitense depone a favore di un avvio della stretta monetaria. A Milano, l'indice Ftse Mib ha preso lo 0,6% a quota 18.565,61 punti.
All'interno del paniere italiano, bene le banche e soprattutto Monte dei Paschi di Siena, che continua il movimento verso l'alto dopo la buona notizia di ieri della chiusura in anticipo del contratto Santorini con Deutsche Bank, che consente alla banca guidata da Fabrizio Viola un risparmio di 221 milioni di euro. Ben comprata anche la Popolare di Milano (+1,95%), in vista dell'assemblea dei soci di domani che nominerà il nuovo consiglio di sorveglianza.
E a proposito di assemblee, dopo una discussione fiume di oltre otto ore (l'assise è ancora in corso mentre si scrive, alle 19.30 di venerdì), gli azionisti di Telecom Italia hanno respinto la richiesta di revoca del consiglio di amministrazione avanzata dalla Findim di Marco Fossati. A Piazza Affari le azioni della società guidata dall'amministratore delegato Marco Patuano hanno guadagnato lo 0,43% ma quando il mercato ha chiuso ancora non era noto l'esito della votazione assembleare.
All'interno del Ftse Mib prosegue la corsa di Mediaset, che, dopo il balzo di oltre il 16% del giorno prima, ha preso un altro 2,6 per cento. Secondo gli analisti, alla base del forte rialzo ci sarebbe l'ipotesi di confluenza delle attività nelle tv a pagamento in Italia e Spagna (il 100% di Premium e il 22% di Digital Plus) in una nuova società aperta ad altri azionisti. Ma c'è chi ipotizza anche che siano all'opera le classiche "mani forti" e che in un futuro non troppo lontano possano entrare nell'azionariato nuovi soci, magari esteri (le piste sono russa e araba).
Fuori dal Ftse Mib, balzo del 5,8% per le azioni Beghelli, sulla scia di un accordo per il riscadenziamento del debito bancario.
MARCO FOSSATI jpeg
FABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI
Mauro Crippa Confalonieri Mario Giordano Piersilvio Berlusconi Giuliano Adreani
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